Spese di rappresentanza, la Corte dei conti inviata l’ente a recuperare le spese illegittime

Con deliberazione n. 166/2021, la Corte dei conti Sez. Piemonte, nell’ambito dell’attività di controllo posta in essere ai sensi dell’art. 1, commi 166 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266, con riguardo alla relazione sul rendiconto dell’esercizio 2020, redatta dall’Organo di revisione, oltre ad accertare diverse irregolarità, si è soffermata anche sui criteri di legittimità delle spese di rappresentanza. In particolare, da una verifica del prospetto delle spese di rappresentanza sostenute dall’Ente, è emerso che non tutte avrebbero i requisiti previsti dalla giurisprudenza contabile consolidatasi in materia, con riferimento alle voci riferite a “pranzo di rappresentanza” e “doni natalizi”.
Il Collegio ricorda che le spese di rappresentanza assolvono ad una funzione rappresentativa dell’Ente, e, cioè, si sostanziano in quelle spese che, in stretta correlazione con le finalità istituzionali dell’ente, soddisfano l’obiettiva esigenza dello stesso di manifestare se stesso, e le proprie attività, all’esterno e di mantenere ed accrescere il prestigio dell’ente nel contesto sociale in cui si colloca (carattere dell’inerenza); nonché l’interesse di ambienti e soggetti qualificati, per il migliore perseguimento dei propri fini istituzionali e per i vantaggi che, ad esso o alla comunità amministrata, derivano dall’essere conosciuto e apprezzato nella propria attività di perseguimento del pubblico interesse (carattere dell’ufficialità). La violazione di tali criteri comporta l’illegittimità della spesa sostenuta dall’Ente per finalità che fuoriescono dalla rappresentanza. Sotto il profilo gestionale, l’economicità e l’efficienza dell’azione della pubblica amministrazione impongono il carattere della sobrietà e della congruità della spesa di rappresentanza sia rispetto al singolo evento finanziato, sia rispetto alle dimensioni e ai vincoli di bilancio dell’ente locale che le sostiene. Pur in mancanza di norme di legge che stabiliscono criteri e condizioni per la legittima effettuazione delle spese di rappresentanza, la giurisprudenza contabile ha enucleato i tratti distintivi delle stesse precisando che:
– esulano dall’attività di rappresentanza quelle spese che non siano strettamente finalizzate a mantenere o accrescere il prestigio dell’ente verso l’esterno nel rispetto della diretta inerenza ai propri fini istituzionali;
– non rivestono finalità rappresentative verso l’esterno le spese destinate a beneficio dei dipendenti o amministratori appartenenti all’Ente che le dispongono;
– non devono porsi in contrasto con i principi di imparzialità e di buon andamento, di cui all’art. 97 della Costituzione. Inoltre, dalla copiosa casistica giurisprudenziale in materia si ricava che non costituiscono spese di rappresentanza:
– gli atti di mera liberalità;
– le spese di ospitalità effettuate in occasione di visite di soggetti in veste informale o non ufficiale;
– l’acquisto di generi di conforto in occasione di riunioni della Giunta o del Consiglio Comunale;
– omaggi, pranzi o rinfreschi offerti ad Amministratori o dipendenti;
– ospitalità e/o pasti a favore di fornitori dell’ente o di soggetti legati all’ente da rapporti di tipo professionale o commerciale (affidatari di incarichi, consulenze, collaborazioni, ecc.);
– spese connesse con l’attività politica volte a promuovere l’immagine degli amministratori e non l’attività o i servizi offerti alla cittadinanza;
Nel raccomandare ad attenersi scrupolosamente a quanto affermato dalla giurisprudenza contabile consolidatasi in tema di spese di rappresentanza, anche attraverso la predisposizione e approvazione di un Regolamento ad hoc a cui attenersi, i giudici invitano l’ente a valutare, altresì, il recupero delle somme sostenute illegittimamente.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Assegnazione ai Comuni di contributi per manutenzione straordinaria strade, marciapiedi e arredo urbano

È stato firmato il Decreto 14 gennaio 2022 del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno recante: “Assegnazione ai comuni di contributi per investimenti finalizzati alla manutenzione straordinaria delle strade comunali, dei marciapiedi e dell’arredo urbano” nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2022 e 100 milioni di euro per l’anno 2023”.

