Anac, Pnrr: Gli enti locali non possono avvalersi di soggetti non qualificati come centrali di committenza

Per l’acquisizione di forniture, servizi e lavori, nell’ambito del Pnrr e del Piano degli investimenti complementari (Pnc), gli enti locali non possono avvalersi di soggetti che non siano qualificati né come centrali di committenza né come soggetti aggregatori. Non è possibile nemmeno servirsi di soggetti che non risultino iscritti all’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house. Lo chiarisce un comunicato del presidente Anac  del 1° febbraio 2023 in seguito a numerose segnalazioni sui servizi espletati in favore degli enti locali nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da soggetti che non sono centrali di committenza né sono iscritti al registro delle società in house gestito dall’Anac.

L’Autorità ricorda che il decreto governance Pnrr n. 77 del 31 maggio 2021 ha disposto la sospensione dell’obbligo di aggregazione solo per le procedure che non riguardano gli investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse del PNRR/PNC. Quindi a un soggetto non qualificabile come centrale di committenza è precluso lo svolgimento di attività di centralizzazione delle committenze ossia: l’acquisizione di forniture o servizi destinati a stazioni appaltanti; l’aggiudicazione di appalti o la conclusione di accordi quadro per lavori, forniture o servizi destinati a stazioni appaltanti.

Un operatore economico privato può offrire attività di committenza ausiliaria (come ad esempio, consulenze sullo svolgimento o sulla progettazione delle procedure di appalto, messa a disposizione di infrastrutture tecniche) ma nel rispetto dei princìpi previsti dal codice appalti per gli affidamenti diretti, nel rispetto del divieto di frazionamento artificioso degli appalti oltre che al rispetto del principio di rotazione. Anac avverte che, ad esempio, risultano elusivi della disciplina ripetuti affidamenti nei confronti dello stesso soggetto e per lo stesso servizio da parte della stessa stazione appaltante, in relazione a un orizzonte temporale breve. Nell’ipotesi, quindi, in cui non sia possibile procedere all’accorpamento degli affidamenti, dovrà essere applicato il principio di rotazione.

Le stesse considerazioni valgono se si intendano affidare attività di supporto dei RUP: anche in questo caso gli affidamenti devono avvenire nel rispetto della disciplina del Codice. Infine, non è possibile, da parte degli enti locali, ricorrere a soggetti privi dei requisiti necessari per la qualificazione quale società in house, ai fini del supporto tecnico – operativo per il Pnrr. Quanto alla clausola che impone all’aggiudicatario il pagamento del corrispettivo dovuto dalla stazione appaltante per i servizi di committenza e le altre prestazioni correlate allo svolgimento di gara, le stazioni appaltanti sono invitate a non prevedere nella documentazione di gara clausole che impongono ai concorrenti di assumere l’obbligo di pagare, in caso di aggiudicazione, direttamente al prestatore del servizio, il corrispettivo per il supporto che quest’ultimo ha assicurato alla stazione appaltante (fonte Anac).

 

La redazione PERK SOLUTION

ANCI: Messa in sicurezza, su sito MIM decreto efficacia elenchi interventi 710 mln dei Piani regionali

Anci informa che per la Misura PNRR “Piano messa in sicurezza e riqualificazione edilizia scolastica” (Programmazione regionale) è stato pubblicato sul sito del MIM il decreto n. 318/22 che autorizza gli elenchi dei pani regionali, già pubblicati a dicembre 2022, per risorse pari a 710 mln ripartite con decreti Mim n. 253/21 e n. 343/21. Con successivo decreto il MIM individuerà l’ulteriore elenco riferito alla risorse pari a 953,5 mln (dm 320/22) nell’ambito della programmazione unica regionale.
Si ricorda che il termine unico per l’aggiudicazione dei lavori è previsto al 15 settembre 2023 (Dm n. 308/22), pena decadenza del finanziamento.

 

La redazione PERK SOLUTION

PA digitale 2026 – Migrazione al cloud: aggiornate linee guida di asseverazione

Con l’aggiornamento delle Linee guida per i Soggetti attuatori sono state introdotte importanti novità per tutte le PA locali protagoniste della migrazione al cloud. L’asseverazione verrà considerata come superata positivamente anche se il servizio che doveva essere migrato in modalità “A -Trasferimento”, è stato invece migrato in modalità “B – Aggiornamento”. Vengono quindi riconosciuti i casi virtuosi in cui l’Ente ha optato per una scelta migliorativa rispetto a quella dichiarata in fase di candidatura. Le amministrazioni coinvolte non dovranno risottomettere una nuova candidatura per far sì che il progetto venga considerato completato con successo. La valutazione positiva dell’effettiva migrazione in modalità “B – Aggiornamento” non comporterà una variazione del contributo riconosciuto all’ente in fase di candidatura.

