Più risorse agli enti locali per l’accoglienza integrata

Il Ministero dell’Interno rende noto che  il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione ha pubblicato l’Avviso Pubblico per gli enti locali titolari di progetti SAI categ. DM-DS (disagio mentale – assistenza sanitaria specialistica e prolungata) finanziati col Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, di presentare richiesta di ampliamento dei posti, per un totale di 1500 posti, con le modalità di cui all’art. 9 delle linee guida allegate al DM 18.11.2019 ed in conformità con quanto previsto dall’art. 10 comma 1 delle medesime linee guida. Non è ammessa la richiesta di ampliamento in caso di mancata attivazione di tutti i posti già finanziati alla data di presentazione della domanda (art.9 comma 2, linee guida allegate al D.M. 18.11.2019). Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il termine, non prorogabile, del 30 giugno 2021, ore 18.00, utilizzando l’allegato modello A) rinvenibile anche in formato word nella piattaforma
FNAsilo, https://fnasilo.dlci.interno.it/sprar/ da inoltrare alla Direzione Centrale dei Servizi Civili per l’Immigrazione e l’Asilo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, tramite pec“servizi.civili@pecdlci.interno.it ”, avente ad oggetto: ampliamento posti MSNA SAI. Il finanziamento sarà calcolato, fino alla naturale scadenza del progetto, in rapporto al costo medio giornaliero a persona moltiplicato per il numero di posti da ampliare, sulla base dei contributi già riconosciuti. (art. 12, comma 4 DM 18.11.2019).

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

In consultazione le Linee Guida Tecnologie e standard per la sicurezza dell’interoperabilità tramite API dei sistemi informatici

Sono in consultazione pubblica fino al 18 maggio le “Linee Guida Tecnologie e standard per la sicurezza dell’interoperabilità tramite API dei sistemi informatici” adottate con Determinazione 318/2021 che si focalizzano sulle tecnologie e le loro modalità di utilizzo, al fine di garantire la sicurezza delle transazioni digitali realizzate tra e verso le pubbliche amministrazioni che utilizzano le Application Programming Interface (API) tramite Internet. Le Linee Guida contribuiscono alla definizione del modello di interoperabilità delle pubbliche amministrazioni (MODI), definito da AgID ai sensi dell’articolo 73 e 75 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (CAD), individuando:
– le tecnologie e standard utilizzati per la sicurezza a livello di trasporto;
– le tecnologie e standard utilizzati per la sicurezza a livello applicativo;
– le modalità e gli elementi per la definizione del trust tra i soggetti interessati.
Il nuovo Modello di Interoperabilità rappresenta un asse portante del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, necessario per il funzionamento dell’intero Sistema informativo della PA. Il modello rende possibile la collaborazione tra pubbliche amministrazioni e tra queste e soggetti terzi, per mezzo di soluzioni tecnologiche che assicurano l’interazione e lo scambio di informazioni senza vincoli sulle implementazioni.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

 

ANCI: I Comuni possono usare i beni mobili registrati confiscati. Le domande su OpenRe.G.I.O

Nell’ambito dell’attività di Anci sul tema dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, e della collaborazione con l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – ANBSC, è stata trasmessa a tutti i Sindaci la lettera a firma del Segretario Generale Anci, Veronica Nicotra per segnalare l’opportunità di utilizzo da parte dei Comuni dei beni mobili registrati confiscati, attraverso una manifestazione di interesse da realizzare sulla piattaforma OpenRe.G.I.O. dell’ANBSC, disponibile al seguente link https://openregio.anbsc.it/.
Come individuato nelle Linee guida per la destinazione dei beni mobili registrati adottate dall’ANBSC, tali beni si distinguono in veicoli speciali funzionali alle esigenze del soccorso pubblico e altri beni registrati.

In particolare:

  • per i veicoli speciali funzionali alle esigenze del soccorso pubblico:  previa destinazione prioritaria al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,  la visibilità e la possibilità di manifestare interesse sono riservate alle strutture operative nazionali e regionali facenti parte del sistema di Protezione Civile, indicate all’art. 13 del D.L.gs. n. 1/2018 ed alle strutture di protezione civile degli enti locali;
  • per i veicoli e gli altri beni registrati idonei per l’impiego in attività istituzionali o a fini sociali:  possono manifestare interesse gli organi dello Stato, gli enti territoriali ed i soggetti previsti dall’art. 48 comma 3 lett. c del Codice Antimafia.

