Tariffe e regolamenti Tari al 31 luglio per i soli Comuni con FAL

L’ulteriore proroga del termine per la deliberazione del bilancio di previsione al 31 luglio 2021 – prevista dall’art. 52, comma 2 del DL 73/2021, per i soli Comuni  che abbiano incassato le anticipazioni di liquidità di cui al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti e che siano potenzialmente esposti alle conseguenze della sentenza Corte Costituzionale n. 80/2021 – porta con sé anche la collegata scadenza per la deliberazione delle tariffe, aliquote e regolamenti tributari dei Comuni, in applicazione delle ordinarie norme che regolano tali termini (art. 1, co. 169, legge 296/2006 e art. 53, co. 16, legge n. 388/2000). Per tutti gli altri enti si applica la regola “speciale”, prevista dall’art. 30, comma 5, del dl 41/2021 (“Sostegni”) che fissa il termine – autonomo rispetto a quelle del bilancio di previsione – del 30 giugno 2021. Lo precisa IFEL in una nota a seguito di numerose richieste di chiarimenti inviate dai Comuni. A tal riguardo, l’ANCI sta richiedendo l’ulteriore e generalizzata proroga al 31 luglio p.v. del termine speciale di cui al citato art. 30 del dl 41/2021. Il relativo emendamento al DL 73/2021 interverrebbe successivamente alla fine di giugno e non è attualmente possibile confidare nell’approvazione della norma.
In merito all’utilizzo delle risorse previste dall’art. 6 del DL 73 per il finanziamento delle agevolazioni TARI 2021, utenze non domestiche, ovvero per le categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività, IFEL ritiene ammissibile estendere il concetto di “restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività” a quelle condizioni di rilevante calo dell’attività e del relativo fatturato evidentemente connesse con l’emergenza sanitaria, anche in assenza di dirette disposizioni restrittive. Ciò può essere ottenuto ampliando la tipologia delle attività beneficiarie dell’agevolazione, oppure chiedendo alle attività non indicate nei provvedimenti di formale restrizione una richiesta di inclusione in ragione di motivazioni predeterminate ed eventualmente corredata dalla dichiarazione della dimensione del calo di fatturato occorso.
Infine, IFEL segnala l’opportunità di utilizzo con finalità di riduzione dell’onere TARI sulle utenze domestiche di una quota, liberamente determinabile dall’ente, dell’assegnazione del “fondo di solidarietà alimentare ex art. 53 dello stesso DL 73/2021, che permette, oltre agli interventi di sostegno alimentare analoghi a quelli disposti nel 2020, anche il “sostegno alle famiglie che versano in stato di bisogno per il pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche”. L’espressione “utenze domestiche” – anche in questo caso per concorde orientamento del Tavolo art. 106 – può includere tutte le bollette dei servizi abitativi, ivi comprese quelle relative al servizio rifiuti.

Proroga al 18 giugno della scadenza per l’invio della relazione allegata al conto annuale

Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato rende noto che le recenti modifiche al sistema di autenticazione in SICO hanno richiesto numerose interazioni supplementari con gli enti utenti della piattaforma, talvolta anche a causa di un uso non conforme delle credenziali personali di autenticazione, rallentando lo svolgimento della rilevazione. Per favorire il suo corretto ed ordinato svolgimento, anche in vista della successiva apertura della rilevazione del conto annuale, la scadenza per l’invio della relazione allegata al conto annuale e della relazione illustrativa è prorogata al 18 giugno. Sono inoltre presenti le nuove FAQ per la “Relca” 2020, che di seguito si riportano:

Faq. 1

Nel mio comune non sono presenti scuole dell’infanzia ma soltanto asili nido, pertanto, le attività e le ore di lavoro dei dipendenti, lì assegnati, vengono comunicate nell’Area d’intervento “Interventi per l’infanzia, i minori e gli asili nido”. A partire dalla presente rilevazione, in T20 nell’Area d’intervento “Scuola dell’infanzia” è stato aggiunto il nuovo prodotto “N. dipendenti comunali presso asili nido”, ma se proviamo a inserire il numero dei dipendenti senza aver prima valorizzato in T18 l’Area d’intervento “Scuola dell’infanzia” il sistema evidenzia la squadratura n. 2 (SQ2), che non permette la certificazione della rilevazione. Come possiamo risolvere il problema?

