Collaudatore, il MIT chiarisce l’incompatibilità: rileva solo la partecipazione alla gara dell’appalto da collaudare

Il Servizio supporto giuridico del MIT, con parere n. 4160, ha fornito chiarimenti sull’ambito applicativo dell’articolo 116, comma 6, lettera e), del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, relativo alle cause di incompatibilità del soggetto incaricato del collaudo o della verifica di conformità.

Il quesito sottoposto al Ministero riguardava il significato dell’espressione “aver partecipato alla procedura di gara” contenuta nella disposizione normativa. In particolare, veniva chiesto se la mera partecipazione, senza aggiudicazione, ad una procedura per l’affidamento di un diverso servizio tecnico, quale la progettazione o la direzione dei lavori, potesse costituire causa ostativa alla successiva partecipazione alla gara per l’affidamento dell’incarico di collaudo.

Il Ministero esclude un’interpretazione estensiva della disposizione, richiamando il criterio ermeneutico della ratio legis. Secondo il MIT, infatti, la finalità della norma consiste nel garantire che il collaudatore svolga la propria funzione in condizioni di assoluta terzietà e imparzialità, sia nei confronti della stazione appaltante sia nei confronti dell’appaltatore. Proprio tale esigenza impone di interpretare la disposizione facendo riferimento esclusivamente alla procedura di affidamento del contratto che costituisce oggetto del successivo collaudo.

Di conseguenza, la “procedura di gara” richiamata dall’articolo 116, comma 6, lettera e) D.Lgs. n. 36/2023, deve essere intesa come la procedura di affidamento dei lavori, servizi o forniture che saranno oggetto del collaudo o della verifica di conformità, e non qualsiasi altra procedura di gara cui l’operatore economico abbia preso parte.

L’orientamento ministeriale consente quindi di affermare che la semplice partecipazione, senza aggiudicazione e senza instaurazione di alcun rapporto contrattuale, ad una gara avente ad oggetto altri servizi tecnici, quali, ad esempio, la progettazione o la direzione dei lavori, non determina automaticamente l’incompatibilità ai fini della successiva partecipazione alla procedura per l’affidamento dell’incarico di collaudo.

 

Bonus sociale rifiuti, ARERA approva i modelli di comunicazione agli utenti finali

Con la determinazione n. 4/DICU/2026 del 26 giugno 2026, il Direttore della Direzione Consumatori e Utenti di ARERA ha approvato i format delle comunicazioni che dovranno essere trasmesse agli utenti finali nell’ambito del procedimento di riconoscimento del bonus sociale rifiuti, previsto dall’articolo 57-bis del decreto-legge n. 124/2019 e disciplinato dal Testo Unico approvato con la deliberazione n. 355/2025/R/rif (TUBR).

Il provvedimento definisce le modalità con cui i cittadini saranno informati sull’esito del procedimento di riconoscimento dell’agevolazione e sulle eventuali azioni da intraprendere per ottenerne l’erogazione. L’articolo 15 del Testo Unico prevede che gli utenti siano informati in tutte le fasi rilevanti del procedimento, garantendo trasparenza e piena conoscibilità dello stato della pratica. Per dare concreta attuazione a tale previsione, ARERA ha approvato cinque distinti modelli di comunicazione destinati a disciplinare tutte le principali casistiche operative.

I format riguardano:

  • il mancato riconoscimento del bonus sociale;
  • il mancato riconoscimento nei casi in cui siano presenti omissioni o difformità nella DSU o criticità connesse all’attestazione ISEE;
  • il riconoscimento del beneficio mediante bonifico domiciliato;
  • le modalità di riscossione diretta quando il Gestore dell’attività di gestione tariffe e rapporto con gli utenti (GTRU) non risulti accreditato sulla piattaforma SGAte;
  • le modalità di riscossione diretta qualora l’ente territorialmente competente non abbia provveduto alla designazione del GTRU.

In merito alla gestione delle ipotesi di mancato riconoscimento dell’agevolazione, ARERA distingue infatti due diverse situazioni:

  1. Nel primo caso il bonus non può essere riconosciuto perché risultano assenti i requisiti oggettivi previsti dalla disciplina.
  2. Nel secondo caso, invece, il mancato riconoscimento dipende da criticità riguardanti la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) o l’attestazione ISEE, situazioni che possono essere sanate dal cittadino mediante la presentazione della documentazione necessaria o di una nuova dichiarazione. In tali ipotesi la comunicazione dovrà indicare chiaramente le motivazioni del mancato riconoscimento e le possibili modalità di regolarizzazione.