Le manifestazioni di interesse vanno presentate nel termine di 60 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione nella sezione  “Vetrina” della piattaforma OpenRe.G.I.O, – previo accreditamento.
Nell’ipotesi di concorrenti manifestazioni di interesse per il medesimo bene, le istanze verranno graduate secondo i seguenti criteri: maggiore vicinanza territoriale, assenza di altre assegnazioni nei 12 mesi precedenti e, infine, ordine cronologico di presentazione della richiesta. Le procedure per l’accreditamento e per l’espressione della manifestazione di interesse sono state recentemente semplificate. Nel caso di reale interesse per un bene mobile registrato in vetrina, la manifestazione di interesse risulterà generata automaticamente cliccando sull’apposita icona della pagina dedicata. A questo punto l’ente dovrà procedere esclusivamente al download, alla sottoscrizione ed all’invio alla casella pec dell’ANBSC.
Al fine di riepilogare ed illustrare le modalità di espressione della manifestazione di interesse da parte degli enti interessati, è disponibile un documento esemplificativo del flusso operativo (fonte Anci).

Pa, nasce il comitato per la transizione amministrativa

Nasce con l’obiettivo di supportare le trasformazioni organizzative nella Pubblica amministrazione il Comitato consultivo per la transizione amministrativa, nominato dal ministro Renato Brunetta. Una sorta di “advisory board” composto da ventuno esperti e rappresentanti di amministrazioni centrali e locali, autorità indipendenti, grandi aziende, associazioni del mondo imprenditoriale.
Il Comitato sosterrà il ministro nel monitoraggio dell’implementazione e della reingegnerizzazione dei processi legati alla digitalizzazione e alla complessiva riforma della Pubblica amministrazione, tassello cruciale per attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Servirà inoltre a registrare il grado di soddisfazione di cittadini e imprese, a individuare colli di bottiglia e buone pratiche, a rafforzare le sinergie pubblico-privato e a monitorare le differenze territoriali per suggerire strategie mirate di aumento dell’attrattività.

I componenti del Comitato sono Piero Antonelli, Direttore generale dell’Upi; Laura Aria, Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom); Paolo Calcagnini, Vice Direttore generale di Cassa depositi e prestiti; Vincenzo Caridi, Direttore Direzione centrale Tecnologia, informatica e innovazione dell’Inps; Ernesto Ciorra, Direttore Funzione Innovazione e Sostenibilità di Enel; Giordano Colarullo, Direttore generale di Utilitalia; Silvia Giacomelli, Capo Divisione Economia e diritto della Banca D’Italia; Alessia Grillo, Segretario generale della Conferenza delle Regioni; Vanni Le Donne, Capo Divisione Sviluppo organizzativo della Banca D’Italia; Riccardo Maltoni, Direttore Organizzazione di Poste Italiane; Maria Vittoria Marongiu, Direttore generale dell’Aran; Marcello Minenna, Direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli; Federico Monaco, Direttore generale Servizi fiscali dell’Agenzia delle Entrate; Veronica Nicotra, Segretario generale dell’Anci; Daria Perrotta, Presidenza del Consiglio dei ministri; Filippo Romano, Dirigente Ufficio Vigilanza e vigilanze speciali dell’Anac; Raffaella Saporito, SDA Bocconi; Stefano Stinchi, Direttore Divisione Pubblica amministrazione di Microsoft Italia; Stefano Tomasini, Direttore Sistemi informativi dell’Inail; Gianfranco Torriero, Vice Direttore generale di Abi; Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere.

