ANCI, quaderno operativo sugli adempimenti per i sindaci e gli amministratori

L’ANCI ha predisposta un quaderno operativo di facile e pronta consultazione, con un quadro chiaro e sintetico, dei principali adempimenti che attendono i Sindaci e gli amministratori locali neo eletti, in vista della tornata amministrativa 2021 che coinvolgerà 1.348 Comuni dove saranno eletti 16.523 consiglieri e nominati circa 4.538 assessori.

Il manuale per i sindaci elezioni amministrative 2021’ una sintetica ma puntuale disamina delle prime attività che devono svolgere i Sindaci subito dopo il loro insediamento nonché i primi adempimenti a cui è tenuto il Consiglio comunale. Il volume fornisce anche un quadro d’insieme delle regole che presidiano la governance complessiva dell’ente. Il Manuale è arricchito da modelli, schemi di provvedimenti e deliberazioni, che forniscono strumenti operativi pronti all’uso.

Audizione ANCI sul Federalismo fiscale

“Gli obiettivi quantitativi e temporali del PNRR non sono raggiungibili senza un profondo ripensamento delle regole costruite lo scorso decennio, in un contesto differente dall’attuale. Perché il Piano nazionale diventi un’occasione storica per l’intero Paese, bisogna mettere gli enti locali nelle condizioni di poter effettivamente utilizzare le risorse. I dati dimostrano che i Comuni sono protagonisti della ripartenza: malgrado le difficoltà della pandemia nel 2020 hanno mantenuto una forte capacità di investimento (un aumento del 2,3 % dei pagamenti), mentre nel primo semestre 2021, l’incremento è stato del 23%, con una netta ripresa del trend positivo ante pandemia”. Lo ha evidenziato Alessandro Canelli, delegato Anci alla Finanza locale, presidente Ifel e sindaco di Novara, nella sua audizione davanti la Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale sullo stato di attuazione del Federalismo fiscale, anche con riferimento al Piano nazionale di ripresa e resilienza (documento di audizione).
Canelli, dopo aver ribadito l’apprezzamento dell’Anci per la dimensione e l’ampiezza temporale del sostegno economico dello Stato agli enti locali nella fase pandemica e che ha consentito la tenuta degli equilibri di bilancio, ha ricordato come “malgrado gli interventi degli ultimi due anni restano forti criticità strutturali del sistema di finanza locale di cui il PNRR deve tenere conto”.
“La distribuzione del Risultato di amministrazione netto (RAN) evidenzia una forte asimmetria tra la grande maggioranza dei Comuni in positivo (85%) e una significativa minoranza in negativo, con particolare enfasi nei valori territoriali del Centro (22% di enti in negativo e del Sud-Isole (un terzo di negativi)”. Analogo impatto ha “la distribuzione del Fondo crediti dubbia esigibilità (FCDE) accantonato annualmente nei bilanci di previsione che presenta una forte concentrazione tra i Comuni del Centro e del Sud- Isole”.
A parere del delegato Anci, per cercare di minimizzare queste criticità, “bisogna rafforzare la ripresa di intervento statale sulle risorse correnti degli enti locali avviata con l’introduzione nel FSC di risorse aggiuntive orientate ai servizi sociali comunali e alla gestione degli asili nido”. Ma anche “proseguire con l’intervento mirato a risolvere le debolezze strutturali degli enti in crisi conclamata, nel solco della sentenza della Consulta (n.115/2020) che ha individuato tra le cause delle situazioni di crisi finanziaria anche la scarsa dotazione di risorse, piuttosto che in episodi di cattiva gestione finanziaria”.
In questo contesto Canelli ha auspicato che il percorso del federalismo fiscale “riprenda con l’attuazione della perequazione verticale in parte attuata solo nell’ ultimo anno sul versante dei servizi sociali e degli asili nido. I passi in avanti registrati – ha affermato – devono essere consolidati ed ampliati: bisogna ripartire da qui se si vuole irrobustire e risolvere gran parte dei nodi strutturali della finanza locale”.
Più in generale la ricetta indicata dai Comuni per un efficace utilizzo delle risorse del PNRR passa dalla possibilità di “dare vita a finanziamenti diretti e non intermediati a sostegno degli investimenti, con il recupero di una più ampia discrezionalità amministrativa dei Ministeri”.
“Sono necessari – ha aggiunto il delegato Anci- semplificazioni al codice degli appalti, da consolidare ed ampliare; un’ampia semplificazione degli strumenti di programmazione degli enti locali, in parte anticipata per gli enti di minore dimensione; lo snellimento dei monitoraggi sui fatti finanziari e sulle opere pubbliche, ancora troppo complessi e spesso duplicati, che devono comunque essere assistiti da sistemi telematici efficienti e di facile uso; e l’allentamento dei vincoli sulle assunzioni di personale qualificato, anche in deroga ai criteri introdotti dall’art. 33 del dl 34/2019, in corso di estensione alle Città metropolitane e alle Province”.

