Certificazione rimborso IVA per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale

È stato adottato il decreto del Direttore Centrale per la Finanza Locale del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’interno del 20 gennaio 2026, recante: «Approvazione della modalità di certificazione presente nell’Area riservata del Sistema certificazioni enti locali accessibile dal sito web della Direzione Centrale per la finanza locale relativa all’attribuzione, per l’anno 2026, a favore di unioni di comuni, consorzi tra enti locali, comunità montane, province della regione Sardegna e Città Metropolitana di Cagliari, del contributo a rimborso dei maggiori oneri derivanti dal pagamento dell’imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) in relazione ai contratti di servizio stipulati per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale».

Possono richiedere il contributo statale a rimborso dei maggiori oneri derivanti dal pagamento dell’imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) in relazione ai contratti di servizio stipulati per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale ai sensi del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, presentando apposita domanda al Ministero dell’interno – Direzione Centrale per la finanza locale, con le modalità ed i termini di cui ai successivi articoli 2 e 3 del presente decreto:
– le unioni di comuni;
– i consorzi tra enti locali;
– le comunità montane;
– le province della regione Sardegna e Città Metropolitana di Cagliari.

La certificazione dovrà essere compilata esclusivamente con metodologia informatica, accessibile dal sito web della Direzione Centrale per la finanza locale.

Per la validità della comunicazione, gli enti locali devono presentare telematicamente richiesta di contributo tenendo presente, per le due tipologie di modello di certificazione, i seguenti termini:
modello “B” (preventivo 2026) a partire dal 2 febbraio 2026 ed entro il termine perentorio, a pena di decadenza, delle ore 24:00 del 28 febbraio 2026;
modello “B1” (consuntivo 2025) a decorrere dal 31 marzo 2026 ed entro il termine perentorio, a pena di decadenza, delle ore 24:00 del 30 aprile 2026.

La richiesta di contributo deve essere debitamente sottoscritta dal responsabile del servizio finanziario e dal responsabile del servizio di gestione del trasporto pubblico locale, mediante apposizione di firma digitale.

Aggiornamento dei valori soglia dell’ISEE per l’accesso ai bonus sociali elettrico, gas, idrico e rifiuti dall’1 gennaio 2026

Con la deliberazione del 20 gennaio 2026, n. 2/2026/R/COM, l’ARERA ha aggiornato il valore della soglia dell’ISEE per l’accesso delle famiglie economicamente svantaggiate al bonus sociale elettrico di cui all’articolo 2, comma 4,
del D.M. 28 dicembre 2007, al bonus sociale gas di cui all’articolo 3, comma 9, del decreto-legge 185/08, e al bonus sociale idrico di cui al d.P.C.M. 13 ottobre 2016 e al bonus sociale rifiuti di cui al d.P.C.M. 21 gennaio 2025 ponendo tale valore pari a 9.796 euro (precedentemente  euro 9.530).

Per i nuclei familiari con almeno quattro figli il valore soglia resta invariato a 20.000 euro.

L’adeguamento, previsto dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 29 dicembre 2016, si basa sull’andamento medio degli ultimi tre anni dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nel triennio di riferimento.

Il sistema dei bonus sociali, introdotto dal decreto interministeriale del 28 dicembre 2007, è stato via via ampliato nel tempo. Gli sconti sono applicati automaticamente in bolletta e variano a seconda del servizio:

  • energia elettrica: riduzione pari al 30% della spesa dell’utente medio, calcolata al lordo delle imposte;
  • gas naturale: riduzione pari al 15% della spesa al netto delle imposte;
  • servizio idrico (acquedotto, fognatura e depurazione): garantisce uno sconto pari a 50 litri/abitante/giorno;
  • rifiuti: sconto del 25% sulla TARI/tariffa corrispettiva dovuta.

Le famiglie interessate possono beneficiare delle agevolazioni in modo automatico e cumulativo semplicemente presentando all’INPS la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE.

 

Bilancio di previsione 2026-2028: il parere dell’organo di revisione

Il Consiglio e la Fondazione di Ricerca Nazionali dei Commercialisti, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Certificatori e Revisori degli enti locali (Ancrel), hanno reso disponibile lo schema di “Parere dell’organo di revisione sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 aggiornato con la Legge di bilancio 2026“.

Il documento rappresenta un aggiornamento della versione resa disponibile lo scorso novembre e contiene le novità della Legge di Bilancio 2026 oltre alle altre disposizioni normative e di prassi emanate fino alla data della presente pubblicazione. Si segnala, inoltre, la pubblicazione del Decreto del Ministero dell’Interno del 24.12.2025 nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 302 del 31.12.2025 – che differisce dal 31 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026 il termine entro il quale gli enti locali devono approvare il bilancio di previsione 2026-2028.

Lo schema di parere è predisposto nel rispetto della parte II del TUEL (“Ordinamento finanziario e contabile”) nonché del D.lgs. n. 118/2011 e dei principi contabili allegati. Peraltro, per la formulazione del parere e l’esercizio delle sue funzioni, l’organo di revisione può avvalersi dei Principi di vigilanza e controllo dell’organo di revisione degli enti locali emanati dal CNDCEC.

Il documento è composto da un testo Word con una traccia del parere dell’organo di revisione corredata da commenti in corsivetto di colore azzurro, che aiutano il revisore nello svolgimento dei controlli. A supporto dell’elaborazione del parere, vengono forniti anche un file Excel contenente le tabelle che possono essere copiate e incollate nel parere e le check list che rappresentano una guida pratica per le verifiche.

Particolare attenzione è dedicata alla segnalazione di eventuali criticità, anomalie o irregolarità che l’Organo di revisione dovesse riscontrare nel corso delle sue attività con avvertenza, in apposita sezione, a valutare accuratamente questi alert sia nella fase di formulazione del proprio giudizio sia, nell’ambito della funzione di collaborazione, nell’ottica di fornire un valido supporto all’organo politico a cui compete la complessa attività d’indirizzo e controllo amministrativo dell’ente.

FSC 2026, Sancito l’accordo in Conferenza Stato Città

Nella seduta della Conferenza Stato-città ed autonomie locali del 21 gennaio 2026, Anci ha dato il proprio parere favorevole al decreto con le modalità di alimentazione e riparto del Fondo di Solidarietà Comunale (FSC) 2026.

La legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025 – art. 1, commi 680-681) modifica la disciplina del Fondo di solidarietà comunale (FSC), prevedendo l’esclusione del Comune di Roma Capitale dalla componente perequativa del Fondo a decorrere dall’anno 2026. La disposizione disciplina la posizione di Roma Capitale all’interno del sistema del FSC, stabilendo che il Comune non concorre più alla redistribuzione delle risorse nell’ambito del meccanismo perequativo.

La norma prevede inoltre la rideterminazione della dimensione complessiva del FSC per il periodo 2026-2030. A tal fine è istituita una quota aggiuntiva di risorse statali, pari a 15 milioni di euro per l’anno 2026 e a 5 milioni di euro per l’anno 2027, finalizzata a regolare la fase di prima applicazione del nuovo assetto. A decorrere dal 2028 il Fondo opera secondo la nuova configurazione a regime.

Le proposte emendative di Anci e Upi al DDL di conversione del decreto Milleproroghe 2026

Pubblichiamo le proposte di emendamenti di ANCI e UPI al disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante “Disposizioni urgenti in materia di termini normativi”.
Le proposte di emendamento sono finalizzate a rappresentare le esigenze dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane in relazione alle principali scadenze normative, con particolare riferimento al funzionamento degli enti locali, alla continuità dei servizi pubblici, alla gestione finanziaria e alla capacità amministrativa.

Proposte emendamenti ANCI
Proposte emendamenti UPI

Termini per la pubblicazione del PIAO e dei Piani triennali

Con il Comunicato del Presidente del 14 gennaio scorso, l’ANAC ricorda alle pubbliche amministrazioni tenute all’adozione del Piano integrato di attività e organizzazione – PIAO, ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80 che, nel rispetto delle esigenze di razionalizzazione e semplificazione degli strumenti di programmazione, nell’ambito dello stesso PIAO, va predisposta anche la pianificazione delle misure di prevenzione della corruzione e per la trasparenza. Rimane fermo che il termine per l’adozione del PIAO 2026-2028 è il prossimo 31 gennaio, in conformità a quanto previsto dal legislatore.

Per i soli enti locali, il termine ultimo per l’adozione del PIAO è fissato al 30 marzo 2026, a seguito del differimento al 28 febbraio 2026 del termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2026/2028 disposto dal decreto del Ministro dell’interno del 24 dicembre 2025 (G.U. n. 302 del 31-12-2025).

Per le amministrazioni e gli enti tenuti all’adozione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza – PTPCT, all’adozione di un documento che tiene luogo dello stesso o all’integrazione del modello 231, il termine resta fissato al 31 gennaio 2026, secondo quanto disposto dalla legge n. 190/2012 (articolo 1, comma 8).

Si conferma per tutte le amministrazioni ed enti con meno di 50 dipendenti la possibilità, dopo la prima adozione, di confermare nel triennio, con apposito atto motivato dell’organo di indirizzo, lo strumento programmatorio adottato nell’anno precedente. Tutto ciò, fermo restando, in ogni caso, l’obbligo di adottare un nuovo strumento di programmazione ogni tre anni come previsto dalla normativa.

Legge di bilancio 2026: Nota UPI sulle norme di interesse per le province

L’Unione Province d’Italia (UPI) ha pubblicato una nota di lettura sulle norme contenute nella legge di bilancio 2026 (L. n. 199/2025) di interesse per le Province.