Il provvedimento è previsto dall’articolo 1, comma 407, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”.
Il contributo per l’anno 2022 è stato assegnato nelle seguenti misure:
– ai comuni con popolazione inferiore o uguale a 5.000 abitanti nella misura di 10.000 euro ciascuno;
– ai comuni con popolazione tra 5.001 e 10.000 abitanti nella misura di 25.000 euro ciascuno;
– ai comuni con popolazione tra 10.001 e 20.000 abitanti nella misura di 60.000 euro ciascuno;
– ai comuni con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti nella misura di 125.000 euro ciascuno;
– ai comuni con popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti nella misura di 160.000 euro ciascuno;
– ai comuni con popolazione tra 100.001 e 250.000 abitanti nella misura di 230.000 euro ciascuno;
– ai comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti nella misura di 350.000 euro ciascuno.

Il contributo per l’anno 2023 è stato assegnato ai comuni in misura pari alla metà del contributo assegnato per l’anno 2022.
Si ricorda che gli enti beneficiari sono tenuti ad iniziare l’esecuzione dei lavori entro il 30 luglio 2022 per i contributi relativi all’anno 2022 ed entro il 30 luglio 2023 per quelli relativi all’anno 2023, a pena di decadenza, e che, nei casi di mancato rispetto degli stessi termini o di parziale utilizzo, verificati attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche (MOP) della Banca dati delle pubbliche amministrazioni (BDAP), è prevista la revoca del contributo, in tutto o in parte, con successivi decreti ministeriali.

I contributi saranno erogati ai comuni beneficiari:
– per una prima quota, pari all’80 per cento, previa verifica dell’avvenuto inizio, entro i previsti termini del 30 luglio 2022 per i contributi relativi all’anno 2022 ed entro il 30 luglio 2023 per quelli relativi all’anno 2023, dell’esecuzione dei lavori attraverso il sistema di monitoraggio di cui all’art. 2 del presente decreto, come previsto dal comma 412 dell’articolo 1 della legge n. 234 del 2021;
– per una seconda quota, pari al restante 20 per cento, previa trasmissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori, ai sensi dell’articolo 102 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Rendicontazione centri estivi 2021, le nuove FAQ del Dipartimento per le politiche della famiglia

Sono state pubblicate sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia le FAQ relative alla rendicontazione delle risorse per il finanziamento dei centri estivi 2021, ripartite ai 7.146 comuni, con decreto del Ministro per le pari opportunità e la famiglia 24 giugno 2021. Sono stati esclusi dal finanziamento i comuni che abbiano espressamente manifestato di non voler avvalersi del finanziamento. Il Dipartimento chiarisce che per la rendicontazione degli interventi realizzati nel 2021 si è scelto di realizzare una piattaforma digitale dedicata che permetta ai comuni beneficiari di inserire i dati digitalmente, invece che trasmettere la documentazione tramite posta elettronica certificata.  La scadenza per l’invio della rendicontazione è giovedì 31 marzo 2022.
Ciascun comune dovrà trasmettere: a) copia degli atti con i quali sono state impegnate le somme; b) i dati relativi agli interventi finanziati, comprensivi di informazioni sulle attività e sulle spese sostenute per realizzare i progetti.
È comunque facoltà del comune decidere di caricare anche le relative delibere e gli atti di liquidazione. È inoltre possibile allegare la documentazione relativa alle attività quali fotografie e opuscoli, a testimonianza di quanto realizzato. Le foto più significative verranno successivamente selezionate per la realizzazione del rapporto di monitoraggio 2021.
Il monitoraggio va effettuato anche nel caso in cui il finanziamento non sia stato utilizzato (totalmente o parzialmente) entro il termine del 31 dicembre 2021. In tal caso, ai sensi dell’articolo 3 del decreto, la somma non impegnata dovrà essere restituita entro il 31 marzo 2022, comunicando al Dipofam l’avvenuto versamento, tramite la piattaforma digitale. Il versamento delle somme non utilizzate relativo al finanziamento dell’anno 2021, diversamente da quanto previsto per il finanziamento 2020, è da effettuarsi sul conto corrente infruttifero 22330, intestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, utilizzando i seguenti dati:
Causale: Restituzione somme non utilizzate finanziamento Dipofam centri estivi 2021;
IBAN: IT49J0100003245350200022330;
Codice SWIFT: BITA IT RR XXX.