Per i Comuni nei quali sono presenti soltanto gli asili nido e non sono presenti, invece, le scuole dell’infanzia, gli stessi rileveranno comunque le attività e le ore relative alla gestione degli asili nido nell’Area d’Intervento “Scuola dell’infanzia” in T18 e in T19, così facendo sarà poi possibile valorizzare in T20 il Prodotto “N. dipendenti comunali presso asili nido” senza incorrere nella SQ2. Infine, sarà necessario utilizzare il Campo Note di T18 per indicare un sintetico chiarimento al riguardo.

 

Faq 2

Nel numero degli interventi eseguiti a seguito di calamità naturali possiamo inserire quelli per effettuati per COVID-19?

No. Il prodotto fa riferimento a limitati e specifici eventi calamitosi, quali ad es. eventi sismici, maremoti, esondazioni, incendi, alluvioni. Mentre, è possibile valorizzare in T19 all’interno dell’Area di intervento “Servizi di Protezione civile” tutte le ore di lavoro ordinario e straordinario svolte dai dipendenti comunali e dagli agenti di Polizia locale in funzione di protezione civile per fronteggiare ogni possibile situazione causata dal COVID-19.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Fabbisogni standard, ANCI chiede lo stop dei questionari sul 2019 per l’emergenza sanitaria

L’ANCI ritiene insostenibili le scadenze di compilazione del questionario di aggiornamento dei dati sui fabbisogni standard dei Comuni per il 2019 e del tutto inappropriate le sanzioni previste, visto l’aggravamento della pandemia. Chiede che coi prossimi provvedimenti legislativi, come già per il 2020, sia disposto un congruo allungamento dei termini, ipotesi su cui la Ragioneria dello Stato – seppur informalmente – ha manifestato la propria “non opposizione” e sollecita interventi immediati anche per il 2021.
Alla base della richiesta dell’Associazione vi è la rilevazione dei fabbisogni che ciascun ente dovrebbe concludere entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento del MEF (1° marzo 2021), quindi entro il 30 aprile 2021 che coincide con l’attuale termine dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19. Tutto questo nella stessa fase in cui i Comuni sono impegnati ad approvare i bilanci, i conti consuntivi, con organici ridotti e in migliaia di Comuni con pochissime unità di personale che deve far fronte a incombenze ben più importanti.
Sia l’Anci che l’Ifel hanno fatto presente – in primo luogo presso la Commissione tecnica per i fabbisogni standard e, inoltre, presso la Ragioneria generale dello Stato, responsabile del procedimento – l’assoluta inopportunità di procedere alla somministrazione del questionario. In primo luogo, per l’aggravio di oneri amministrativi in tempi di drammatica emergenza, che si ripercuote sull’operatività degli uffici comunali. E, inoltre, per l’evidente inutilità di acquisire ora dati relativi al 2019, in quanto i tempi di acquisizione, eventuale correzione ed elaborazione dei nuovi dati sono incompatibili con gli aggiornamenti dei calcoli per il 2022, che vanno conclusi entro il prossimo settembre e, quindi, rifletteranno i risultati della precedente rilevazione. Malgrado le perplessità formulate, si è preferito dar corso all’ordinaria modalità di avvio dell’operazione questionari, senza la necessaria condivisione. IFEL svolgerà il proprio consueto compito istituzionale di supporto e assistenza, derivante dal d.lgs. 216/2010 (art. 5, co. 1, lett. d), attraverso i canali indicati nel suo comunicato del 5 marzo scorso. Con l’occasione l’ANCI ritiene altresì matura un’approfondita verifica delle tempistiche della rilevazione periodica sui fabbisogni standard, la cui ripetizione annuale non è prevista da alcuna norma e di cui va valutata l’effettiva utilità a fronte del carico amministrativo sui Comuni. Da qui l’ulteriore richiesta di dare seguito alla prassi fin qui seguita, introducendo la cadenza biennale del questionario, che non comporterebbe alcuna perdita di significatività per il sistema di calcolo dei fabbisogni standard.