Il dirigente comunale può rivestire la carica di presidente di una commissione di gara d’appalto

Non costituisce violazione dei principi d’imparzialità e di buona amministrazione il cumulo, nella stessa persona, delle funzioni di Presidente della Commissione valutatrice e di responsabile del procedimento, nonché di soggetto aggiudicatore, risultando ciò conforme ai principi sulla responsabilità dei funzionari degli enti locali, come delineati dall’art. 107 del d.lgs. n. 267/2000” (Consiglio di Stato, sez. V – 17/11/2014 n. 5632 e la giurisprudenza ivi richiamata). È quanto affermato dall’ANCI, analizzando il caso riguardante la società in house di un Comune che ha chiesto di autorizzare un dirigente comunale a far parte in qualità di presidente di una commissione di gara per un appalto. Incarico a titolo oneroso e da espletarsi al di fuori dell’orario di ufficio. Il dirigente in questione, tuttavia, è posto a capo di un settore che esercita poteri di direzione e controllo nei confronti della stessa società controllata, la quale espleta un servizio pubblico. A complicare la problematica interviene il regolamento comunale sulle procedure di autorizzazione degli incarichi extra istituzionali dei propri dipendenti, in base al quale “costituisce conflitto d’interesse ogni attività esercitata nell’ambito del territorio dell’ente di appartenenza, nei cui confronti il Settore in cui il dipendente opera debba istituzionalmente esprimere pareri, autorizzazioni, concessioni, permessi o altri provvedimenti amministrativi. Attraverso un articolato excursus dei principali atti normativi e sentenze giurisprudenziali attinenti alla materia (T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 16/12/2015, Consiglio di Stato, sez. III – 13/10/2014 n. 5057, artt. 2, 3 e 84 del D. Lgs. 163/2006), gli esperti ANCI pervengono a un posizione chiara in merito al quesito segnalato basandosi soprattutto sulle considerazioni dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (7/5/2013 n. 13), la quale ha avvertito che il motivo di incompatibilità riguarda soltanto i Commissari diversi dal Presidente, e che la deroga a favore di quest’ultimo attenua la rilevanza dell’interesse pubblico all’imparzialità: la volontà di conservare la distinzione tra i soggetti che hanno definito i contenuti e le regole della procedura e quelli che ne fanno applicazione nella fase di valutazione delle offerte non è pertanto rigorosa, essendo perseguita in modo parziale (per una specifica applicazione, si veda Consiglio di Stato, sez. III – 13/10/2014 n. 5057).

ANCI, proposte revisione norme sui Sindaci

Il Consiglio nazionale dell’Anci ha approvato all’unanimità il documento che il presidente Antonio Decaro, insieme ad una delegazione di primi cittadini sottoporrà alla presidenza del Consiglio dei ministri come risultato delle richieste che i sindaci fanno al Governo e al Parlamento per richiedere maggiori tutele e rispetto per il loro lavoro. L’Anci rileva come da anni si susseguono casi e fattispecie che vedono i sindaci, gli amministratori e i dirigenti destinatari di provvedimenti relativi a imputazioni di responsabilità in sede penale, civile, amministrativa ed erariale che si concludono nella stragrande maggioranza con archiviazioni. In questo contesto, emerge la debolezza o l’assenza del nesso di causalità fra la condotta censurata e l’evento, mentre i sindaci risultano sempre responsabili per l’esercizio o il mancato esercizio di un potere, molto al di là dei compiti e delle responsabilità. Sostanzialmente, i Sindaci chiedono l’affermazione concreta di un principio di eguaglianza e di pari dignità con le altre cariche elettive e di governo”. Su questi temi l’Anci ha elaborato sei richieste specifiche predisponendo apposite proposte di norme con cui si richiede al Governo e al Parlamento, a tutti i gruppi parlamentari di maggioranza ed opposizione un impegno formale e concreto che porti all’adozione nell’arco dei prossimi tre mesi di un decreto-legge.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

DL Semplificazioni, la nota Anci sulle norme di interesse dei Comuni

L’ANCI ha pubblicato una prima nota di lettura sul decreto Semplificazioni, ovvero decreto legge 31 maggio 2021 n. 77 “Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative di accelerazione e snellimento delle procedure”. Il documento contiene un’analisi sintetica dei principali contenuti d’interesse per i Comuni e Città metropolitane con l’obiettivo di fornire un primo orientamento operativo.

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Anci e Upi sollecitano intervento normativo per evitare il dissesto di centinaia di enti locali

I Presidenti di ANCI e UPI hanno inviato una lettera alla Ministra Lamorgese e alla vice ministra Castelli, con la quale hanno sollecitato un costante confronto presso la Conferenza Stato-Città per affrontare le problematiche degli enti locali in difficoltà finanziarie strutturali e per affrontare tempestivamente gli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 80/2021, che – in assenza di una norma attuativa – rischia di ampliare il fenomeno dei dissesti e dei “predissesti”. La recente sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2021, nel modificare nuovamente la disciplina di contabilizzazione e restituzione del FAL (Fondo Anticipazione Liquidità di cui al d.l. 35/13), comporta l’immediata decadenza dell’articolo 39-ter, commi 2 e 3 del d.l. 162/2019, e della disciplina definita per il ripiano annuale dell’anticipazione ricevuta. La sentenza ha ulteriormente evidenziato le fragilità in questione, indicando un obbligo di ripiano in un arco temporale ravvicinato delle passività determinate dalle anticipazioni di liquidità a suo tempo acquisite dagli enti locali, in ossequio ad una misura fortemente voluta dal Governo, con conseguenze severe sulla capacità di tenuta finanziaria di centinaia di amministrazioni.
Tra gli interventi che Anci e Upi ritengono possibili ed urgenti, segnaliamo:

  • l’attuazione della sentenza  n. 80/2021, con l’obiettivo di mantenere il periodo trentennale di ripiano delle anticipazioni per il pagamento di debiti commerciali pregressi, coerente con le restituzioni a suo tempo stabilite dal dl 35/2013 e successivi rifinanziamenti, nel rispetto delle prescrizioni della Corte;
  • l’attenuazione dei vincoli da FCDE, che può essere attuata con misure straordinarie e temporanee di riduzione della percentuale obbligatoria di accantonamento, accompagnate però da un intervento di incentivazione al recupero di crediti tributari e tariffari agevolato dall’abbattimento di sanzioni e interessi e da un ampio periodo di rateizzazione;
  • l’immediata attivazione del tavolo di confronto per giungere alla riforma della disciplina delle crisi finanziarie (riforma del Tit. VIII Tuel), sulla base dei criteri già circolati con le bozze prodotte negli ultimi due anni e integrando a regime il dispositivo di sostegno di cui al punto c), opportunamente modulato e condizionato in modo da evitare fenomeni di “incentivazione” dello stato di crisi;
  • la revisione della disciplina restrittiva circa l’utilizzo degli avanzi vincolati per gli enti in complessivo disavanzo, che limita in modo spesso paradossale l’utilizzo di risorse disponibili per investimento (da trasferimento e da accensione di prestiti) e per spese correnti vincolate (in particolare i trasferimenti in campo sociale e scolastico in capo agli enti capofila di funzioni svolte in forma sovracomunale).

 

Autore: La redazi0ne PERK SOLUTION

Anci scrive alla Conferenza Stato – Città su questioni relative a capacità assunzionale nei Comuni

L’Anci, con una lettera a firma del Segretario generale Veronica Nicotra, indirizzata alla Conferenza Stato – Città e Autonomie locali, chiede la convocazione di una riunione tecnica rispetto ad alcune questioni interpretative emerse nella prima fase di attuazione della nuova disciplina in materia di capacità assunzionale dei Comuni, in attuazione del DM 17 marzo 2020 e delle indicazioni dalla Circolare applicativa del 13 maggio 2020. Le questioni sono state evidenziate in una nota tecnica allegata alla missiva, con particolare riferimento all’utilizzo dei resti assunzionali, alla disciplina assunzionale applicabile alle Unioni di comuni e alla possibilità di salvaguardare le procedure assunzionali già avviate entro la data del 20 aprile 2020, attraverso le comunicazioni obbligatorie ex art. 34-bis del D.Lgs. n. 165/2001.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Transizione al digitale, il volume operativo dell’ANCI

L’Anci ha predisposto un quaderno operativo dal titolo “Transizione al digitale: novità e scadenze in pillole”, redatto da Moira Benelli, responsabile Ufficio servizi e tecnologie e Agenda Digitale. L’obiettivo del documento è quello di fornire un’informativa omogenea e semplificata ai Comuni, sintetizzando in un unico testo le principali novità e scadenze in tema di transizione al digitale, suddivise per argomento, seguendo l’ordine dell’articolato del Codice per l’Amministrazione Digitale e lasciando come ultimi alcuni temi non trattati specificamente all’interno del Codice, ma di gran rilievo ai fini della completa digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
Il volume si sofferma sui molti interventi relativi alla digitalizzazione che impattano in modo diretto sull’operatività degli enti: dall’identità digitale e dall’accesso ai servizi digitali, fino alla razionalizzazione delle infrastrutture digitali intese come i Centri per l’elaborazione Dati e la conseguente migrazione verso soluzioni in cloud. Spazio anche alle novità sulla notificazione digitale degli atti, provvedimenti e comunicazioni, sulla circolarità del dato anagrafico e sulla disponibilità ed interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Gli emendamenti Anci al DL Ristori

Pubblichiamo gli emendamenti Anci al DL n. 137/2020, c.d. Decreto Ristori, inviati alle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato. Le proposte riguardano i principali provvedimenti che interessano i Comuni:

1. Determinazione della spesa per il personale di Polizia locale;
2. Potenziamento dei servizi di controllo e del lavoro straordinario del personale della Polizia locale;
3. Estensione al 2021 dell’utilizzabilità dei fondi emergenziali a favore degli enti locali;
4. Agevolazione Tari “seconda ondata”;
5. Proroga Fondo garanzia debiti commerciali (FGDC);
6. Controlli per gli enti locali strutturalmente deficitari (art.243, co.5, TUEL);
7. Revisione dei termini di deliberazione TARI;
8. Facoltà di affidamento della gestione della Tari ai gestori del servizio rifiuti;
9. Nuovi criteri di classificazione dei rifiuti ex d.lgs. 116/2020 – proroga al 2022;
10. Modalità di riscossione della TARI;
11. Limiti al ricorso all’anticipazione di liquidità degli enti locali;
12. Rinvio al 2022 dell’entrata in vigore del Canone unico sull’occupazione di spazi pubblici e sull’esposizione  pubblicitaria;
13. Modifiche in materia di società partecipate;
14. Eliminazione sanzioni per mancato perfezionamento dell’adesione a pagoPA (art. 65, co.2, d.lgs. 217/2017);
15. Proroga termine deliberazione bilancio consolidato;
16. Accorpamento al rendiconto 2020 degli adempimenti relativi alla verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio, in caso di inoperatività degli uffici;
17. Proroga dei contratti di servizio, degli affidamenti in concessione e degli incarichi di revisione contabile;
18. Misure di prevenzione per pulizia straordinaria ed acquisto DPI;
19. Utilizzo delle graduatorie concorsuali.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

PagoPA, anche per l’ANCI non è l’unico modo per pagare la PA

Il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ha inviato una missiva al Presidente del Consiglio Conte, in cui rappresenta la condivisione della ricostruzione proposta dall’Antitrust, “secondo la quale emerge un rinvio non esclusivo all’utilizzo del sistema PagoPA”. L’Antitrust ha altresì rilevato che gli enti territoriali, in base all’art. 18-ter del D.L. n. 34/2020, possono premiare i cittadini che scelgano di disporre l’addebito diretto su conto corrente per il pagamento dei tributi locali, annettendo evidentemente a tale dispositivo un valore incentivante del corretto adempimento fiscale.
Ad avviso dell’ANCI la norma primaria, pur proponendo un percorso di confluenza degli enti pubblici nel sistema pagoPA, non sancisce l’esclusività, sia con riferimento ai metodi di pagamento non ancora integrati nel nuovo sistema sia in relazione alla specificità delle entrate locali per le quali il Legislatore prevede in maniera esplicita la possibilità di utilizzare un ampio ventaglio di modalità di pagamento, fra le quali vi è, appunto, pagoPA. “Occorre ricordare” continua il Presidente dell’ANCI “che le entrate degli enti locali sono regolate secondo un’ampia autonomia di gestione” e cita in proposito l’articolo 2-bis del d.l. n. 193/2016 che elenca in maniera puntuale tutte le diverse modalità di pagamento ammesse per le entrate locali, tributarie e non tributarie.
Infine, Decaro sottolinea l’importanza che il nuovo sistema assicuri “un percorso di sostenibilità nell’adesione di tutti gli enti locali, ivi compresi i comuni di piccole dimensioni che stanno incontrando difficoltà” e conclude ribadendo l’utilità di un chiarimento, urgente non solo in ragione della recrudescenza della pandemia da virus Covid-19, “ma anche e soprattutto dei rischi di instabilità del sistema dei pagamenti che altrimenti potrebbero coinvolgere ampie fasce di enti locali, circostanza da evitare in modo assoluto”.