Le modalità di migrazione in cloud
La Strategia Cloud Italia prevede due modalità di migrazione:

  • A – Trasferimento in sicurezza dell’infrastruttura IT;
  • B – Aggiornamento in sicurezza di applicazioni in cloud.

Nella modalità “A – Trasferimento”, la migrazione verso il cloud deve essere effettuata secondo una strategia Lift&Shift, conosciuta anche come rehosting, ovvero il passaggio completo dell’intero servizio su un hosting cloud, comprensivo di applicazioni e dati, senza alcuna modifica agli applicativi: l’esatta replica del servizio esistente ma in ambiente cloud.

La modalità “B – Aggiornamento”, invece, prevede che la migrazione del servizio dell’amministrazione sia effettuata con una delle seguenti strategie: repurchase/replace, ovvero la migrazione verso una soluzione nativa in cloud; replatform, nel caso venga effettuata la riorganizzazione dell’architettura applicativa; re-architect, quando viene ripensata in maniera significativa l’architettura “core” di un applicativo in ottica cloud.

Cosa si intende per migrazione in modalità migliorativa 

Gli Avvisi PA digitale 2026 richiedono il raggiungimento di tutti gli obiettivi dichiarati in fase di candidatura per ottenere l’erogazione delle risorse. Con questa novità però gli Enti che avevano dichiarato di migrare un determinato servizio in modalità “A – Trasferimento”, ma che invece hanno optato per la modalità “B – Aggiornamento” avranno comunque la possibilità di superare positivamente la fase di asseverazione.

La novità riguarda quindi solo quelle situazione in cui le PA hanno scelto di procedere in una direzione migliorativa rispetto a quanto originariamente previsto durante la candidatura, e non comporterà una variazione del contributo concesso originariamente all’Ente.

 

Linee guida aggiornate

 

PNRR, gli investimenti per Comuni e Città metropolitane nel dossier ANCI

Anci ha aggiornato il dossier che riporta i risultati del monitoraggio sulle misure del PNRR che vedono Comuni e/o Città Metropolitane tra i soggetti attuatori. Ad oggi si tratta di 41 tra investimenti e sub investimenti articolati su 9 componenti. A questi si aggiungono 4 investimenti a valere sul Fondo Complementare. L’insieme di questi investimenti porta a stimare un ammontare di risorse in gestione a Comuni e/o Città Metropolitane pari a circa 40 miliardi di Euro.

ANCI, Al via il supporto delle Ragionerie territoriali dello Stato a Comuni e Città Metropolitane

Facendo seguito a quanto stabilito dal DM MEF del 31 maggio 2022 e al protocollo d’intesa sottoscritto il 20 ottobre tra la Ragioneria generale dello Stato e il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, è stato attivato il servizio di supporto che le Ragionerie Territoriali erogano a favore dei Comuni e degli altri enti territoriali soggetti attuatori di progetti PNRR.
Il supporto alle Amministrazioni locali riguarderà gli adempimenti in tema di monitoraggio, controllo e rendicontazione ai fini del corretto raggiungimento di Milestone e Target nelle tempistiche previste.
Per trasmettere quesiti e richieste di supporto, i Comuni possono utilizzare gli indirizzi appositamente attivati dalla Ragioneria Generale dello Stato. Per visionare la lista completa degli indirizzi e il file contenente l’elenco dei Comuni clicca qui.

 

La redazione PERK SOLUTION

Fondo Opere Indifferibili annualità 2022 – Sollecito completamento verifiche

Con comunicato n. 2 del 26 gennaio 2023 il Ministero dell’Interno rende noto che per quanto concerne la procedura semplificata, ai fini dell’assegnazione definitiva delle risorse a valere sul fondo per l’avvio delle opere indifferibili annualità 2022, è necessario che gli enti provvedano a compilare sul sistema Regis il modulo di verifica dei dati di gara. Di seguito il Comunicato del Ministero.

L’articolo 26, comma 7, del decreto-legge 17 maggio 2022, n.50 ha istituito il “Fondo per l’avvio di opere indifferibili” allo scopo di fronteggiare i maggiori costi derivanti dall’aggiornamento dei prezzari utilizzati nelle procedure di affidamento di opere pubbliche finanziate, in tutto o in parte, con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per le gare avviate successivamente al 18 maggio 2022 e fino al 31 dicembre 2022. Con il DPCM del 28 luglio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 12 settembre 2022, n.213, sono state definite le modalità di accesso al “Fondo per l’avvio di opere indifferibili” per consentire l’avvio, entro il 31 dicembre 2022, delle procedure di affidamento che presentino u fabbisogno finanziario aggiuntivo, esclusivamente determinato a seguito dell’aggiornamento dei prezzari per l’aumento del costo dei materiali. L’articolo 7 del medesimo Decreto definisce altresì la procedura di tipo semplificato riservata agli enti locali attuatori di uno o più interventi finanziati con le risorse del PNRR, che hanno avviato o intendano avviare le procedure di affidamento delle opere pubbliche nel periodo dal 18 maggio 2022 al 31 dicembre 2022.

Con la Circolare RGS n.37 del 9 novembre 2022, sono state fornite ai soggetti attuatori le necessarie indicazioni da seguire per la “procedura semplificata” di cui all’articolo 7; in particolare, sono fornite indicazioni operative per:

  • Rimodulazione risorse (comma 1, ultimo periodo);
  • Assegnazione definitiva (comma 2);
  • Annullamento preassegnazione (comma 3).

In virtù della normativa sopra citata, si comunica che per quanto concerne la procedura semplificata, ai fini dell’assegnazione definitiva delle risorse a valere sul fondo per l’avvio delle opere indifferibili annualità 2022, è necessario che gli enti provvedano a compilare sul sistema Regis il modulo di verifica dei dati di gara.

La citata Circolare RGS n.37/2022, al punto 2, sancisce che l’ente locale attuatore dopo aver aggiornato sul sistema Regis le informazioni relative all’avvio della gara, al fabbisogno finanziario derivante dall’applicazione dei prezzari aggiornati, alle disponibilità derivanti dall’applicazione dell’articolo 26, comma 6, del decreto-legge n.50 del 2022, generi il modello di verifica ex post accedendo alla tile di Regis «Articolo 7 e 29», cliccando sulla tile «Domanda di rimodulazione –Soggetto Attuatore» per trasmettere i dati gara sia dei progetti su cui è stata approvata la domanda di rimodulazione sia dei progetti che non hanno subito rimodulazione con CIG perfezionato. Una volta alimentato il sistema con le indicazioni richieste, l’ente è chiamato a confermare e inviare il modello.

Per agevolare l’ente nelle predette procedure si allega al presente comunicato il Manuale elaborato dal MEF per la procedura da seguire sul sistema Regis “Modulo di verifica dei dati di gara” (Allegato n.1).

Occorre precisare che a seguito di apposite verifiche operate dal ministero dell’economia e delle finanze, è emerso che, ad oggi, per diverse opere finanziate e contraddistinte dai relativi CUP, indicate dettagliatamente all’interno dell’Allegato n.2 al presente comunicato, gli enti locali, pur avendo perfezionato un CIG lavori entro il 31 dicembre 2022, non hanno concluso la richiamata procedura sul sistema Regis generando il modello di verifica ex post previsto dalla Circolare RGS n.37/2022. Per tale ragione si invitano i soggetti attuatori coinvolti a compilare e inviare tramite il sistema Regis il modello richiesto entro e non oltre il 31 gennaio 2023.

Il mancato adempimento relativo alla compilazione e all’invio del modulo di verifica comporterà la mancata assegnazione definitiva con il decreto a firma del Ragioniere generale e di conseguenza la perdita della pre-assegnazione attribuita. Si precisa che l’indirizzo e-mail di riferimento cui rivolgersi per problematiche relative al Fondo Opere Indifferibili è foi.fl@interno.it.

Fondo Opere Indifferibili – Conferma preassegnazione 2023

Relativamente alla procedura semplificata di preassegnazione delle risorse del Fondo Opere Indifferibili di cui all’articolo 1, comma 369 e seguenti, della legge n.197/2022, il Ministero dell’interno precisa che l’ente locale che ritenga sufficiente la preassegnazione del 10 per cento e che andrà a gara nel periodo 1° gennaio 2023 – 30 giugno 2023, può confermare la preassegnazione accedendo alla piattaforma ReGiS, nell’apposita tile “Procedura di accesso al fondo 2023”, ove è possibile visualizzare i Cup per i quali è previsto il contributo del fondo preassegnato, calcolato nella misura del 10 per cento dell’importo già finanziato.

La mancata conferma nei tempi stabiliti (20 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco sul sito internet), equivale a rinuncia alla preassegnazione e, in tal caso, l’ente locale potrà accedere alla procedura ordinaria di cui ai commi 375 e seguenti dell’articolo 1 della legge n.197/2022. I requisiti per l’accesso al Fondo del 1° semestre 2023 sono:

  • la pubblicazione dei bandi o dell’avviso per l’indizione della procedura di gara, ovvero invio delle lettere di invito finalizzate all’affidamento per opere pubbliche e interventi, dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2023, anche tramite accordi quadro ovvero affidate a contraente generale. Non sono considerate valide per la verifica del rispetto dei termini la semplice determina a contrarre ovvero le procedure di avvio dell’affidamento della sola progettazione;
  • il fabbisogno finanziario deve derivare esclusivamente dall’aggiornamento dei prezzari di riferimento aggiornati in relazione all’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici relativi ai soli appalti di lavori.

Conferma preassegnazione 2° semestre 2023

Gli enti locali che ritengono sufficiente la preassegnazione del 10 per cento e che andranno a gara nel periodo 1° luglio 2023 – 31 dicembre 2023, dovranno seguire la procedura di convalida della preassegnazione sul portale ReGiS, tramite la tile “Procedura di accesso al fondo 2023” a seguito della chiusura del primo semestre 2023.

Con successivo Comunicato, che sarà pubblicato sul sito del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, saranno fornite ai Soggetti Attuatori indicazioni in merito alla procedura da seguire sul sistema informativo ReGiS e circa le tempistiche per adempiere.

Con l’occasione occorre chiarire che per la Misura M5C2I2.1. (contributi per interventi di Rigenerazione Urbana), i CUP finanziati con Decreto del 4 aprile 2022, non sono ricompresi all’interno della procedura semplificata di preassegnazione, e potranno, quindi, accedere alle risorse del Fondo Opere Indifferibili esclusivamente nel secondo semestre ai sensi dell’articolo 1, comma 375, lettera e), della legge n.197 del 2022.

Sempre per la predetta Misura M5C2I2.1. (contributi per interventi di Rigenerazione Urbana), si rammenta, altresì, che, al fine di assicurare il rispetto degli obiettivi intermedi e finali connessi alla Misura PNRR, il Soggetto attuatore è tenuto a stipulare il contratto di affidamento dei lavori entro il 30 luglio 2023.

Per quesiti di natura amministrativa è possibile rivolgersi alla casella postale istituzionale del Fondo fondo.opereindifferibili@mef.gov.it ovvero alla casella deputata del Ministero dell’interno foi.fl@interno.it.

 

La redazione PERK SOLUTION

PNRR: riparto risorse per assunzioni straordinarie nei piccoli comuni

È stato pubblicato il DPCM 30 dicembre 2022 concernente il riparto delle risorse destinate ad assunzioni a tempo determinato, anni dal 2022 al 2026, a favore dei comuni fino a 5.000 abitanti, ai sensi del  comma 5 dell’articolo 31-bis del D.L. n. 152/2021, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233.

Le risorse sono ripartite riconoscendo un costo annuo del personale, secondo i valori riferiti al contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto funzioni locali del 21 maggio 2018, comprensivo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e di una quota forfettaria del trattamento economico accessorio, distinto per categoria di inquadramento giuridico in riferimento al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto funzioni locali e riproporzionato in relazione alla percentuale di tempo parziale indicata. In relazione al requisito di professionalità previsto dal richiamato art. 31-bis, nell’ambito del tavolo tecnico di coordinamento sono state ritenute ammissibili ai sensi del comma 5 le assunzioni per le categorie di inquadramento D, C e anche B3, in considerazione delle caratteristiche organizzative e operative dei piccoli comuni e della possibilità riconosciuta dal CCNL, per comuni privi di posizioni di categoria D, di assegnare posizioni organizzative di elevata responsabilità anche a dipendenti classificati nella categoria B.

I Comuni beneficiari sono tenuti a trasmettere al Ministero dell’interno, entro il 31 Marzo di ogni anno a decorrere dal 31 marzo 2023 fino al 31 marzo 2027, apposita certificazione con la quale attestano di aver utilizzato, in qualità di attuatore dei progetti previsto dal PNRR, l’importo del contributo nell’esercizio finanziario riferito all’annualità precedente e a riversare al Capitolo 3560 capo XIV art. 3 “Entrate eventuali diverse del Ministero dell’interno – Recuperi, restituzioni e rimborsi vari” l’importo non utilizzato, ai sensi del richiamato comma 5 dell’art. 31-bis. Il Ministero dell’interno provvederà ad erogare annualmente i contributi ai comuni beneficiari previa verifica, in collaborazione con il Ministero dell’economia e delle finanze, del permanere del requisito di soggetto attuatore dei progetti previsti nel PNRR.

