Illegittimo assegnare l’appalto dei rifiuti a chi in cambio affitta l’autoparco comunale

E’ illegittimo affidare l’appalto del servizio raccolta rifiuti al concorrente che si offre di prendere in locazione l’autoparco comunale per farne la propria sede aziendale. Lo ha stabilito Anac, con il parere del 10 novembre 2021.
L’Autorità evidenzia come “il baratto” manca di connessione funzionale con l’oggetto dell’appalto, creando una commistione fra offerta tecnica ed economica che è vietata per legge. Palese è in tal caso la violazione dell’articolo 95 del Codice dei contratti pubblici.
Inoltre, adottare come criterio di scelta della ditta per la raccolta dei rifiuti urbani e il servizio di pulitura delle strade (una gara del valore di 11 milioni di euro) chi si offre di affittare l’autoparco comunale, impedisce di misurare adeguatamente la qualità della prestazione offerta, visto che diventa invece rilevante chi accetta la locazione del magazzino, e chi offre di più per l’affitto. Ciò inevitabilmente inquina il giudizio della stazione appaltante, alterando i criteri oggettivi di valutazione.
L’indagine di Anac è stata avviata a seguito della contestazione del bando da parte di una società concorrente, che ha ravvisato illegittimità nei criteri di scelta stabiliti dal Comune. Dalle verifiche effettuate dall’Autorità effettivamente è emerso l’illegittimità del bando, in quanto “le stazioni appaltanti devono individuare criteri di valutazione concretamente idonei a evidenziare le caratteristiche migliorative delle offerte presentate dai concorrenti”.
I criteri devono, in sostanza, consentire un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici dell’offerta, al fine di individuare il miglior rapporto qualità/prezzo. Tale non è, invece, il criterio stabilito dal Comune “che premia il concorrente che offre il più elevato canone mensile per la locazione dell’autoparco comunale”.

ANAC: restauro con soldi pubblici, anche le parrocchie devono applicare il codice degli appalti

L’ANAC, con il parere del 10 gennaio 2022, in risposta ad una richiesta avanzata dalla Regione Sardegna, ha evidenziato che le parrocchie che ricevono finanziamenti pubblici per il restauro della chiesa e del sagrato, devono applicare anch’esse il codice degli appalti e la normativa dei lavori pubblici come un qualsiasi ente pubblico.

Nel caso di specie, la Regione ha finanziato in maniera cospicua in misura superiore al 50% dell’intervento, importanti lavori di restauro di un complesso ecclesiale del capoluogo sardo, di dichiarato interesse culturale storico artistico. L’importo della ristrutturazione supera il milione di euro. La parrocchia, pertanto, dovrà attenersi all’applicazione del codice dei contratti pubblici per l’esecuzione di tutti i lavori, come pure per i vari affidamenti dei servizi di architettura e di ingegneria. I restauri, sottolinea l’Autorità, “sono di importo superiore a un milione di euro e sono sovvenzionati per oltre il 50% direttamente dalla Regione”.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Modifica programma triennale delle opere pubbliche, i chiarimenti ministeriali

Con il parere n. 1097 del 9/11/2021, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di modificare il programma triennale delle opere per inserire un intervento il cui avvio è previsto nell’anno prossimo (o nel terzo anno) per il quale sia stato già acquisito il CUP. Ci si riferisce in particolare alle fattispecie dell’art. 5 comma 9 lettere b) e c) del DM 14/18.
Il Ministero chiarisce che le ipotesi di cui alla lett. b) e c), dell’art.5 co. 9) del DM 14/18 sono le sole ipotesi in cui sarebbe astrattamente possibile porre in essere una eventuale modifica del programma nella parte relativa alla seconda e/o terza annualità. L’art. 5, comma 9 dispone infatti che “I programmi triennali di lavori pubblici sono modificabili nel corso dell’anno, previa apposita approvazione dell’organo competente, da individuarsi, per gli enti locali, secondo la tipologia della modifica, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 21, comma 1, secondo periodo, del codice, qualora le modifiche riguardino:
a) la cancellazione di uno o più lavori già previsti nell’elenco annuale;
b) l’aggiunta di uno o più lavori in conseguenza di atti amministrativi adottati a livello statale o regionale;
c) l’aggiunta di uno o più lavori per la sopravvenuta disponibilità di finanziamenti all’interno del bilancio non prevedibili al momento della prima approvazione del programma, ivi comprese le ulteriori risorse disponibili anche a seguito di ribassi d’asta o di economie;
d) l’anticipazione della realizzazione, nell’ambito dell’elenco annuale di lavori precedentemente previsti in annualità successive;
e) la modifica del quadro economico dei lavori già contemplati nell’elenco annuale, per la quale si rendano necessarie ulteriori risorse.