Come noto, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026, è il principale atto che definisce le risorse pubbliche e le regole contabili per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028. Tra le disposizioni di interesse per province e città metropolitane evidenziamo la disposizione che riguarda la gestione dei fondi perequativi destinati a questi enti: la legge autorizza il Ministero dell’Economia e delle Finanze ad operare variazioni di bilancio tra i capitoli dello Stato che finanziano i fondi specifici per le province e quelli per le città metropolitane, istituiti dalla normativa precedente per sostenere l’esercizio delle funzioni fondamentali. Questo per garantire una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse e adeguare l’assegnazione ai fabbisogni effettivi degli enti.

Si interviene anche sulla contabilizzazione dei contributi attribuiti a valere sui due fondi perequativi, chiarendo come debbano essere registrati nei bilanci degli enti. Tale norma mira a dare uniformità contabile e maggiore trasparenza nell’iscrizione delle risorse statali in entrata e della loro utilizzazione in spesa.

Sul fronte dei rapporti tra Stato e territori, la legge disciplina nuove modalità di recupero dei contributi della finanza pubblica e delle risorse COVID-19 eccedenti nei bilanci degli enti: il Ministero dell’Interno può effettuare trattenute prioritarie sul fondo di solidarietà comunale o sul fondo sperimentale di riequilibrio, promuovendo così un processo di aggiustamento dei saldi senza ricorrere unicamente a misure straordinarie.

È prevista la deroga all’articolo 14 del Testo unico delle società a partecipazione pubblica (decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175) disponendo che le Province possano trasferire risorse finanziarie proprie alle loro società in house che siano in fase di chiusura in esito al trasferimento di funzioni dalle Province ad altri enti ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. La disposizione prevede che le risorse trasferite, a carico delle Province, non debbano superare le somme strettamente necessarie a pagare i debiti delle società in house che si sono verificati a causa del prolungamento temporale delle procedure di trasferimento delle funzioni delle Province
stesse agli enti subentranti. La disposizione illustra che tali trasferimenti sono finalizzati all’esclusivo pagamento dei debiti così determinatisi, allo scopo ultimo di procedere alla chiusura delle società stesse.

 

 

CDP: Nuovo Portale delle Erogazioni Finanziamenti PA

Con comunicato del 16 gennaio 2026 Cassa Depositi e Prestiti informa gli Enti Pubblici che dal 26 gennaio p.v. sarà operativo il nuovo Portale delle Erogazioni Finanziamenti PA di CDP, progettato con l’obiettivo di mettere le esigenze del cliente al centro e offrire un’esperienza più semplice e veloce nella gestione delle richieste di erogazione.

Per consentire la migrazione al nuovo sistema, il portale attualmente in uso sarà disattivato il 21 gennaio. Pertanto, tra il 21 e il 25 gennaio compreso il servizio non sarà disponibile. Le domande di erogazione per le quali CDP ha richiesto un‘integrazione documentale dovranno essere completate sull’attuale Portale necessariamente entro il 20 gennaio; in caso contrario, bisognerà ripresentare la domanda sul nuovo Portale dal 26 gennaio.

Gli enti sono invitati a pianificare le attività tenendo conto della finestra di sospensione del servizio e dello status delle richieste di erogazione per l’Ente.

Certificazione contributo per distacco sindacale per l’anno 2026 entro il 29 maggio

Il Ministero dell’interno ha pubblicato il decreto del 20 gennaio 2026 con il quale sono approvate le modalità di certificazione relativa all’attribuzione, per l’anno 2026, del contributo per le spese sostenute per il personale cui è stato concesso, nell’anno 2025, l’aspettativa per motivi sindacali – rectius – distacco per motivi sindacali.

La certificazione dovrà essere compilata esclusivamente con metodologia informatica, avvalendosi dell’apposito documento informatizzato che sarà messo a disposizione degli Enti nell’ambito della predetta Area riservata, accessibile dal sito web della Direzione Centrale per la finanza locale a decorrere dal 2 marzo 2026 ed entro le ore 23:59 del 29 maggio 2026, a pena di decadenza.

La richiesta di contributo deve essere debitamente sottoscritta dal responsabile del servizio finanziario mediante apposizione di firma digitale.

Rimborso della spesa sostenuta nell’anno 2025 per il personale ex Fime e Insud. Contributo anno 2026

Con la Circolare DAIT n. 2/2026 il Ministero dell’interno fornisce chiarimenti in merito al rimborso della spesa sostenuta nell’anno 2025 per il personale ex Fime e Insud. Contributo anno 2026. Per la definizione e l’eventuale erogazione del contributo di cui in
premessa, gli enti aventi potenzialmente titolo, in base alla richiamata normativa, devono trasmettere le certificazioni, debitamente compilate e sottoscritte, alle Prefetture-UTG competenti per territorio, entro il 2 aprile 2026.

Le Prefetture-UTG provvederanno a raccogliere tutte le certificazioni inviate dagli enti richiedenti e ad effettuare un mero controllo formale, ovvero verificare che gli enti stessi abbiano compilato in tutte le parti il certificato, abbiano apposto il timbro e firmato la certificazione. Gli originali dei giustificativi della spesa dovranno essere conservati dall’ente per un quinquennio e rimanere a disposizione per eventuali controlli a campione da parte del Ministero.