 

La redazione PERK SOLUTION

PNRR: Le FAQ del Ministero dell’Interno

Con comunicato del 25 gennaio 2023, la Direzione centrale della Finanza Locale informa che sono state pubblicate sul sito del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali le FAQ inerenti quesiti di carattere generale e specifico afferenti alle misure della M2C4I2.2. Interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni (piccole e medie opere); M5C2I2.1 Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, riduzione emarginazione e degrado sociale (rigenerazione urbana); M5C2I2.2. Piani Urbani Integrati. Progetti Generali (PUI) del PNRR di competenza del Ministero dell’interno.

I citati quesiti con le relative risposte, allegate al presente comunicato, sono anche disponibili sul sito del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali al seguente indirizzo internet https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/pnrr e saranno costantemente aggiornati in seguito ad eventuali nuovi quesiti non trattati nelle precedenti pubblicazioni.

Le eventuali ulteriori richieste di carattere specifico da parte dei soggetti attuatori che non trovino riscontro nelle FAQ e nella documentazione già prodotta da questo Dipartimento, possono essere trasmesse esclusivamente ai seguenti indirizzi dedicati al PNRR:

  • piccoleopere.fl@interno.it relativamente ai quesiti della misura M2.C4.I2.2 per i contributi di cui all’articolo 1, comma 29 e seguenti, della legge 160 del 2019 (opere di piccola portata);
  • medieopere.fl@interno.it relativamente ai quesiti della misura M2.C4.I2.2 per i contributi di cui all’articolo 1, comma 139 e seguenti, della legge 145 del 2018, decreti del 23 febbraio 2021 e dell’8 novembre 2021 (opere di media portata);
  • rigenerazioneurbana.fl@interno.it relativamente ai quesiti della misura M5.C2.I2.1 per i contributi di cui all’articolo 42 e seguenti della legge 160 del 2019;
    pui.fl@interno.it relativamente ai quesiti della misura M5.C2.I2.2 a) e b) dei Piani Urbani Integrati (general project) e Fondo dei Fondi BEI.

 

La redazione PERK SOLUTION

Conferenza Regioni: 200 milioni per investimenti green di enti pubblici e locali

“Uno stimolo importante per permettere agli enti locali di accelerare la transizione ecologica, così come previsto anche dal PNRR, con investimenti vantaggiosi che avranno un impatto significativo sul territorio e sulle comunità”.
Accordo da 200 milioni di euro siglato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a favore di investimenti green di enti pubblici e locali. Si favoriranno tutti gli investimenti di Enti Locali e Pubblici a livello nazionale per accelerare la transizione ecologica con progetti che mirano a promuovere la mobilità sostenibile, migliorare l’efficienza energetica negli edifici e proteggere l’ambiente contro futuri shock climatici.
E’ la prima operazione fra le due Istituzioni interamente dedicata agli investimenti green del settore pubblico. L’intesa porterà alla mobilitazione di 100 milioni di euro ciascuno nel 2023, a vantaggio delle amministrazioni pubbliche, in particolare di quelle locali, che potranno usufruire di tassi più accessibili. Si garantirà così  un sensibile risparmio economico per gli Enti che intendono investire in infrastrutture sostenibili. “L’operazione consentirà – spiega CDP – di raggiungere un numero significativo di pubbliche amministrazioni in tutta Italia, incluse quelle che tradizionalmente non si avvalgono dell’accesso diretto ai finanziamenti della Banca dell’UE, con un duplice beneficio: stimolare l’economia locale e il raggiungimento degli obiettivi del PNNR legati al Green Deal europeo”.
La linea di credito è rivolta, tra gli altri, a progetti green nell’ambito dell’edilizia scolastica e pubblica, della mobilità ciclistica, delle energie rinnovabili, del rimboschimento, smaltimento rifiuti e automezzi pubblici. Inoltre, grazie ad un ulteriore accordo fra le due Istituzioni, CDP si avvarrà dei servizi di advisory della BEI per aumentare la propria quota di finanziamenti a favore della sostenibilità ambientale, così come previsto anche dallo stesso Piano Strategico 2022-24. I servizi di consulenza della Banca dell’UE, sviluppati nell’ambito del ‘Green Gateway’, il programma lanciato dalla BEI e la Commissione Europea, contribuiranno a migliorare la valutazione dell’ammissibilità ed il monitoraggio dell’impatto dei progetti green e, al contempo, a rafforzare le conoscenze degli intermediari finanziari BEI nell’area della Tassonomia verde dell’UE.