La determinazione disciplina anche i casi nei quali il bonus non può essere riconosciuto automaticamente attraverso la riduzione della tariffa rifiuti. È previsto che l’agevolazione possa essere corrisposta tramite bonifico domiciliato, gestito da CSEA, oppure direttamente dal gestore o dall’ente competente quando non siano ancora stati completati gli adempimenti di accreditamento sulla piattaforma SGAte.

Avviso Risorse in Comune: fissato al 31 agosto 2026 il termine per la rendicontazione degli interventi su ReGiS

Il Dipartimento della funzione pubblica ha comunicato il termine ultimo entro il quale i Comuni beneficiari dell’Avviso “Risorse in Comune” dovranno completare le attività di rendicontazione degli interventi finanziati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), Missione 1, Componente 1, Investimento 2.3, Sub-investimento 2.3.2, dedicato allo sviluppo delle capacità amministrative degli enti locali.

Con una nota del 1° luglio 2026, il Dipartimento ricorda che i Comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 25.000 abitanti, ammessi a finanziamento con il decreto del Capo del Dipartimento della funzione pubblica del 4 febbraio 2026, sono tenuti a garantire il corretto monitoraggio e la rendicontazione degli interventi, nel rispetto degli obblighi previsti dall’Avviso.

Per consentire la chiusura delle attività amministrative e contabili dell’iniziativa, il termine finale è stato fissato al 31 agosto 2026. Entro tale data gli enti dovranno completare, attraverso il sistema informativo ReGiS, la rendicontazione delle procedure di acquisto di beni e servizi effettuate e trasmettere integralmente tutta la documentazione relativa alle spese sostenute.

Il Dipartimento evidenzia che il rispetto della scadenza costituisce un preciso adempimento previsto dall’Avviso ed è condizione indispensabile per la verifica dell’ammissibilità delle spese e per la conclusione dei procedimenti amministrativo-contabili necessari all’erogazione del saldo finale del finanziamento. La nota richiama inoltre l’attenzione dei Comuni sul fatto che eventuali irregolarità, inadempienze o carenze nella rendicontazione potranno comportare l’adozione dei provvedimenti previsti dall’articolo 14 dell’Avviso, concernenti la revoca o la rettifica del finanziamento.

Contributo Indennità amministratori: pubblicato il decreto di riparto dei 220 milioni di euro per il 2026

È stato pubblicato nella G.U. n. 152 del 3 luglio 2026 l’avviso relativo al decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 6 maggio 2026, concernente il riparto dell’incremento di 220 milioni di euro destinato ai comuni delle regioni a statuto ordinario per il finanziamento dell’aumento delle indennità di funzione degli amministratori locali.

Le risorse sono ripartite a titolo di concorso alla copertura del maggiore onere sostenuto dai comuni delle regioni a statuto ordinario per l’incremento delle indennità di funzione dei sindaci, dei vicesindaci, degli assessori e dei presidenti dei consigli comunali, previsto dai commi 583, 584 e 585 dell’articolo 1 della legge n. 234/2021. La popolazione considerata è quella ISTAT al 31 dicembre 2024 risultante dal censimento permanente.

 

Trasporto scolastico degli studenti con disabilità: pubblicato il decreto di riparto dei 100 milioni di euro per il 2026

È stato pubblicato nella G.U. n. 148 del 29 giugno 2026 l’avviso relativo al decreto interministeriale del 18 maggio 2026 che disciplina il riparto del contributo di 100 milioni di euro destinato ai comuni per il potenziamento del servizio di trasporto scolastico in favore degli studenti con disabilità privi di autonomia.

Il provvedimento, adottato dal Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro dell’istruzione e del merito, il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, il Ministro per le disabilità e il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, dà attuazione all’articolo 1, comma 496, lettera c), della legge 30 dicembre 2023, n. 213.

Le risorse sono destinate ai comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione Siciliana e della Regione Sardegna e sono finalizzate ad incrementare, per l’anno 2026, il numero degli studenti con disabilità frequentanti la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, privi di autonomia, ai quali viene assicurato il servizio di trasporto per il raggiungimento della sede scolastica. Ciascun comune beneficiario è tenuto ad assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di servizio assegnato per l’anno 2026 in termini di studenti con disabilità trasportati, come riportato nella colonna “Utenti del servizio trasporto studenti con disabilità aggiuntivi 2026” di cui all’allegato alla Nota metodologica.

Sisma Centro Italia: pubblicato in G.U. il decreto per l’anticipazione del rimborso dei minori gettiti IMU ai Comuni del cratere

Con l’avviso pubblicato nella G.U. n.129 del 6 giugno 2026 è stato reso noto il decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 14 aprile 2026, concernente l’anticipazione del rimborso dei minori gettiti IMU spettanti ai comuni interessati dagli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia a partire dal 24 agosto 2016.

Il provvedimento riguarda i comuni delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria individuati dall’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. L’anticipazione ammonta complessivamente a 8.819.427,61 euro ed è destinata a compensare i minori gettiti riferiti alla seconda rata IMU 2025, riconosciuti ai sensi dell’articolo 48, comma 16, del decreto-legge n. 189/2016, come da ultimo modificato dall’articolo 1, comma 663, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di bilancio 2025).

L’intervento consente di assicurare tempestivamente ai comuni del cratere sismico le risorse necessarie a compensare gli effetti finanziari derivanti dalle agevolazioni IMU previste dalla normativa emergenziale, garantendo la continuità degli equilibri di bilancio degli enti interessati.

Centri estivi 2026: pubblicata la linea guida sulle spese ammissibili

Il Dipartimento per le politiche della famiglia ha Pubblicato la linea guida sulle spese ammissibili per le attività socioeducative a favore dei minori per l’anno 2026 che include, altresì, le istruzioni operative per la generazione del codice unico di progetto (CUP) tramite template.

Per quanto riguarda le spese ammissibili sulle risorse del Fondo, i cui criteri di riparto sono stati individuati con il decreto della Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dell’8 maggio 2026 e l’utilizzo delle risorse stesse, che sarà monitorato dal Dipartimento sulla base della documentazione fornita da ciascun comune, sono fornire alcune indicazioni operative

  1. le attività devono essere realizzate inderogabilmente tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026;
  2. gli impegni devono essere assunti entro il 31 dicembre 2026 e le relative somme dovranno essere spese entro il 31 luglio 2027;
  3. il comune deve assicurare che tutta la documentazione giustificativa della spesa riporti il riferimento del CUP, generato utilizzando il codice template n. 2606001 (si vedano, in proposito, le istruzioni operative allegate alla presente linea guida);
  4. nel caso siano stati assunti impegni tra il 1° giugno 2026 e il 30 giugno 2026, data di pubblicazione del template sul sito internet istituzionale del Dipartimento, detti impegni saranno riconosciuti previa presentazione di una dichiarazione, da parte del legale rappresentante del comune o suo delegato, con la quale si dichiara che la spesa Ë riferita al finanziamento di cui al codice template n. 2606001;
  5. acquisizione di beni e servizi: saranno consentite acquisizioni di beni e servizi purché funzionali e necessarie alla realizzazione dell’intervento e purché tali acquisizioni siano espletate secondo la normativa vigente in materia di appalti pubblici;
  6. sottoscrizione di atti: possono essere stipulati protocolli, intese, convenzioni o contratti, secondo la normativa vigente, con altri enti pubblici o privati, finalizzati a disciplinare la collaborazione, anche sotto il profilo economico o l’affidamento in gestione, per la realizzazione degli interventi;
  7. realizzazione di interventi: sono consentite le spese sostenute per la riorganizzazione degli spazi dedicati alle attività, la loro messa in sicurezza e la manutenzione ordinaria, solo se tali spazi rappresentino i luoghi di fruizione del servizio;
  8. rimborso alle famiglie: sono ammessi rimborsi dai comuni alle famiglie i cui figli minori abbiano frequentato i servizi socioeducativi territoriali pubblici o privati, nel periodo tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026, sulla base della documentazione giustificativa definita o richiesta dalla pertinente delibera di Giunta;
  9. obblighi dell’utilizzo del logo: i comuni beneficiari hanno l’obbligo di utilizzare il logo secondo le modalità previste dall’articolo 6 del decreto ministeriale dell’8 maggio 2026. Il logo ufficiale Ë reso disponibile nella sezione dedicata al finanziamento sul sito internet istituzionale del Dipartimento all’indirizzo https://famiglia.governo.it/it/politiche-eattivita/finanziamenti-avvisi-e-bandi/identita-e-loghi/.