 

Proroga della validità delle graduatorie comunali del personale scolastico, educativo e ausiliario

Il comma 5-bis del DDL di conversione del D.L n. 183/2020, c.d. Milleproroghe 2021, introdotto durante l’esame in sede referente, nel novellare il comma 6 dell’articolo 32 del D.L. n. 104/2020 (L. n. 126/2020), proroga dal 30 settembre 2021 al 30 settembre 2022 il termine di validità delle graduatorie approvate negli anni dal 2012 al 2017, limitatamente alle graduatorie comunali del personale scolastico, educativo e ausiliario destinato ai servizi educativi e scolastici gestiti direttamente dai comuni. Si proroga inoltre al 30 settembre 2022 la validità delle predette graduatorie comunali in scadenza tra il 1° gennaio 2021 e il 29 settembre 2022.
Con riferimento ai limiti temporali di validità delle graduatorie, l’art. 1, co. 147 della legge 160/2019 ha previsto:
– che le graduatorie approvate nell’anno 2011 siano utilizzabili entro il 30 marzo 2020, previa frequenza obbligatoria, da parte dei soggetti interessati, di corsi di formazione e aggiornamento organizzati da ciascuna amministrazione e previo superamento, da parte dei medesimi soggetti, di un apposito esame-colloquio, diretto a verificarne la perdurante idoneità;
– l’unificazione al 30 settembre 2020 del termine di validità delle graduatorie approvate negli anni dal 2012 al 2017;
– per le graduatorie approvate nell’anno 2018, il termine mobile di tre anni dalla data di approvazione, in luogo del termine fisso del 31 dicembre 2021;
– per le graduatorie approvate nell’anno 2019, si conferma il suddetto termine mobile triennale;
– per le graduatorie approvate a decorrere dal 1° gennaio 2020, il termine mobile viene ridotto da tre a due anni.
Sulle previsioni dell’art. 1, co. 147, lett. b), è già intervenuto l’art. 32, co. 6, del D.L. 34/2020 (L. 126/2020)98, che ha disposto una prima proroga, dal 30 settembre 2020 al 30 settembre 2021, del termine di validità delle graduatorie approvate dal 2012 al 2017, solo per le graduatorie comunali del personale scolastico, educativo e ausiliario destinato ai servizi educativi e scolastici gestiti direttamente dai comuni.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Bilancio di previsione 2021: ANCI e UPI chiedono lo slittamento al 31 marzo

Pubblichiamo la lettera che ANCI e UPI hanno congiuntamente inviato al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere il rinvio del termine per l’approvazione del bilancio di previsione degli enti locali per il 2021-2023. Una richiesta che nasce da svariate esigenze e che non può non essere figlia dei tragici eventi generati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. «La recrudescenza dell’emergenza epidemiologica nell’ultimo trimestre del 2020 – si legge – e le numerose scadenze accumulatesi in questo periodo, tra cui l’approvazione del Piano economico-finanziario rifiuti 2020 in base al metodo ARERA per i Comuni che hanno optato per il rinvio a fine anno a norma dell’art. 107, co. 5 del dl n. 18 del 2020 e la regolamentazione necessaria per l’avvio del nuovo “Canone unico” la cui proroga non è stata ritenuta meritevole di considerazione, determinano una situazione di notevole criticità». La scadenza attualmente fissata al 31 gennaio 2021, aggiungono «renderebbe impossibile per molti enti locali pervenire ad una formulazione corretta delle previsioni e degli atti propedeutici concernenti le entrate tributarie e patrimoniali». Per questo motivo, connessa anche a una precaria previsione delle entrate stante il perdurare dell’emergenza pandemica, ANCI e UPI chiedono «una proroga del termine in oggetto al 31 marzo 2021, da sottoporre al parere della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali del 14 gennaio p.v.».

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Conferenza Stato-città: slitta al 31 ottobre il termine di approvazione del bilancio 2020-2022

La Conferenza Stato-città nella seduta straordinaria convocata per oggi, 30 settembre, ha espresso parere favorevole al differimento del termine di approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2020 degli Enti locali al 31 ottobre 2020. Il rinvio rispetto alla data del 30 settembre è stato richiesto dai presidenti ANCI e UPI a causa della situazione fortemente critica per gli enti locali della regione Sicilia e per gli enti locali che sono stati interessati dal recente turno delle elezioni amministrative. Da qui la richiesta di Comuni e Province formulata in video conferenza durante la Stato-Città convocata d’urgenza.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

DL Semplificazioni: proroga triennale dei permessi di costruire e SCIA

L’art. 10, comma 4 del DL 76/2020, c.d. Semplificazioni, prevede la proroga dei termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’art. 15 del D.P.R. 380/2001, che disciplina l’efficacia temporale e la decadenza del permesso di costruire. Ai sensi del comma 2 dell’art. 15 il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata, non può superare tre anni dall’inizio dei lavori. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza, venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti, estranei alla volontà del titolare del permesso, oppure in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. Per effetto del successivo comma 2-bis la proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori è comunque accordata qualora i lavori non possano essere iniziati o conclusi per iniziative dell’amministrazione o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate.
L’intervento operato dal DL Semplificazioni prevede la facoltà per l’interessato di prorogare, previa comunicazione all’amministrazione comunale, di tre anni i termini di inizio e di ultimazione dei lavori dei permessi di costruire rilasciati o comunque formatisi fino al 31 dicembre 2020, purché i suddetti termini non siano già decorsi al momento della comunicazione dell’interessato e sempre che i titoli abilitativi non risultino in contrasto, al momento della comunicazione dell’interessato, con nuovi strumenti urbanistici approvati o adottati. Inoltre, sono altresì prorogate di tre anni le segnalazioni certificate di inizio attività presentate entro il 31 dicembre 2020 ai sensi degli articoli 22 e 23 del D.P.R. 380/2001.
Si ricorda, inoltre, che l’art. 103, comma 2, del D.L. 18/2020 (Cura Italia), convertito in Legge n. 27/2020, ha disposto che i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’art. 15 del D.P.R. 380/2001, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservino la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza. Trattasi di proroga “automatica” che non richiede preventiva comunicazione all’Ente. Al riguardo, l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ritiene che i permessi di costruire e le Scia che ricadono nell’ambito di operatività sia dell’art. 103 del DL 18/2020, sia dell’art. 10 del DL 76/2020 possano beneficiare di entrambe le proroghe con conseguente sommatoria dei periodi previsti.

Allegati: Fac simile comunicazione proroga-DL 76_2020 (Predisposto da ANCE)

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Scadenza rilevazione del conto annuale 2019 prorogata al 4 settembre 2020

Il Ministero dell’Economia e finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato con apposito comunicato, accogliendo le numerose richieste di rinvio dell’adempimento, ha disposto la proroga al 4 settembre 2020 del termine di invio dei dati riguardanti il conto annuale 2019.
Si ricorda che con circolare n. 16 del 15 giugno 2020, sono state fornite le istruzioni per l’inserimento delle informazioni relative al conto annuale 2019 nel sistema informativo costituente la banca dati del personale (SICO – Sistema Conoscitivo del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche). I dati andranno inviati mediante immissione diretta in SICO, con la modalità web o attraverso l’invio dell’apposito kit excel. I modelli di rilevazione e tutto il materiale utile per la rilevazione sono resi disponibili nel sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze al seguente indirizzo: www.homepagesico.mef.gov.it. Nel caso in cui le informazioni siano accentrate per più Enti in un unico sistema informativo, le stesse potranno essere trasmesse con FTP (File Transfer Protocol) nel rispetto del protocollo di colloquio definito dall’assistenza tecnica del sistema informativo SICO. A tal fine deve essere inviata un’apposita richiesta all’indirizzo di posta elettronica assistenza.pi@mef.gov.it. Le Istituzioni che si avvalgono di tale opportunità restano comunque responsabili dell’invio dei dati, dell’osservanza dei termini e della rettifica delle informazioni in caso si evidenzino anomalie ed incongruenze in sede di validazione dei medesimi.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Bozza Decreto Semplificazioni, proroga PagoPA al 28 febbraio 2021

L’art, 1, comma 8 del DL 162/2019 (decreto milleproroghe), nel novellare l’art. 65, comma 2 del D.Lgs. n. 217/2017, ha disposto la proroga dal 31 dicembre 2019 al 30 giungo 2020 del termine a decorrere dal quale i pagamenti alle pubbliche amministrazioni devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento (PSP) esclusivamente attraverso pagoPA.
L’effettuazione di pagamenti verso le pubbliche amministrazioni con modalità informatiche è stato oggetto di previsione da parte dell’articolo 5 del codice dell’amministrazione digitale. In particolare, il comma 2 del medesimo art. 5 ha disposto che a tal fine l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) metta a disposizione, attraverso il Sistema pubblico di connettività, una piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, al fine di assicurare l’autenticazione dei soggetti interessati all’operazione in tutta la gestione del processo di pagamento. Dall’inizio del 2020 è diventata operativa la nuova Società “PagoPA S.p.A.”, interamente partecipata dallo Stato e vigilata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui il Governo ha affidato il compito di ammodernare l’infrastruttura tecnologica del Paese, contribuendo alla trasformazione e allo sviluppo
L’art, 1, comma 8 del DL 162/2019 (decreto milleproroghe), nel novellare l’art. 65, comma 2 del D.Lgs. n. 217/2017, ha disposto la proroga dal 31 dicembre 2019 al 30 giungo 2020 del termine a decorrere dal quale i pagamenti alle pubbliche amministrazioni devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento (PSP) esclusivamente attraverso pagoPA.
L’effettuazione di pagamenti verso le pubbliche amministrazioni con modalità informatiche è stato oggetto di previsione da parte dell’articolo 5 del codice dell’amministrazione digitale. In particolare, il comma 2 del medesimo art. 5 ha disposto che a tal fine l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) metta a disposizione, attraverso il Sistema pubblico di connettività, una piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, al fine di assicurare l’autenticazione dei soggetti interessati all’operazione in tutta la gestione del processo di pagamento. Dall’inizio del 2020 è diventata operativa la nuova Società “PagoPA S.p.A.”, interamente partecipata dallo Stato e vigilata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui il Governo ha affidato il compito di ammodernare l’infrastruttura tecnologica del Paese, contribuendo alla trasformazione e allo sviluppo dei servizi digitali.
In vista della scadenza del 30 giugno, con una nota congiunta del 16 aprile 2020 il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e l’amministratore Unico della PagoPA S.p.A. hanno ricordato, agli enti creditori soggetti al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), che “le attuali norme impongono l’utilizzo obbligatorio di pagoPA per ogni tipologia di incasso, senza nessuna esclusione”, sollecitando gli enti ad interrompere l’utilizzo di strumenti di incasso non più aderenti alla normativa vigente, con la sola eccezione del modello F24 e del Sepa Direct Debit (SDD).
Non si è fatta attendere la risposta dell’ANCI che ha evidenziato come sia necessario prevedere invece “specifiche azioni di accompagnamento delle amministrazioni all’adozione di pagoPA, che comprendano servizi gratuiti per l’intermediazione dei Comuni meno attrezzati nonché tempistiche sostenibili per gli adempimenti”.
Al riguardo, ANCI e IFEL avevano già evidenziato come i nuovi termini del 30 giugno 2020 previsti dal decreto Milleproroghe fossero insufficienti per l’entrata a regime dell’innovazione, considerato che “il numero delle amministrazioni, non solo locali, effettivamente operative sulla piattaforma continuava ad essere ampiamente inferiore alle attese. Secondo dati AgID, a ottobre 2019 solo per il 5% dei Comuni si registravano più di 1.000 pagamenti. Alla stessa data non tutte le Regioni e le PA centrali risultavano pronte”.
Nella bozza del decreto Semplificazioni, al fine di assicurare la piena operatività della piattaforma pagoPA, alla quale, ad oggi, non hanno aderito tutti i soggetti di cui all’art. 2, comma 2 del CAD, anche a causa dei rallentamenti dovuti all’emergenza sanitaria in corso, si consente pertanto una breve proroga del termine previsto – dal 30 giugno 2020 al 28 febbraio 2021 – a decorrere dal quale i pagamenti alle pubbliche amministrazioni devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento esclusivamente attraverso la piattaforma pagoPA.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Proposta di proroga fino al 2023 dello Split payment

Arriva dalla Commissione europea il via libera alla proposta dell’Italia di prorogare il meccanismo di scissione dei pagamenti. Si ricorda che con lettera protocollata dalla Commissione il 4 dicembre 2019, l’Italia ha chiesto l’autorizzazione a continuare a derogare agli articoli 206 e 226 della direttiva IVA per quanto riguarda i requisiti in materia di fatturazione e di pagamento in relazione all’IVA per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate a favore delle pubbliche amministrazioni. Tale richiesta implicava una riduzione dell’ambito di applicazione della misura di deroga in vigore, concessa dalla decisione di esecuzione (UE) 2017/784 del Consiglio, che si applicava anche alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali e a un elenco di società quotate in borsa. Tuttavia con lettera protocollata dalla Commissione il 27 marzo 2020, l’Italia ha modificato la sua richiesta, chiedendo che l’ambito di applicazione dell’autorizzazione resti identico a quello concesso dalla decisione di esecuzione (UE) 2017/784 del Consiglio, e chiedendo di applicare la deroga agli articoli 206 e 226 della direttiva IVA per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate alle pubbliche amministrazioni, alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali e a un elenco di società quotate in borsa. In conformità all’articolo 395, paragrafo 2, della direttiva IVA, la Commissione, con lettera del 5 maggio 2020, ha informato gli altri Stati membri della richiesta presentata dalla Repubblica italiana. Con lettera del 6 maggio 2020 la Commissione ha comunicato alla Repubblica italiana che disponeva di tutte le informazioni necessarie all’esame della richiesta. Da ultimo, con la decisione di esecuzione del Consiglio del 22 giugno 2020 si acconsente alla proroga dello split payment IVA. Rispetto alla richiesta avanzata dall’Italia, il rinnovo è ridotto di sei mesi, e durerà fino al 30 giugno 2023.
La decisione di richiedere alla Commissione Europea un’ulteriore proroga triennale del meccanismo della scissione dei pagamenti è stata fortemente criticata dall’ANCE, considerandola una misura gravissima a carattere temporaneo che, sin dal 2015, ha compromesso l’equilibrio finanziario delle imprese operanti nei confronti della pubblica Amministrazione, specie di quelle di più ridotte dimensioni, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza. Sono 2,5 miliardi di liquidità quelli sottratti alle imprese dallo split payment, secondo i numeri dell’ANCE. A supporto delle criticità evidenziate dalle imprese anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, parla di una misura “doppiamente ingiusta” per le partite IVA.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION