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Canone unico patrimoniale tra le entrate tributarie dal 2027: ARCONET approva l’adeguamento degli schemi contabili

La Commissione ARCONET recepisce il principio affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione sulla natura tributaria del canone unico patrimoniale. Approvato l’aggiornamento degli allegati 10, 12 e 13 al D.Lgs. n. 118/2011, con decorrenza prevista dall’esercizio 2027. Limitato, invece, l’ampliamento delle voci del piano dei conti alle entrate derivanti dall’esposizione pubblicitaria.

È quanto emerge dal resoconto della riunione della Commissione ARCONET del 24 giugno 2026, nel corso della quale sono stati approvati gli aggiornamenti dell’allegato 10, relativo allo schema del rendiconto della gestione e, in particolare, ai prospetti delle entrate per titoli, tipologie e categorie; dell’allegato12, relativo agli allegati al documento tecnico di accompagnamento delle regioni e al piano esecutivo di gestione degli enti locali e dell’allegato13 al D.Lgs. n. 118/2011 contenente l’elenco dei titoli, delle tipologie e delle categorie delle entrate delle regioni e degli enti locali, necessari per adeguare gli schemi contabili alla natura tributaria del canone.

La Commissione ha esaminato anche una proposta di maggiore articolazione delle voci del piano dei conti dedicate al canone unico patrimoniale. La proposta era stata elaborata con la collaborazione del Dipartimento delle Finanze per rendere più analitiche le informazioni sulle diverse componenti del canone, comprese le entrate derivanti dalle occupazioni effettuate per l’erogazione di servizi pubblici a rete, con particolare riferimento alle infrastrutture di telecomunicazione, ai cavi, alle condutture e alle antenne.

Secondo il Dipartimento delle Finanze, una classificazione più dettagliata avrebbe consentito di migliorare la conoscenza del fenomeno, la confrontabilità dei dati e l’utilizzo delle informazioni contenute nella BDAP, offrendo elementi utili sia al MEF sia agli stessi enti locali.

I rappresentanti dell’ANCI hanno tuttavia evidenziato le difficoltà operative che una maggiore granularità avrebbe determinato per i comuni. La gestione del canone unico richiede già una rilevante riorganizzazione dei procedimenti e delle attività interne; un’ulteriore articolazione del piano dei conti avrebbe aumentato la complessità delle registrazioni e degli adempimenti.

Tenendo conto delle osservazioni dell’ANCI, ARCONET ha scelto una soluzione più limitata. La Commissione ha approvato l’ampliamento del piano dei conti soltanto per le entrate riconducibili all’art. 1, comma 819, lettera b), della legge n. 160/2019, relative alla diffusione di messaggi pubblicitari. Non è stata quindi accolta, almeno in questa fase, la proposta di introdurre voci analitiche per le diverse forme di occupazione del suolo pubblico, comprese quelle connesse ai servizi a rete e alle telecomunicazioni. ARCONET ha comunque espresso l’auspicio che, in futuro, gli enti possano essere messi nelle condizioni di gestire un’ulteriore articolazione delle voci, in coerenza con la funzione conoscitiva e pubblica del bilancio.

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