DL Consultazioni elettorali 2021, dalla Camera l’OK definitivo

La Camera dei deputati ha approvato con 376 voti a favore e 28 contrari il ddl di conversione del decreto-legge del 5 marzo 2021, recante disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021. Il provvedimento differisce i termini ordinari per lo svolgimento delle consultazioni elettorali previste per il 2021, prevedendo una finestra elettorale fra il 15 settembre e il 15 ottobre, in ragione del permanere del quadro epidemiologico da Covid-19 su tutto il territorio nazionale, nonché dell’evolversi di significative varianti del virus che presentano carattere ulteriormente diffusivo del contagio. Contestualmente dispone che le consultazioni si svolgano in due giornate, sia di domenica che di lunedì e riduce ad un terzo il numero delle sottoscrizioni per le elezioni comunali e circoscrizionali.
In deroga alla normativa elettorale vigente, il differimento del turno elettorale e le altre disposizioni si riferiscono alle seguenti procedure elettorali previste per l’anno in corso:
• elezioni suppletive della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica per i seggi dichiarati vacanti entro il 31 luglio 2021;
• elezioni ordinarie delle amministrazioni comunali (conseguenti alla scadenza naturale del mandato degli organi in carica);
• elezioni per il rinnovo dei consigli comunali sciolti per mafia;
• elezioni per il rinnovo delle elezioni comunali in alcune sezioni, ove annullate, anche se già indette;
• elezioni per il rinnovo dei consigli comunali cui debba provvedersi per motivi diversi dalla scadenza del mandato quando le condizioni che rendono necessario il rinnovo si siano verificate entro il 27 luglio 2021;
• elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario anche se già indette e quelle relative agli organi elettivi per i quali entro il 31 luglio 2021 si verificano le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo con la proroga della durata del mandato.
Nel corso dell’esame del Senato è stato inserito, tra l’altro, il nuovo art. 3-ter che prevede che, per l’anno 2021,  non siano irrogate le sanzioni per mancato adempimento all’obbligo di redazione e di pubblicazione della relazione di fine mandato del sindaco, ai sensi del comma 6 dell’articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Anci, il quaderno operativo sugli organismi indipendenti di valutazione

ANCI ha pubblicato il 26° Quaderno operativo dell’Anci “Attestazioni degli organismi indipendenti di valutazione o delle strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione al 31 maggio 2021”. Il Quaderno fa riferimento alla deliberazione Anac 294 del 13 aprile 2021 e punta a supportare i Comuni nell’attuazione della normativa in materia di trasparenza. Il testo offre un quadro d’analisi degli obblighi di pubblicazione soggetti ad attestazione da parte degli OIV fornendo alcune indicazioni utili in merito al loro contenuto. Il Quaderno infine è corredato, in appendice, da documenti utili all’attestazione sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione (riportati a mero titolo esplicativo ed esemplificativo, non sostituendo in alcun modo gli originali).

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Sindaco, obbligo di astensione dall’esercizio della professione in materia edilizia privata e pubblica

Il Ministero dell’Interno, con parere del 23 aprile scorso, ha ribadito che sul sindaco, “responsabile dell’amministrazione del comune” ex articolo 50, comma 1, TUEL e presidente dell’organo esecutivo ex comma 2 del medesimo articolo, grava l’obbligo di astensione positivizzata dal comma 3 dell’articolo 78 del predetto testo unico. L’articolo 78, comma 3, nel disporre che “I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato”, intende garantire la imparzialità dell’azione amministrativa in un quadro di attenzione alle concrete condizioni di operatività degli enti locali e si rivolge a coloro che svolgono in proprio un’attività libero-professionale negli stessi delicati settori nei quali, come pubblici amministratori, sono chiamati a tutelare interessi della collettività locale. Tra i destinatari dell’obbligo di astensione (…) rientrano non solo gli assessori cui siano state conferite deleghe nei settori dell’urbanistica, dell’edilizia e dei lavori pubblici, ma anche lo stesso sindaco, sul quale, come organo responsabile dell’amministrazione del Comune e presidente della giunta comunale, grava l’onere di sovraintendere su tutte le attività del Comune, anche su quelle delegate. La violazione del dovere di astensione, pur non comportando la decadenza dalla carica, può rilevare, comunque, sul piano della personale responsabilità politica e deontologica del soggetto interessato, nonché sul piano della legittimità degli atti adottati. Va pertanto, escluso che, per il fatto di essersi avvalso della facoltà di delega ad un assessore nella materia urbanistica, edilizia e lavori pubblici, il sindaco possa ritenersi esonerato dall’osservanza dell’obbligo di astensione dall’esercitare, nel territorio da lui amministrato, attività professionale di architetto in materia di edilizia privata e pubblica” (così Cass. Civ.. sezione II, sentenza n. 14764 del 19/7/2016, sopra cit.).

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

 

Decreto Riaperture, la circolare esplicativa del Ministero dell’Interno

È stata inviata ai prefetti la circolare, a firma del capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi, che fornisce alcune indicazioni in merito all’applicazione delle misure contenute nel decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, adottate per regolamentare una graduale ripresa delle attività economiche e sociali sul territorio.
La circolare evidenzia come il decreto legge richiami in premessa la delibera del Consiglio dei Ministri con la quale è stato prorogato al 31 luglio 2021 lo stato di emergenza da covid-19 e contenga alcuni elementi di novità rispetto all’impianto normativo vigente.
La circolare richiama i prefetti sull’esigenza che i servizi territoriali predisposti per la verifica del rispetto delle misure anti contagio debbano concentrarsi sulle possibili situazioni di sovraffollamento, privilegiando, quindi, le aree interessate dalla presenza di esercizi aperti al pubblico ed a più intensi flussi di mobilità secondo linee condivise in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
La circolare indica, inoltre, l’esigenza che vengano predisposti mirati interventi operativi in prossimità dei quadranti urbani maggiormente interessati, specie nelle grandi città, da fenomeni di aggregazione in occasione del fine settimana e delle giornate festive e prefestive. Richiama, infine, l’attenzione sul fatto che i dispositivi di vigilanza e di controllo siano predisposti in maniera da assicurare il pieno coinvolgimento anche delle polizie locali.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Corte dei conti, calcolo indennità di funzione spettante al Presidente del Consiglio comunale

La Corte dei conti, Sezione per l’Emilia-Romagna, con deliberazione n. 58/2021, in riscontro ad una richiesta di parere volta ad appurare la corretta modalità di calcolo dell’indennità di funzione spettante al Presidente del Consiglio comunale, ai sensi dell’art. 82 del TUEL, in applicazione del DM 119/2000 e del criterio previsto dall’art. 156 del TUEL, ha chiarito che l’art. 156 costituisce il costante riferimento per gli Enti ai fini della determinazione delle misure dell’indennità di funzione per gli amministratori locali. La stessa può essere incrementata, a seguito di aumento della popolazione accertata dall’Istat alla data del 31 dicembre del penultimo anno di riferimento, con contestuale passaggio dell’ente ad una classe demografica superiore, ovvero essere diminuita, in caso di riduzione della popolazione, accertata alla stessa data e con le medesime modalità, con conseguente declassamento demografico dell’Ente. L’eventuale attribuzione da parte dell’Ente locale dell’indennità di funzione agli amministratori locali di cui all’ art. 82, prima che l’Istat abbia ufficialmente accertato il dato di cui all’art. 156, non può che avere natura di provvisorietà, essendo necessario, ai fini dell’esatta quantificazione dell’importo la correlazione con il dato della popolazione residente alla fine del penultimo anno di riferimento così come accertato dall’Istat.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Legittima la revoca dell’assessore in conflitto col Sindaco

È legittimo il provvedimento del sindaco che dispone, ai sensi dell’art. 46, comma 4, del TUEL, la revoca di un assessore comunale in ragione dell’esistenza di un rapporto conflittuale con esso sindaco. Secondo TAR per la Basilicata (sentenza 16 aprile 2021, n. 302), il Sindaco, essendo direttamente eletto dal popolo, ha un’ampia discrezionalità sia nello scegliere e/o nominare gli Assessori, sia nel revocarli, in quanto entrambi i predetti provvedimenti si basano su un vincolo di fiducia (c.d. intuitu personae), con l’unica differenza che la nomina degli Assessori non richiede alcuna motivazione, mentre la loro revoca deve essere motivata, cioè il Sindaco deve indicare le ragioni, per le quali è venuta meno la fiducia nei confronti degli Assessori, precedentemente nominati dallo stesso Sindaco.
Secondo un prevalente e condivisibile orientamento giurisprudenziale (cfr. ex multis C.d.S., Sez. V, Sentenze n. 4057 del 10 luglio 2012 e n. 1053 del 23 febbraio 2021) il provvedimento di revoca può essere motivato con valutazioni di opportunità politico-amministrativa, rimesse in via esclusiva allo stesso Sindaco, anche perché tali motivazioni sono permeate dalla stessa logica fiduciaria, che caratterizza la nomina degli Assessori, e, oltre ad essere riferite agli Assessori revocati, sono dirette soprattutto al Consiglio comunale, il quale eventualmente potrebbe anche disattenderle e votare una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco, che comporta lo scioglimento del Consiglio comunale. Pertanto, il provvedimento di revoca ex art. 46, comma 4, d.lgs. n. 267/2000 può essere annullato, se emanato senza alcuna motivazione oppure con giustificazioni di carattere arbitrario, circostanze che, nel caso di specie, non ricorrono, sia perché il provvedimento impugnato non si limita ad affermare tautologicamente che è venuto meno il rapporto di fiducia, sia perché dai fatti indicati nel provvedimento impugnato ed anche dall’accusa della parte ricorrente al Sindaco di “gestione egocentrica e polarizzata” emerge un rapporto conflittuale tra Sindaco ed Assessori revocati, che risulta ragione sufficiente, per giustificare la revoca dell’incarico.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION