Riforma Tuel, Ok al terzo mandato per i Sindaci dei piccoli comuni

Il 25 novembre 2021 l’Assemblea della Camera ha approvato la proposta di legge A.C. 1356 recante modifiche al testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e altre disposizioni in materia di status e funzioni degli amministratori locali, di semplificazione dell’attività amministrativa e di finanza locale. Il provvedimento è passato all’esame del Senato. Nella seduta del 4 novembre 2021 è stato conferito mandato ai relatori e riferire in senso favorevole all’Assemblea sul testo risultante dalle modifiche approvate in sede referente.

Il testo approvato dall’Assemblea – all’esito dell’esame in sede referente – reca le seguenti disposizioni:
articolo 1: nel novellare l’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 39/2013, dispone che a coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, non possono essere attribuiti gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali (lett a). L’articolo in esame integra la disposizione vietando anche il conferimento degli incarichi amministrativi di vertice negli enti di diritto privato in controllo pubblico. Attualmente il citato articolo 3, comma 1, dispone, sempre in caso di condanna, l’inconferibilità degli incarichi dirigenziali (lett. c) e di
amministratore (lett. d) di ente di diritto privato in controllo pubblico, di livello nazionale, regionale e locale. La disposizione in esame estende l’inconferibilità anche agli incarichi amministrativi di vertice degli enti di diritto privato in controllo pubblico.

articolo 2: introduce una semplificazione contabile per i comuni con meno di 5.000 abitanti, per i quali viene eliminato l’obbligo di effettuare il controllo di gestione previsto dal comma 1 dell’articolo 196 del TUEL.

articolo 3:  eleva da due a tre il limite dei mandati consecutivi per i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (come attualmente consentito ai comuni fino a 3.000 abitanti). Per i sindaci dei comuni con 5.000 o più abitanti rimane il limite di due mandati consecutivi. Inoltre, viene definito il divieto di terzo mandato (o di quarto mandato per in comuni sotto soglia) una causa di incandidabilità e non di ineleggibilità.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Piccoli Comuni: Brunetta e Decaro presentano il progetto “P.I.C.C.O.L.I.”

Quarantadue milioni di euro in 41 mesi per rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli Comuni italiani. È entrato nel vivo il progetto “P.I.C.C.O.L.I. – Piani di intervento per le competenze, la capacità organizzativa e l’innovazione locale”, iniziativa realizzata nell’ambito del PON Governance e capacità istituzionale 2014-2020, uno degli strumenti della politica di coesione finanziati dall’Unione europea attraverso i fondi strutturali e di investimento europei. Il progetto del Dipartimento della funzione pubblica, che affida ad Anci la competenza nazionale per la progettazione partecipata e l’affiancamento alle amministrazioni locali, è stato illustrato oggi a Roma, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro.
“Questo intervento fa parte di un ampio ventaglio di iniziative del Governo e in particolare del Dipartimento della funzione pubblica – ha sottolineato il ministro Renato Brunetta – a supporto dei Comuni, i più penalizzati in questi anni dal blocco del turnover e dalla contrazione della spesa per investimenti sul capitale umano. Ora l’inversione di marcia è netta, grazie al progetto P.I.C.C.O.L.I., agli altri realizzati grazie ai fondi strutturali e soprattutto a quelli previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e in gran parte già tradotti in norme, con le semplificazioni, le nuove e rapide modalità di reclutamento per il personale Pnrr, i percorsi di carriera più fluidi, il rafforzamento della formazione. Un altro importante pacchetto di misure per gli enti locali troverà spazio nella legge di bilancio. Siamo davanti a un enorme investimento sulle competenze e sulle tecnologie per sostenere il cambiamento organizzativo necessario alla transizione digitale e per assicurare ai Comuni personale e strumenti adeguati. Senza mai dimenticare l’obiettivo finale: garantire a cittadini e imprese servizi efficienti e di qualità. Abbiamo le risorse e l’intelligenza per vincere questa sfida”.
“I piccoli Comuni – afferma il presidente Anci, Antonio Decaro – rappresentano l’ossatura portante del Paese: sul totale di 7.904 Comuni italiani ben 5.490 hanno una popolazione inferiore a cinquemila abitanti, rappresentano il 17% della popolazione italiana e amministrano il 54% del territorio nazionale. Custodiscono anche gran parte del patrimonio storico e naturalistico del Paese. Per questo è nostro dovere prendercene cura. Purtroppo in questi anni la frenesia e il mito della grande città ha determinato un progressivo spopolamento. E invece la pandemia ci ha fatto scoprire che esiste nel nostro Paese una riserva di luoghi e di vita che ci restituisce una dimensione nuova, salutare in cui non solo è bello vivere ma è anche possibile. Per far questo però c’è bisogno di renderli efficienti e moderni, pur conservando la loro peculiarità. È fondamentale la convergenza tra la storica battaglia dell’Anci in difesa della rete dei piccoli Comuni e gli impegni assunti dal Governo nazionale su diversi fronti. Sono stati già conseguiti risultati concreti. Si è allentata la stretta sulle assunzioni di nuovo personale. Può essere selezionato un numero maggiore di Segretari comunali. Sono arrivate in porto semplificazioni richieste da lungo tempo nella redazione dei bilanci e in altri adempimenti burocratici. Quest’anno per i piccoli Comuni sono state stanziate risorse per investimenti per 2,8 miliardi, cui va aggiunto il miliardo di euro destinato dal Pnrr al Piano nazionale borghi. Il Progetto P.I.C.C.O.L.I. è coerente e importante corollario di questi interventi, affinché l’afflusso delle risorse finanziarie e l’assunzione di nuovo personale si traducano in ciò che alla fine conta davvero: un servizio migliore ai cittadini, una risposta più rapida e completa a ogni loro esigenza nei confronti delle Amministrazioni locali”.
Il progetto P.I.C.C.O.L.I. ha visto arrivare 1.502 manifestazioni di interesse (1.399 singole e 103 in forma aggregata), per un totale di 1.988 Comuni con meno di 5.000 abitanti. Gli ambiti tematici più selezionati sono stati bilanci, contabilità, gestione del personale e riscossione dei tributi (24%), smart working (22%), acquisti e appalti pubblici (19%), semplificazione (18%), gestione associata servizi locali (17%).
L’Anci sta attualmente supportando i Comuni nella progettazione partecipata dei Piani di intervento: 471 enti hanno già trasmesso il piano al Dipartimento della funzione pubblica, 552 hanno ultimato il percorso di analisi dei fabbisogni e 612 sono al lavoro. Sono in corso le interlocuzioni con Formez PA individuato come soggetto attuatore, che fornirà sostegno per la transizione amministrativa e digitale delle amministrazioni.