Tuttavia la modifica del programma triennale è possibile ma non obbligatoria. Infatti, l’art. 5 comma 9, al primo periodo utilizza l’aggettivo “modificabile”, intendendo quindi una “possibilità” e non un “obbligo”. L’obbligatorietà dell’aggiornamento in corso d’anno non si determina, dunque, in forza della disposizione di tale comma quanto dalla necessità di evitare di non poter dare avvio ad un intervento per la sua mancata inclusione nel programma, circostanza che – implicitamente- interessa il solo elenco annuale.

Il Ministero ricorda, infine, che l’aggiunta prevista all’ipotesi di cui alla lettera b) si configura solo nel caso in cui l’intervento riguardi “uno o più lavori in conseguenza di atti amministrativi adottati a livello statale o regionale”, intendendo i casi in cui un ente sovraordinato (Stato o Regione) eroghi tramite tali atti i contributi necessari.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e del territorio

La Direzione centrale della Finanza locale, con comunicato del 10 gennaio 2022, informa che con Decreto del Ministero dell’interno in data 8 gennaio 2022, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono state definite le modalità di presentazione dell’istanza, da utilizzare dai Comuni ai fini della richiesta di contributi, per l’annualità 2022 per interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, nel limite complessivo di 450 milioni di euro, ai sensi all’articolo 1, comma 139 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n.145.
La richiesta da parte dei comuni deve essere comunicata al Ministero dell’interno-Direzione Centrale per la Finanza Locale, esclusivamente con modalità telematica, tramite la nuova Piattaforma di Gestione delle Linee di Finanziamento (GLF), integrata nel sistema di Monitoraggio delle Opere Pubbliche (MOP) di cui al decreto legislativo n.229 entro le ore 23:59 del 15 febbraio 2022, a pena di decadenza.
L’eventuale trasmissione dei modelli con modalità diversa da quella telematica, prevista nel suddetto decreto ministeriale non sarà ritenuta valida ai fini del rispetto dell’adempimento con conseguente esclusione delle relative certificazioni.
È comunque facoltà degli enti interessati, che avessero necessità di rettificare i dati già trasmessi prima della scadenza del termine fissato, produrre una nuova certificazione, attraverso un ulteriore invio telematico, secondo le modalità sopra rappresentate. In tale circostanza, attraverso la procedura informatica predisposta, l’Ente dovrà preliminarmente procedere ad annullare la precedente certificazione prima di poter tramettere un nuovo modello. La certificazione annullata perderà la sua validità ai fini del concorso erariale, sia per quanto concerne la data di trasmissione, che per quanto attiene ai dati inseriti. Si consiglia, pertanto, di porre attenzione durante tale operazione.
La trasmissione della certificazione dovrà essere effettuata esclusivamente dai Comuni interessati alla richiesta di contributo. Ciascun Comune può fare richiesta di contributo per una o più opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio e non possono essere chiesti contributi di importo superiore al limite massimo di 1.000.000 di euro per i comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti, di 2.500.000 di euro per i comuni con popolazione da 5.001 a 25.000 abitanti e di 5.000.000 di euro per i comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti.
Non possono presentare la richiesta di contributo, i Comuni che risultano beneficiari, per la graduatoria dell’anno 2021, dell’intero contributo concedibile per fascia demografica. I comuni che hanno ricevuto, per l’anno 2021, parte dell’intero contributo richiedibile per fascia demografica, possono presentare una nuova istanza, fino alla concorrenza dell’importo non concesso e/o non richiesto in precedenza.

 Decreto 8 gennaio 2022
 Decreto 8 gennaio 2022 – Modello istanza
 Decreto 8 gennaio 2022 – Manuale Utente Linee di finanziamento

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

PNRR, Avviso Pubblico per interventi di restauro e valorizzazione parchi e giardini storici

Il Ministero della Cultura ha pubblico l’Avviso PubblicoProposte di intervento per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini storici”, che si colloca nell’investimento 2.3 della Missione 1 Componente 3 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e prevede un finanziamento pari a 190 milioni di euro.
L’Avviso, dedicato a parchi e giardini storici, è finalizzato alla rigenerazione e riqualificazione di parchi e i giardini italiani di interesse culturale; al rafforzamento dell’identità dei luoghi, del miglioramento della qualità paesaggistica, della qualità della vita e del benessere psicofisico dei cittadini e alla creazione di nuovi poli e modalità di fruizione culturale e turistica; al rafforzamento dei valori ambientali che il PNRR ha scelto come guida, favorendo lo sviluppo di quelle funzioni che hanno dirette e positive ricadute ambientali (riduzione dell’inquinamento ambientale, regolazione del microclima, generazione di ossigeno, tutela della biodiversità, etc.) e concorrendo, con le sue intrinseche caratteristiche dei parchi e giardini e con le attività educative che vi si svolgono, a diffondere una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica nonché a far sì che i giardini e parchi storici costituiscano una risorsa in termini di conoscenze scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali sviluppate, sperimentate e sedimentate nei secoli.
Destinatari dell’Avviso sono i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo – pubblici o privati – di parchi e giardini di interesse culturale (artistico, storico, botanico, paesaggistico) tutelati ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 con provvedimento espresso emesso anche ai sensi della precedente legislazione (Legge 364/1909; Legge 778/1922; Legge1089/1939; D.Lgs. 490/1999).
Gli interventi ammessi al finanziamento dovranno essere altamente significativi, idonei a generare un tangibile miglioramento delle condizioni di conservazione del bene, nonché un positivo ed elevato impatto sulla promozione dello sviluppo culturale, scientifico, ambientale, educativo, economico e sociale.
La dotazione finanziaria del presente Avviso sarà riservata per almeno il 20% a beni ubicati nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).
La domanda potrà essere presentata entro massimo le ore 13:59 del giorno 15 marzo 2022.

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Guida all’accesso dell’applicativo informatico

Dissesto idrogeologico: dal MiTE oltre 240 milioni per più di 130 interventi in tutta Italia

Oltre 300 milioni di euro, di cui oltre 240 milioni già erogati al 15 dicembre, per più di 130 interventi urgenti in tutta Italia per la mitigazione del rischio idrogeologico. Un finanziamento previsto in ben diciotto decreti firmati dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che assegnano le risorse a disposizione del MiTe per l’anno 2021.
Per i progetti è stata rilasciata l’intesa dai presidenti delle Regioni e delle Province autonome. Gli interventi finanziati saranno attuati proprio dai presidenti delle Regioni in qualità di Commissari di governo e anche dalle Province autonome. Il ministero sta già provvedendo a trasferire le risorse.
In particolare, sono stati già erogati la maggior parte degli importi: la Lombardia la fa da padrone, con oltre 32 milioni di euro, seguono il Piemonte (26 milioni circa), il Veneto (22 milioni circa), l’Emilia Romagna (20 milioni circa) e la Sicilia (19 milioni circa).

Anac, Introduzione del bando digitale per tutte le gare pubbliche

Finisce l’era della carta nelle gare pubbliche e nell’affidamento di servizi e di forniture da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Da gennaio 2022 diventa operativo il bando digitale tipo per tutte le gare predisposto da Anac, dando avvio alla procedura telematica aperta con cui le stazioni appaltanti d’ora in avanti effettueranno ogni affidamento.

“Questa decisione segna un passaggio importante nella modernizzazione del sistema degli appalti pubblici in Italia e nella digitalizzazione delle procedure”, afferma Giuseppe Busia, Presidente di Anac. “Realizziamo uno degli impegni assunti dall’Autorità all’interno del Pnrr, favorendo una maggiore qualità ed efficienza dell’attività delle stazioni appaltanti. Il bando digitale sosterrà l’accesso delle piccole e medie imprese al mercato (grazie alla diffusione di informazioni e a una tempistica più adeguata); e garantirà una più ampia trasparenza degli atti pubblici e pubblicità delle gare”.

“Oltre a ridurre tempi e costi per le Amministrazioni – aggiunge Busia -, la procedura interamente telematica per le gare garantisce una maggiore trasparenza nelle procedure di aggiudicazione grazie alla tracciabilità delle operazioni compiute su sistemi digitali”.

Il bando-tipo ha oggetto l’affidamento di servizi e forniture nei settori ordinari, di importo pari o superiore alla soglia comunitaria, aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa secondo il miglior rapporto qualità/prezzo.
In tal modo viene attuato, finalmente, il sistema nazionale di e-Procurement, attraverso la digitalizzazione end-to-end dei processi di approvvigionamento pubblico.

L’adozione del Bando tipo ha un rilevante impatto sul mercato atteso l’elevato numero sia delle stazioni appaltanti che debbono utilizzarlo sia delle procedure che debbono essere regolate in conformità allo stesso. Le stazioni appaltanti sono, infatti, tenute a redigere i propri bandi in conformità ad esso.

L’introduzione del bando-tipo digitale attua, inoltre, quanto disposto dal Codice degli appalti sul ricorso da parte delle stazioni appaltanti a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici, al fine di garantire l’interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni, unitamente e la determinazione delle migliori pratiche riguardanti metodologie organizzative e di lavoro (Fonte ANAC).

Opere abusive: ulteriori 2,3 milioni ai Comuni per 99 interventi di abbattimento

Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha firmato il decreto che assegna oltre 2,3 milioni di euro ai Comuni per effettuare interventi di abbattimento di opere edilizie abusive per le quali è stata emanata ordinanza di demolizione. I fondi vengono assegnati alle Amministrazioni che hanno risposto alla terza campagna dichiarando di non avere in bilancio disponibilità finanziarie sufficienti per procedere con le demolizioni. Il contributo è pari al 50% dell’importo totale della demolizione.

In particolare, con il terzo bando sono stati ammessi al contributo 49 interventi di demolizione di opere abusive in 20 Comuni localizzati in 6 Regioni (Campania, Sicilia, Calabria, Lazio, Toscana, Abruzzo) per complessivi 1,16 milioni di euro. Inoltre, sono stati ammessi a contributo con riserva di integrazione documentale ulteriori 50 interventi di demolizione in 19 Comuni localizzati in 7 Regioni (Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, Veneto, Piemonte, Lazio) per un totale di 1,15 milioni di euro.

A seguito delle due precedenti campagne, con i decreti ministeriali n. 565 di dicembre 2020 e n. 349 di settembre 2021 cono già stati assegnati ai Comuni 6,37 milioni di euro per realizzare 114 interventi di demolizione in 40 Comuni localizzati in 12 Regioni.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Prorogata la scadenza al 15 febbraio 2022 per l’ultimazione dei lavori di edilizia leggera

Il ministero dell’Istruzione rende noto, con comunicato del 28 dicembre 2021, la proroga dal 31 dicembre al 15 febbraio 2022, del termine per l’ultimazione dei lavori di edilizia leggera in riferimento all’Avviso pubblico, prot. n. 26811 del 6 agosto 2021 (affitti, noleggi di strutture e lavori di messa in sicurezza per l’anno scolastico 2021-2022), per l’assegnazione delle risorse agli enti locali titolari delle competenze sull’edilizia scolastica. Restano confermate tutte le altre date previste. Gli enti locali sono tenuti a rispettare tali ulteriori termini, in quanto, in considerazione della finalità dell’investimento, non sono previste ulteriori proroghe.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

PNRR, accordo MEF-CDP sulle attività di advisory e sostegno alla pubblica amministrazione

Firmato tra MEF e CDP l’accordo-quadro sulle iniziative di sostegno alle Pubbliche Amministrazioni nelle fasi di programmazione, definizione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che permetterà ad Amministrazioni centrali ed Enti locali di usufruire dei servizi di consulenza e assistenza tecnica per il raggiungimento degli obiettivi del Piano.

L’intesa porterà alla definizione dei cosiddetti “Piani di attività” per ciascun Ministero che conterranno una descrizione puntuale delle iniziative da svolgere. Inoltre, in forza di specifiche convenzioni, le amministrazioni che provvedono alla realizzazione degli interventi del PNRR a livello territoriale potranno avvalersi direttamente di CDP (e di società da essa direttamente o indirettamente controllate) per attività di assistenza e sostegno tecnico-operativo, per la gestione di fondi e per attività connesse.

Nel dettaglio, gli interventi di sostegno previsti nell’Accordo quadro riguarderanno:

  • l’assistenza alle PA nella programmazione e progettazione degli interventi e nella definizione delle priorità (analisi strategica di contesto, valutazione di impatto, ecc.);
  • l’individuazione di linee di investimento da realizzare attraverso procedure di partenariato pubblico-privato;
  • sostegno alle attività di monitoraggio e verifica del rispetto dei cronoprogrammi di attuazione di milestone e target (rispettivamente, obiettivi qualitativi e quantitativi) e dei principi di equità di genere, valorizzazione e protezione dei giovani e riduzione dei divari territoriali;
  • l’assistenza ai potenziali beneficiari dei fondi nelle fasi propedeutiche alla predisposizione delle domande di finanziamento;
  • l’assistenza tecnica alle amministrazioni pubbliche che svolgono procedure selettive finalizzate all’assegnazione dei fondi, anche attraverso il sostegno allo sviluppo di applicativi informatici dedicati per la gestione delle linee di intervento PNRR.