 

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Dissesto, sono di competenza dell’OSL i debiti precedenti al riequilibrio del bilancio, anche se accertati successivamente

Sotto il profilo finanziario, se gli atti e fatti cui è correlato il provvedimento giurisdizionale o amministrativo sono cronologicamente ricollegabili all’arco temporale anteriore al 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato, il provvedimento successivo, che determina l’insorgere del titolo di spesa (nella specie, il decreto ingiuntivo esecutivo e non opposto), deve essere imputato alla Gestione liquidatoria, purché detto provvedimento sia emanato prima dell’approvazione del rendiconto della gestione di cui all’art. 256, comma 11 del TUEL. È quanto evidenziato dal Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria), con sentenza n. 1 del 12 gennaio 2022.
È evidente, per la Sezione, che la disciplina normativa sul dissesto, basata sulla creazione di una massa separata affidata alla gestione di un organo straordinario, distinto dagli organi istituzionali dell’ente locale, possa produrre effetti positivi soltanto se tutte le poste passive riferibili a fatti antecedenti al riequilibrio del bilancio dell’ente siano attratte alla predetta gestione, benché il relativo accertamento giurisdizionale o amministrativo sia successivo. Con l’unico limite rappresentato, come detto, dall’approvazione del rendiconto della gestione che segna la chiusura della Gestione Liquidatoria; dopo tale data, infatti, è evidente che non sarà più possibile imputare alcunché a tale organo, in quanto, dal punto di vista giuridico, esso ha cessato la sua esistenza.
Altrimenti, se i debiti accertati in via giurisdizionale posteriormente, ma riferibili a fatti antecedenti, potessero essere portati ad esecuzione direttamente nei confronti dell’Ente comunale, non solo verrebbe frustrata la stessa ratio e lo scopo della gestione liquidatoria, ma sarebbe pregiudicata la gestione delle funzioni ordinarie del Comune, prima che esso torni ad uno stato di riequilibrio finanziario, mettendo a rischio l’esercizio delle stesse funzioni e dei servizi fondamentali svolti dal Comune, che non potrebbe sostenere sul piano finanziario i costi di tali funzioni e servizi, essendo di fatto in uno stato di insolvenza.
Infatti, se lo scopo delle norme sullo stato di dissesto è quello di salvaguardare le funzioni fondamentali dell’ente in stato di insolvenza, permettendogli di recuperare una situazione finanziaria di riequilibrio e, quindi, di normalità gestionale e di capienza finanziaria, che altrimenti sarebbe compromessa dai debiti sorti nel periodo precedente, è evidente che tale interesse pubblico risulta prevalente, in base ad un giudizio di bilanciamento e di razionalità, rispetto agli interessi individuali e patrimoniali dei privati ancorché accertati con provvedimenti giurisdizionali.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Riparto incremento Fondo di solidarietà 2021 ai piccoli comuni totalmente o parzialmente montani

È stato firmato il decreto 10 gennaio 2022 del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, concernente il riparto dell’incremento di 2 milioni di euro del Fondo di solidarietà comunale, per l’anno 2021, ai comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, delle Regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e Sardegna, classificati totalmente o parzialmente montani, previsto dall’art. 1, comma 551, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

L’incremento è ripartito tra gli enti assegnatari attribuendo a ciascun comune totalmente o parzialmente montano un contributo calcolato, entro i limiti dello stanziamento annuale, in misura proporzionale, rispettivamente, al 100% ed al 50% della somma che gli stessi hanno l’obbligo di versare per alimentare il citato Fondo, secondo gli importi indicati nell’allegato A che forma parte integrante del provvedimento.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e del territorio. I chiarimenti ministeriali

Il Ministero dell’Interno, con la circolare DAIT n. 2 del 13 gennaio 2022, fornisce chiarimenti in merito alla linea di intervento di cui all’art. 1 comma 139 e ss. della Legge n. 145/2018 (contributi per investimenti relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio), confluita all’interno della Missione 2, Investimento 2.2 del PNRR.

Con Decreto del Ministero dell’interno in data 8 gennaio 2022 sono state definite le modalità di presentazione dell’istanza, da utilizzare dai Comuni ai fini della richiesta di contributi, per l’annualità 2022 per interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, nel limite complessivo di 450 milioni di euro, ai sensi dell’articolo 1, comma 139 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. La richiesta da parte dei comuni deve essere comunicata al Ministero dell’interno – Direzione Centrale per la Finanza Locale, esclusivamente con modalità telematica, tramite la nuova Piattaforma di Gestione delle Linee di Finaziamento (GLF) integrata nel sistema di Monitoraggio delle Opere Pubbliche (MOP) di cui al Decreto Legislativo n. 229 entro le ore 23:59 del15 febbraio 2022, a pena di decadenza.

Ciascun Comune può fare richiesta di contributo per una o più opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio e non possono essere chiesti contributi di importo superiore al limite massimo di 1.000.000 di euro per i comuni con una popolazione fino a 5000 abitanti, di 2.500.000 di euro per i comuni con popolazione da 5001 a 25.000 abitanti e di 5.000.000 di euro per i comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti. Non possono presentare la richiesta di contributo, i Comuni che risultano beneficiari, per la graduatoria dell’anno 2021, dell’intero contributo concedibile per fascia demografica. l comuni che hanno ricevuto per l’anno 2021, parte dell’intero contributo richiedibile per fascia demografica, posso presentare una nuova istanza, fino alla concorrenza dell’importo non concesso e/o non richiesta in precedenza.

Il contributo erariale può essere chiesto solo per la realizzazione di opere, non integralmente finanziate da altri soggetti, secondo il seguente ordine di priorità:
a. messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico;
b. messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti;
c. messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici, con
precedenza per gli edifici scolastici e di altre strutture di proprietà dell’ente.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Tasso d’interesse per la rinegoziazione delle anticipazioni di liquidità fissato all’1,673%

l Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che il tasso di interesse da applicare alla rinegoziazione delle anticipazioni di liquidità di Regioni ed Enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 597, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, corrispondente al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali del Tesoro con la durata finanziaria più vicina a quella dell’anticipazione di liquidità, rilevato il 10 gennaio 2022 sul mercato regolamentato dei titoli di Stato – MTS, è pari all’1,673%.

Il comma 597 della Legge di Bilancio 2022 consente alle Regioni e agli Enti locali che hanno contratto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze anticipazioni di liquidità ad un tasso di interesse pari o superiore al 3% per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili di richiedere la rinegoziazione dei relativi piani di ammortamento.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

PagoPa, Entro il 31 gennaio 2022 l’invio della richiesta di contributo dell’80% per le attività realizzate al 31 dicembre 2021

Entro il 31 gennaio 2022 i Comuni ammessi all’Avviso Pubblico (promosso dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, PagoPA S.p.A., in convenzione con il Dipartimento per la Trasformazione digitale, l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) per portare a completamento il processo di migrazione dei propri servizi di incasso verso la piattaforma pagoPA, rendere fruibili ai cittadini i propri servizi digitali tramite l’App IO, nonché rendere accessibili i propri servizi attraverso il sistema SPID, potrà richiedere l’erogazione dell’80% del contributo per le suddette attività verificate al 31 dicembre 2021. Il modulo della richiesta è disponibile tramite la piattaforma online.
Si ricorda che alle richieste di erogazione del contributo seguirà una fase istruttoria (vedi l’Allegato 3) che consisterà nella verifica delle attività e del raggiungimento degli obiettivi.

ALLEGATO 1. OBIETTIVI DA CONSEGUIRE
ALLEGATO 2. IMPORTO DEL CONTRIBUTO E PREMIALITÀ
ALLEGATO 3. ISTRUTTORIA E VERIFICHE

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Società in house: sulla nomina del revisore legale dei conti decide il giudice ordinario

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia riguardante la nomina del revisore legale dei conti di una società a totale o parziale partecipazione pubblica, anche nel caso in cui la società stessa sia costituita secondo il modello del c.d. in house providing. È quanto ribadito dal TAR Sicilia, sezione II, sentenza 24 dicembre 2021, n. 3609.