Progetto Piccoli Comuni (Le slide)

ANCI, Decreto fiscale: Ok a mobilità anche nei piccoli Comuni

Il Decreto fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri accoglie la richiesta dell’ANCI di fare chiarezza sui processi di mobilità nei piccoli comuni e sul mantenimento per questi nulla-osta preventivo dei sindaci (vedi notizia del 17 ottobre 2021)
Il D.L. n. 80/2021 ha riscritto la disciplina della mobilità volontaria nelle pubbliche amministrazioni, eliminando il previo assenso degli enti di appartenenza. L’ANCI ha subito segnalato l’esigenza di mantenere il nulla osta preventivo per i Comuni, che sono a rischio di uno svuotamento degli uffici in considerazione della maggiore attrattività delle altre amministrazioni pubbliche, ed ottenuto utili modifiche in sede di conversione.
Tuttavia, la formulazione finale della norma ha fatto sorgere il dubbio interpretativo che per gli Enti locali con organici fino a cento dipendenti i processi di mobilità volontaria del personale siano in ogni caso preclusi, sia in entrata che in uscita, laddove la ratio originaria della norma intendeva invece escludere, per i Comuni più piccoli, solo la mobilità in uscita senza il previo assenso datore di lavoro.
Il Decreto fiscale, recependo la formulazione dell’emendamento ANCI, chiarisce in modo inequivocabile che tutti i Comuni, anche quelli di minori dimensioni, possono bandire procedure di mobilità volontaria, e che per i Comuni con un numero di dipendenti a tempo indeterminato non superiore a 100 l’amministrazione conserva la prerogativa del previo assenso alla mobilità dei propri dipendenti verso altre amministrazioni.
Si tratta di un “risultato estremamente importante per Anci e Comuni italiani per due ordini di motivi”, sottolinea Jacopo Massaro, sindaco di Belluno e delegato Anci a Personale e relazioni sindacali. “Da un lato perché il contratto degli enti locali è meno attrattivo di quello di altri comparti e nel momento in cui i dipendenti sanno di non essere subordinati ad un nullaosta da parte dell’ente di appartenenza si rischierebbe un’emorragia in Comuni e province a vantaggio del comparto regionale. Dall’altro perché l’arrivo delle risorse del PNRR – osserva il delegato Anci – ci fa entrare in una fase delicatissima in cui i Comuni saranno coinvolti maggiormente nella sua attuazione: trovarsi in una fase così delicata senza strumenti di governo dei propri dipendenti rischierebbe di far perdere le opportunità di spesa che l’Europa ha voluto aprire” (fonte Anci).

Assistenza ai minori, firmato decreto di riparto del fondo di 3 mln di euro per i piccoli Comuni

Con comunicato del 14 ottobre 2021, la Direzione centrale della Finanza Locale rende noto che è stato firmato il 12 ottobre 2021 il decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, concernente il «Riparto del fondo di 3 milioni di euro, per l’anno 2021, finalizzato a contribuire alle spese sostenute dai comuni, con popolazione fino a 3.000 abitanti, per l’assistenza ai minori per i quali sia stato disposto l’allontanamento dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria», previsto dall’articolo 56-quater, commi 2 e 3, del decreto-legge 25 maggio 2021, n.73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n.106; il relativo avviso è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Con riferimento ai criteri di riparto, la nota metodologica chiarisce che i dati utilizzati sono stati acquisiti presso i comuni interessati tramite specifica procedura informatica attivata sul sito dipartimentale con avviso del 18 agosto 2021. Con tale comunicato è stato chiesto ai comuni fino a 3.000 abitanti, per la partecipazione al riparto, la presentazione per via telematica, entro il termine del 10 settembre, tramite il consueto Sistema di trasmissione delle certificazioni degli Enti Locali (TBEL), di una certificazione contenente il numero e l’età dei minori assistiti, gli estremi dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, le spese sostenute e la durata dell’intervento. L’ammontare di 3 milioni di euro è stato ripartito in parti uguali tra i tre parametri così individuati sulla base dei dati certificati dagli enti. Si è provveduto a calcolare per ogni comune il rapporto tra numero dei minori interessati dai provvedimenti e la popolazione dell’ente. Successivamente il risultato del rapporto è stato riportato all’unità e poi moltiplicato per l’importo del contributo assegnato a questo parametro, ovvero per un milione di euro.
Il secondo milione di euro è stato attribuito rapportando i giorni di durata del provvedimento di ogni singolo minore con la durata in giorni di tutti i provvedimenti, moltiplicando poi il risultato del rapporto per l’importo del costo sostenuto. Ogni indice così ottenuto è stato poi rapportato al totale degli indici e moltiplicato per la quota di finanziamento di un milione imputata al secondo parametro. Stessa metodologia è stata utilizzata per la valutazione dell’età, inversamente incidente al crescere del numero degli anni del minore, quale parametro di riparto del terzo milione di euro.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

 

Rafforzamento capacità amministrativa piccoli comuni, presentazione manifestazione di interesse entro il 30 settembre

Al fine di sostenere il rafforzamento dei piccoli comuni nello svolgimento delle attività istituzionali, il Dipartimento della funzione pubblica, nell’ambito del progetto “Rafforzamento della capacità amministrativa dei piccoli comuni”, ha approvato ed ammesso alla Fase 2 dell’intervento 1.111 manifestazioni di interesse, per un totale di 1.265 comuni coinvolti in forma singola o aggregata; ulteriori 140 domande sono al momento in fase di istruttoria.

Tenuto anche conto del trend delle manifestazioni di interesse, con provvedimento del Capo del Dipartimento della funzione pubblica prot. n. 35214985 del 9 agosto 2021 il termine della presentazione delle manifestazioni di interesse è fissato al 30 settembre 2021. Tutte le manifestazioni di interesse che perverranno entro tale data saranno esaminate ai sensi dell’art. 7 dell’Avviso e, in caso di esito positivo dell’istruttoria, ammesse alla successiva fase di progettazione partecipata del Piano di intervento (FASE 2) con il supporto del centro di competenza ANCI.

In ogni caso, il Dipartimento della funzione pubblica, alla luce delle ulteriori esigenze di rafforzamento della capacità amministrativa connesse, in particolare, alle disposizioni normative recentemente adottate (tra le altre, il decreto-legge 31 maggio 2021 n. 77 – c.d. “decreto semplificazioni”, coordinato con la legge di conversione n. 108 del 29 luglio 2021), ha definito un ulteriore intervento, finalizzato a sostenere la transizione amministrativa e digitale delle pubbliche amministrazioni.

I destinatari dell’intervento finanziato nell’ambito del nuovo progetto saranno i piccoli comuni cosi come individuati dalla legge 6 ottobre 2017, n. 158, art. 1, 2.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Dall’ANCI richiesta di chiarimenti su mobilità in ingresso e in entrata dei dipendenti di piccoli Comuni

Nel cosiddetto Decreto Reclutamento (DL 80/2021) si riscontrerebbero criticità per il personale dei piccoli Comuni con un numero di dipendenti non superiore a 100, assunti a tempo indeterminato. In questi enti, stando alla norma letterale, di cui al primo periodo della disposizione di cui al comma 1.1. dell’articolo 30 del decreto legislativo n. 165/01, così come novellato dalla legge n. 113/2021, di
conversione del D.L. n. 80/2021, sarebbe esclusa la mobilità volontaria sia in uscita che in entrata, con con pesanti ricadute in termini gestionali che impedirebbero, soprattutto nei piccoli enti che ne hanno più bisogno, il reclutamento di personale con questa modalità. A segnalarlo è il segretario generale dell’Anci, che tramite una lettera solleva la questione al capo dipartimento della Funzione pubblica. 

Ad avviso dell’ANCI, la ratio della norma era invece di escludere, per tali Enti, la sola mobilità in uscita senza il previo assenso dell’Ente Locale, come si evince peraltro dagli altri periodi della disposizione stessa che introducono criteri restrittivi in tal senso per gli altri
enti locali. Pertanto, l’Associazione chiede di intervenire per chiarire la portata della disposizione e, se necessario, correggerla con una proposta normativa da inserire nel primo provvedimento utile.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Capacità assunzionale per i Comuni con meno di 5000 abitanti facenti parte di Unioni di comuni

Con deliberazione n. 106/2021, la Corte dei conti, Sez. Piemonte, fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di un Ente con popolazione inferiore a 5000 abitanti, che fa parte di un’Unione di comuni, di procedere ad una nuova assunzione in caso di cessazione del dipendente neoassunto senza effettuare una nuova valutazione della capacità assunzionale ai sensi dell’art. 33 del D.L. n. 34/2020. Il comune richiede, inoltre, se in caso di accoglimento della richiesta di mobilità volontaria, questa possa essere considerata cessazione e l’ente possa avvalersi nuovamente della facoltà prevista dall’art. 5 comma 3 del D.M. 17 marzo 2020 del D.M. 17.03.2020. La Sezione, dopo aver ricostruito il nuovo quadro normativo relativo alla capacità assunzionale previsto dall’art. 33 del D.L. n. 34/2019 convertito nella Legge n. 58/2019 e dal decreto attuativo, 17 marzo 2020 basato sulla “sostenibilità finanziaria”, con riferimento alla mobilità volontaria, ha evidenziato che mentre nella previgente disciplina, la stessa poteva essere considerata “neutrale” e non rilevava come “cessazione”, in quanto la capacità assunzionale veniva calibrata sulla regola del turn over, attualmente deve essere considerata, come qualsiasi cessazione, ai fini del calcolo dell’indicatore di sostenibilità finanziaria ossia sul favorevole rapporto tra spese di personale ed entrate correnti. Con riferimento alla facoltà prevista dall’art. 5, comma 3 del D.M. 17 marzo 2020 per i Comuni con meno di cinquemila abitanti facenti parti di Unioni di Comuni, che si collocano al di sotto del valore soglia stabilito dallo stesso decreto 17 marzo 2020, viene consentito, in deroga alla regola generale della “sostenibilità finanziaria”, per il periodo 2020-2024, di incrementare la propria spesa per il personale a tempo indeterminato nella misura massima di 38.000 euro, qualora la maggior spesa per personale risulti non sufficiente all’assunzione di una unità di personale a tempo indeterminato. In caso di cessazione di personale, per qualsiasi causa, ne deriva che l’ente potrà procedere ad una nuova assunzione, reiterando l’intera procedura e quindi previa verifica della capacità di spesa derivante dal valore soglia utile a fini della determinazione della “sostenibilità finanziaria” (da calcolarsi secondo le modalità procedurali stabilite dall’art. 33 del decreto-legge n. 34 del 2019 e della normativa di attuazione contenuta nel decreto 17 marzo 2020), con possibilità per l’ente di piccole dimensioni che rientri nelle condizioni ivi stabilite, di utilizzare la facoltà prevista dall’art. 5, comma 3 del D.M. 17 marzo 2020. Quest’ultima norma, ponendo una deroga alla disciplina a carattere generale, che individua esclusivamente nella sostenibilità finanziaria la capacità assunzionale dei Comuni, conformemente all’art. 14 delle preleggi al codice civile, non può applicarsi oltre i casi e i tempi in essa considerati, consentendo ai piccoli comuni, nel periodo 2020-2024, di incrementare la propria spesa per il personale a tempo indeterminato nella misura massima di 38.000 euro per l’assunzione a tempo indeterminato di una unità di personale da collocare in comando obbligatorio presso la corrispondente Unione e fermi restando i piani triennali dei fabbisogni di personale e il rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio asseverato dall’organo di revisione.

Fondo assistenza minori per i Comuni fino a 3.000 abitanti, presentazione istanze entro il 10 settembre 2021

Con comunicato del 18 agosto 2021, il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ricorda che l’art. 56-quater del D.L. 25 maggio 2021, n. 73 introdotto dalla legge di conversione 23 luglio 2021, n. 106 ha previsto l’istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, di un fondo, con una dotazione di 3 milioni di euro, destinato a contribuire alle spese sostenuti dai comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti per l’assistenza ai minori per i quali sia stato disposto l’allontanamento dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Al fine della partecipazione al riparto gli enti interessati potranno produrre istanza attraverso una certificazione da trasmettere in via telematica. La certificazione dovrà essere inviata tramite il Sistema Certificazioni Enti Locali (AREA CERTIFICATI TBEL, altri certificati), accessibile dal sito internet del Dipartimento per gli affari Interni e territoriali alla pagina Finanza locale.
Nella richiesta i comuni dovranno specificare il numero dei minori assistiti, gli estremi dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, le spese sostenute e la durata dell’intervento.
Per quanto riguarda la popolazione residente si terrà conto dell’ultimo dato ISTAT disponibile.
Il sistema TBEL, ai fini dell’acquisizione della certificazione sarà disponibile, a partire dalle ore 12,00 del 23 agosto prossimo sino alle ore 12,00 di venerdì 10 settembre 2021.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Rafforzamento della capacità amministrativa dei Piccoli Comuni, l’elenco dei comuni ammessi

Con provvedimento del Capo del Dipartimento della funzione pubblica prot. n. 34082367 del 09 giugno 2021 sono stati approvati gli elenchi delle manifestazioni di interesse – in forma singola o aggregata – presentate dai Comuni nel periodo compreso tra il 21 settembre 2020 e il 20 novembre 2020, e ammesse alla fase di progettazione partecipata del Piano di intervento (FASE 2). I soggetti proponenti, le cui manifestazioni di interesse non sono state ammesse, possono presentare una nuova domanda fino ad esaurimento delle risorse a disposizione e comunque non oltre il 30 settembre 2022.
Si ricorda che con Decreto del Capo Dipartimento della funzione pubblica del 20 maggio 2020 è stato approvato il progetto “Rafforzamento della capacità amministrativa dei Piccoli Comuni” e il relativo Avviso per la manifestazione di interesse da parte dei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti a partecipare all’attuazione del progetto, Il progetto è volto a fornire un supporto concreto alle Amministrazioni destinatarie per il miglioramento della qualità dei servizi, l’organizzazione del personale, anche con riferimento agli adempimenti previsti dai quadri regolamentari e normativi di riferimento e delle funzioni ordinarie attribuite dal Testo Unico degli Enti Locali, il potenziamento dello smart working e la gestione degli appalti pubblici.
L’iniziativa è finanziata nell’ambito del PON “Governance e capacità istituzionale” 2014-2020 – Fondo FSE – Asse 1 – OT11 – OS 1.2 Riduzione degli oneri regolatori Azione 1.2.1; OS 1.3 Miglioramento delle prestazioni della Pubblica Amministrazione Azione 1.3.5; OS 1.5 “Aumento dei livelli di integrità e di legalità nell’azione della Pubblica Amministrazione” Azione 1.5.1 – Fondo FESR – Asse 3 – OT11- OS 3.1 Miglioramento della governance multilivello Azione 3.1.5.

Allegato 1 – Elenco comuni ammessi
Allegato 2 – Elenco comuni non ammessi

 

Riparto fondo a favore dei piccoli comuni per lo svolgimento delle funzioni fondamentali

Il Ministero dell’interno, con comunicato del 9 giugno 2021, informa che è stato perfezionato il 28 maggio u.s., ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il decreto del Capo del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali, di concerto con il Ragioniere Generale dello Stato, recante «Riparto, per l’anno 2021, del Fondo a favore dei piccoli comuni con meno di 500 abitanti, per lo svolgimento delle funzioni fondamentali, anche in relazione alla perdita di entrate connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19, di cui all’articolo 1, comma 832, della legge 30 dicembre 2020, n. 178». Le quote saranno attribuite a 387 comuni, per un totale di 3 milioni di euro, secondo le modalità indicate nell’allegato 1 «nota metodologica», negli importi indicati nell’allegato 2.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION