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Pantouflage, Anac segnala criticità sulla deroga per gli incarichi Pnrr

Con l’Atto di segnalazione a Governo e Parlamento n. 2 del 2026, l’ANAC sollecita Governo e Parlamento a intervenire sulla disciplina del cosiddetto pantouflage evidenziando la necessità di superare l’attuale deroga prevista per il personale reclutato nell’ambito del PNRR.

L’istituto del pantouflage, disciplinato dall’art. 53, comma 16-ter, del d.lgs. n. 165/2001, vieta ai dipendenti pubblici che, negli ultimi tre anni di servizio, abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali nei confronti di soggetti privati di svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, attività professionale o lavorativa presso gli stessi destinatari dell’azione amministrativa. La disposizione costituisce uno degli strumenti fondamentali di prevenzione della corruzione, volto a evitare che le funzioni esercitate nell’interesse pubblico possano essere utilizzate per ottenere vantaggi professionali nel settore privato.

Il decreto-legge n. 80/2021, adottato per accelerare l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha tuttavia introdotto una disciplina speciale che esclude espressamente l’applicazione del divieto di pantouflage ai professionisti incaricati con contratti di lavoro autonomo e al personale altamente qualificato assunto a tempo determinato ai sensi dell’art. 1, comma 5, dello stesso decreto. Una scelta che il legislatore ha motivato con l’esigenza di favorire il reclutamento di competenze specialistiche indispensabili per il conseguimento degli obiettivi del PNRR, evitando che i vincoli successivi alla cessazione dell’incarico potessero scoraggiare l’adesione di professionalità altamente qualificate.

Secondo Anac, l’applicazione della deroga rischia di “sterilizzare” proprio quelle criticità su cui il legislatore aveva deciso di intervenire attraverso il periodo di raffreddamento nel passaggio tra pubblico e privato. La natura temporanea dei rapporti di lavoro instaurati nell’ambito del Pnrr potrebbe infatti rendere i dipendenti assunti a tempo determinato più esposti a condizionamenti esterni finalizzati a precostituirsi, già durante l’incarico pubblico, una posizione di vantaggio per la successiva attività professionale in ambito privato.

 

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