La scelta del paradigma privatistico per la realizzazione delle finalità perseguite dalla pubblica amministrazione comporta l’applicazione del regime giuridico proprio dello strumento societario adoperato. Da ciò deriva che gli atti di nomina e revoca di amministratori e sindaci delle società a totale o parziale partecipazione pubblica devono essere configurati come manifestazione di una volontà essenzialmente privatistica, e che le azioni ad essi relative devono essere sottoposte alla giurisdizione del giudice ordinario, anche nel caso in cui le società stesse siano costituite secondo il modello del c.d. in house providing” (Cass. civ., Sez. un., ord. 1° dicembre 2016, n. 24591) (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. I, 14 febbraio 2019, n. 432). Il Collegio ritiene che ciò valga anche per la nomina del revisore legale.

Del resto lo stesso d.lgs. n. 39/2010 che viene in considerazione nella vicenda all’esame ha portata generale per tutte le imprese e non solo per quelle pubbliche. Ne consegue che le questioni relative alla nomina del revisore legale restano attribuite alla giurisdizione ordinaria.

Nel caso di specie, la circostanza che il Comune abbia fatto un avviso pubblico per sollecitare la presentazione di candidature all’incarico di revisore legale presso la società in house, non trasforma la procedura in una selezione di tipo concorsuale e non vale a spostare la giurisdizione in favore del giudice amministrativo proprio perché si tratta di atti (la nomina e la revoca del revisore legale) aventi – anche nelle società a partecipazione pubblica o in house – natura privatistica e non di provvedimenti amministrativi; natura che non muta per il fatto che tra i soci della società via sia un soggetto pubblico.

Ed invero sebbene le società in house costituiscano articolazioni della pubblica amministrazione da cui promanano, ciò non implica che anche sotto ogni altro profilo l’adozione del paradigma organizzativo societario che caratterizza tali società sia irrilevante e che le regole proprie del diritto societario siano inoperanti: “sarebbe illogico postulare che la scelta di quel paradigma privatistico per la realizzazione delle finalità perseguite dalla pubblica amministrazione sia giuridicamente priva di conseguenze, ed è viceversa del tutto naturale che quella scelta, ove non vi siano specifiche di[s]posizioni in contrario o ragioni ostative di sistema, comporti l’applicazione del regime giuridico proprio dello strumento societario adoperato” (Cass. civ., Sez. un., 27 marzo 2017, n. 7759).

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Da Anci richiesta al Governo per confronto sui bilanci degli enti locali

Il Presidente dell’ANCI ha inviato al Governo una lettera con la quale richiede di riprendere un confronto, alla luce degli esiti non positivi in sede di approvazione della legge di bilancio, rispetto ad interventi di ristoro degli effetti economici della pandemia sul bilancio degli Enti locali per il 2022. Tra le problematiche segnalate che pesano sui conti locali e che necessitano, urgentemente, di un intervento statale, vi sono:

  • l’incremento dei costi energetici che impatta per importi potenzialmente ingovernabili sui bilanci, con la richiesta di un maggior stanziamento di 550 milioni di euro, a fronte di costi dei Comuni stimabili tra i 1.600 e i 1.800 mln. di euro (dati 2019);
  • il libero utilizzo anche nel 2022 dei fondi covid erogati tra il 2020 e il 2021 per finalità emergenziali e non impegnati, con le stesse condizioni procedurali adottate nel 2021;
  • maggiore attenzione al settore turistico, che con la riduzione dei flussi di mobilità e degli eventi pubblici, resta tra i più colpiti anche in questa fase della pandemia. Le riduzioni delle entrate correlate, tra cui l’imposta di soggiorno, costituiscono motivo di preoccupazione, a fronte del quale è necessario uno stanziamento specifico di almeno 200 mln. di euro, sulla base di modalità già sperimentate nel 2021;
  • l’esigenza di un intervento sul FCDE, riportando le percentuali di accantonamento al 95% per la generalità degli Enti locali e al 90% per gli enti in regola con i pagamenti dei debiti commerciali, anche in funzione di incentivazione della normalizzazione dei tempi di pagamento, obiettivo inserito tra le riforme del PNRR.

Secondo il presidente di Anci si tratta di procedere ad un confronto per concordare le misure di sostegno utili a mantenere un clima di fiducia, essenziale anche per la prima fase di attuazione del PNRR, ma soprattutto per garantire a tantissimi Comuni oggi in difficolta di poter chiudere i bilanci per il 2022.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION