Piano triennale per l’informatica, AgID rende disponibile un modello standard

AgID ha reso disponibile un modello standard per la redazione del Piano Triennale per l’informatica da parte delle amministrazioni, denominato “Format PT”.
La predisposizione del Format PT nasce dalla volontà di supportare le PA centrali e locali con uno strumento standard che possa facilitare la redazione dei rispettivi Piani ICT.
La realizzazione del Format rientra nei compiti istituzionali dell’Agenzia di programmazione e coordinamento delle attività delle amministrazioni mediante la redazione e la successiva verifica dell’attuazione del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione previsto dall’art. 14 bis del CAD.
Il Format proposto ricalca la struttura obiettivi-azioni del Piano triennale di AgID e contiene indicazioni per la definizione degli elementi che compongono i diversi capitoli e per il monitoraggio dei risultati.
In particolare – anche attraverso la predisposizione di una guida di supporto e di una serie di indicazioni di compilazione – sono fornite:
– Istruzioni generali, vale a dire indicazioni per la pubblicazione da adottare per la condivisione e stesura del Piano ICT e indicazioni operative per la redazione del documento che rappresentano semplici regole stilistiche a cui attenersi;
– Note per la redazione dei Piani ICT delle PA, corredate da esempi;
– Indicazioni sulle attività legate al percorso di redazione del Piano ICT.
Il Format PT, reso disponibile nella sua prima versione, può essere utilizzato da tutte le PA interessate.
Al termine dell’anno, anche grazie allo scambio, ai feedback e alle eventuali osservazioni che perverranno dalle PA che avranno iniziato ad utilizzare questo strumento, sarà adottato in via definitiva.

Documentazione
– Guida per la redazione Format PT – Indicazioni operative e note per la redazione
– Format PT – Modello per la redazione del Piano ICT

Agid, PA digitale 2026: Accesso alle risorse del PNRR per la transizione digitale della PA

La piattaforma PA digitale 2026 consentirà alle amministrazioni di richiedere i fondi del PNRR dedicati alla transizione digitale, rendicontare l’avanzamento dei progetti e ricevere assistenza.

I 7 investimenti previsti dal PNRR per la digitalizzazione della PA sono messi a disposizione attraverso 14 misure, per un totale di oltre 6 miliardi di euro. Tra queste, due in particolare vedono AgID protagonista come ente delegato responsabile per l’attuazione: la misura 1.3.2 dedicata allo Sportello Digitale Unico (Single Digitale Gateway) e la misura 1.4.2 sull’accessibilità dei servizi pubblici digitali. A queste si aggiunge la misura 1.4.4 dedicata all’implementazione su scala nazionale dell’identità digitale SPID.

A seconda della tipologia di misura e di PA, sarà possibile accedere alle risorse o attraverso delle soluzioni standard o attraverso la presentazione di progetti.

Soluzioni standard, per le misure con una platea ampia di beneficiari (oltre 1.000 PA). Ogni PA, in base a tipologia e dimensione, potrà infatti accedere a specifiche misure attraverso soluzioni standard, ciascuna con un valore economico predefinito. Non sarà necessario scrivere e presentare progetti per ricevere finanziamenti.

Presentazione di progetti, per le misure con una platea ristretta di beneficiari (fino a 1.000 PA), è prevista una modalità di accesso che prevede invece la presentazione di progetti, sempre ispirata ai principi della semplicità e della riduzione degli oneri amministrativi.

Agid, Aggiornamento 2021-2023 del Piano triennale per l’informatica nella PA

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato l’aggiornamento 2021-2023 del Piano triennale per l’informatica nella PA, redatto in collaborazione con il Dipartimento per la trasformazione digitale e PagoPA S.p.A. e con il contributo di molte amministrazioni centrali, regioni e città metropolitane. Il documento è stato, inoltre, condiviso e ha recepito le osservazioni della Conferenza permanente delle Regioni e Province Autonome, dell’Unione delle Province e dell’Associazione nazionale comuni italiani.
In considerazione del mutato contesto legato all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR in materia di trasformazione digitale, il documento è stato notificato alla Commissione Europea, passaggio aggiuntivo nell’iter di adozione del Piano rispetto alle precedenti edizioni.
A conclusione della procedura, il Piano sarà adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato, come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
Il Piano triennale 2021-2023, in continuità con la precedente edizione, consolida l’attenzione sulla realizzazione delle azioni previste e sul monitoraggio dei risultati attesi, rappresentando sempre di più una vera e propria guida operativa per tutte le amministrazioni.
L’aggiornamento introduce alcuni elementi di novità, tra i quali:
– la previsione di obiettivi e risultati attesi connessi all’attuazione del PNRR al quale il Piano triennale si collega attraverso specifici progetti come il Single Digital Gateway (SDG) e la Piattaforma Nazionale Dati (PDND). In particolare, allineando i propri obiettivi, risultati e linee di azione al PNRR, il Piano costituisce uno strumento a supporto delle s amministrazioni centrali e locali nel conseguimento dei traguardi e degli obiettivi previsti dal PNRR.
– l’attenzione al tema della vigilanza: l’aggiornamento 2021-2023 del Piano si pone infatti come ponte verso l’adozione di un nuovo modello di vigilanza attiva e collaborativa coerente con il nuovo mandato istituzionale dell’Agenzia in materia di accertamento delle violazioni e sanzionatorio in riferimento agli obblighi di transizione digitale.
Dal punto di vista della struttura l’aggiornamento 2021-2023 riprende e conferma l’impostazione complessiva della precedente edizione.
Per garantire il raccordo rispetto al Piano 2020-2022 e supportare le PA nella lettura del documento:
– all’interno di ciascun capitolo vengono indicate le linee di azione in capo ai diversi attori istituzionali che sono state concluse;
– nel capitolo 9 è presente uno schema che sintetizzata i cambiamenti introdotti a livello di Risultati Attesi e Target per ciascun Obiettivo a seguito dalle recenti novità a livello strategico;
– è stato elaborato, e sarà disponibile a breve online, un report contenente informazioni sullo stato di attuazione e sugli output delle Linee del Piano triennale 2020-2022 e il loro riallineamento nella nuova edizione.

Agid, aggiornamento dichiarazioni di accessibilità siti web PA entro il 23 settembre 2021

Come previsto dalle Linee Guida sull’accessibilità ICT di AgID e dalla Direttiva UE 2016/2102, entro il 23 settembre 2021 le pubbliche amministrazioni sono tenute a effettuare l’aggiornamento delle dichiarazioni di accessibilità dei siti web, utilizzando il sito messo a disposizione da AgID all’indirizzo https://form.agid.gov.it.

Le amministrazioni sono tenute a pubblicare la prima dichiarazione di accessibilità dei siti web, qualora non sia stato già fatto lo scorso anno. Nel 2020 AgID ha raccolto più di 10.000 dichiarazioni di accessibilità, a testimonianza di una crescente consapevolezza sul tema da parte delle PA.

Oltre a essere un obbligo di legge, l’aggiornamento annuale della dichiarazione è un’occasione utile per la pubbliche amministrazioni per rivedere l’accessibilità dei propri siti e delle proprie app, e per rendere i servizi digitali sempre più inclusivi. I dati raccolti consentono tra l’altro ad AgID di definire una programmazione di adeguati piani formativi nazionali.

Agid, in consultazione le Linee guida sull’interoperabilità tecnica

A supporto della strategia di interoperabilità e cooperazione tra le pubbliche amministrazioni, le Linee guida sull’interoperabilità tecnica sono disponibili fino al 31 marzo 2021 per commenti e suggerimenti. Le Linee guida, redatte ai sensi dell’art. 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), sono volte a favorire lo sviluppo di soluzioni applicative innovative orientate a cittadini, imprese e alle amministrazioni e sono pubblicate sulla piattaforma Docs Italia.
La definizione del Modello di interoperabilità, di cui le Linee Guida definiscono le tecnologie e le loro modalità di utilizzo, è un asse portante dell’intero Sistema informativo pubblico: assicura infatti l’interazione e lo scambio di informazioni tra le PA senza necessità di specifiche integrazioni, garantendo la piena collaborazione tra le amministrazioni pubbliche e i soggetti privati. La stessa Commissione Europea ha raccomandato che, nello sviluppo dei sistemi informativi, l’interoperabilità, insieme alla sicurezza e alla privacy, debbano essere considerati come parte integrante dei progetti.
Tra gli obiettivi del Modello:
– armonizzare le scelte architetturali delle PA e individuare le scelte tecnologiche che favoriscano lo sviluppo, da parte delle PA, cittadini e imprese, di soluzioni applicative innovative per l’utilizzo dei servizi individuati nelle Infrastrutture immateriali del Piano Triennale per l’informatica nella PA;
– promuovere l’adozione dell’approccio API first per garantire accessibilità e massima interoperabilità di dati e servizi;
– rendere sicure le interazioni tra le PA e tra queste e cittadini e imprese;
– semplificare le procedure di scambio di servizi tra le PA e tra PA e privati.
La definizione del Modello di Interoperabilità è coerente con il nuovo European Interoperability Framework (EIF), con l’obiettivo di assicurare anche l’interoperabilità nel contesto Europeo e per l’attuazione del Digital Single Market (Mercato Unico Digitale).

Agid, Monitoraggio sull’esecuzione dei contratti

È stata pubblicata in G.U. n. 34 del 10 febbraio 2021 la Circolare AgID n. 1 del 20 gennaio 2021 riguardante criteri e modalità per il monitoraggio sull’esecuzione dei contratti. La circolare sostituisce quella del 2016 e recepisce anche le modifiche apportate dal Decreto Semplificazioni all’art.14 bis comma 2 lett. h) del Codice dell’Amministrazione Digitale. Le novità di maggior rilievo della Circolare riguardano la semplificazione delle attività per le pubbliche amministrazioni, comprese quelle verso l’Agenzia per l’Italia Digitale. Viene inoltre posta una maggiore enfasi sulle attività di project management, elemento fondamentale per la committenza pubblica nel raggiungimento degli obiettivi di efficacia ed efficienza potendo intervenire ora anche in caso di scostamento dagli obiettivi prefissati. In particolare, gli elementi di novità afferiscono:

  • la modifica delle soglie dei contratti sottoposti al monitoraggio;
  • l’estensione degli adempimenti alle adesioni a contratti quadro, o altre procedure CONSIP con determinate soglie;
  • l’estensione degli adempimenti agli affidamenti a in-house con determinate soglie;
  • un modello di monitoraggio molto più improntato al project management e alla governance dei contratti IT;
  • la richiesta di un solo rapporto annuale rispetto ai due semestrali previsti dalla Circolare precedente;
  • l’analisi a campione da parte dell’Agenzia dei rapporti prodotti dalle Amministrazioni;
  • la richiesta di un solo rapporto finale rispetto ai due previsti dalla Circolare precedente;
  • il recepimento delle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo luglio 2020 n.76. sull’art.14 bis, comma 2, lettera h del Codice Amministrazione Digitale – Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

I contratti da sottoporre a monitoraggio da parte delle Amministrazioni indicate al par. 2.1 sopra riportato sono i seguenti:
a. contratti con un valore, al netto di IVA, superiore a 10 (dieci) milioni di euro, ovvero, in caso di contratti con validità pluriennale, superiore a 2,5 (duevirgolacinque) milioni di euro in media ogni anno. In caso di procedure di gara suddivisi in lotti, si considera il valore totale della procedura indipendentemente dal numero dei lotti e dal loro valore relativo. In tal caso, il monitoraggio si applicherà a ognuno dei contratti scaturenti dalle aggiudicazioni dei vari lotti.
b. contratti derivanti da proroghe o atti aggiuntivi delle tipologie di contratto sopra riportato;
c. contratti che si riferiscano a servizi che interessino la sicurezza dello Stato, la difesa nazionale, l’ordine e la sicurezza pubblica, lo svolgimento di consultazioni elettorali nazionali ed europee, indipendentemente dalle dimensioni economiche sopra indicate;
d. contratti con un rilevante impatto sotto il profilo organizzativo o dei benefici che si prefiggono di conseguire, indipendentemente dalle dimensioni economiche sopra indicate, e che l’Agenzia ritenga necessario sottoporre a monitoraggio; in questo caso, l’Agenzia si riserva di richiedere tutte le informazioni necessarie a stabilire l’eventuale richiesta di monitoraggio del contratto all’Amministrazione.
e. contratti inclusi tra gli obiettivi ed i risultati attesi che le singole Amministrazioni sono invitate a realizzare per contribuire concretamente al Piano Triennale.
f. contratti derivanti da adesioni a contratti quadro, o altre procedure CONSIP, il monitoraggio si applica a tutti i piani dei fabbisogni richiesti dall’Amministrazione, se il valore complessivo di detti piani dei fabbisogni, al netto di IVA, è superiore a 10 (dieci) milioni di euro;
g. contratti derivanti da affidamenti a in-house, il monitoraggio si applica direttamente a tutti gli affidamenti, se il valore complessivo è superiore, al netto di IVA, a 5 (cinque) milioni di euro annui.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

La spesa ICT nella PA italiana 2020: pubblicato il nuovo report dell’Agid

Il report “La spesa ICT nella PA italiana 2020, pubblicato dall’Agid, ha accompagnato la redazione del Piano triennale per l’informatica 2020-2022, raccogliendo e analizzando dati e informazioni su un insieme di amministrazioni pubbliche che complessivamente muovono buona parte della spesa pubblica italiana destinata all’Information and Communication Technologies (ICT), definendo le caratteristiche principali del percorso di digitalizzazione della Pubblica amministrazione italiana.
È stato coinvolto un panel di 73 Enti: 24 amministrazioni centrali (Ministeri e Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzie fiscali, Corte dei Conti, Istituto Nazionale di Statistica, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Inps, Inail, Aci), 21 amministrazioni regionali e Province autonome, 14 Città Metropolitane con i rispettivi Comuni capoluogo.
La spesa ICT stimata per il 2020 per la Pubblica amministrazione italiana – sulla base di una proiezione che poggia sui dati emersi dall’analisi del panel – è di circa 6,2 miliardi di euro, riferibili complessivamente a tutte le tipologie di amministrazioni (inclusi quindi il settore Sanità ed Education, che non sono stati specificatamente indagati nella rilevazione).
Nel 2019 la spesa ICT per il complesso della Pubblica amministrazioni ammontava a 5.960 milioni di euro, segnando una ripresa generalizzata di tutti i comparti grazie ad una crescita del 6,6% rispetto al triennio precedente 2016-2018. Nel 2020 la spesa ICT stimata raggiunge quota 6.216 milioni di euro con una crescita del 4,3% rispetto all’anno precedente.
L’andamento della spesa per il panel di amministrazioni di riferimento presenta una crescita del 7% annuo tra il 2017 e il 2020, passando da un totale di circa 2,2 miliardi di euro a quasi 2,7 miliardi di euro anche se, come illustrato nel report, il trend non si mostra uniforme tra i comparti delle amministrazioni centrali e locali.
Tutti i comparti evidenziano una netta prevalenza della spesa operativa rispetto a quella in conto capitale, concentrata soprattutto sulla quota destinata alla manutenzione e ai presidi hardware e software, che si conferma la più consistente per tutto il periodo di riferimento. Il ricorso ai canali di acquisto centralizzati, generalmente crescente, risulta oramai consolidato soprattutto nelle amministrazioni centrali.
La nuova edizione del report dedica ampio spazio ad informazioni qualitative e quantitative relative ad aspetti considerati cardine per la riuscita dei processi di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche: tipologia e modalità di erogazione dei servizi offerti a cittadini e imprese, gestione dei dati e degli open data, livello di utilizzo e di spesa dei servizi in cloud, livello di implementazione e di spesa della cybersecurity.
L’analisi di ben 629 progetti ICT realizzati da amministrazioni centrali e locali mostra come gli investimenti per le Infrastrutture e le Piattaforme rappresentino i principali ambiti in termini di spesa, rispettivamente con il 41% e il 33%. Segue la spesa destinata alla realizzazione di Servizi digitali, pari al 19%.
Ulteriore aspetto innovativo e originale è la costruzione – in via sperimentale – di un indice di digitalizzazione (Digital Innovation Path Index), che ha l’obiettivo di valutare, come sintesi delle risposte fornite nella survey, il grado di Digital Readiness, ovvero di “preparazione” al digitale delle Pubbliche amministrazioni che hanno partecipato alla rilevazione e, conseguentemente, il loro avanzamento lungo il percorso di innovazione digitale.
Ne risulta che, pur permanendo criticità nell’ambito della cybersecurity e nell’adozione del cloud computing, l’innovazione digitale appare essere un cammino intrapreso da tutte le amministrazioni, interessando soprattutto la trasformazione dei servizi offerti all’utenza privata e aziendale (fonte Agid).

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Dichiarazione di accessibilità, il monitoraggio dell’AGID

AgID ha svolto un’analisi su numero e tipologia di amministrazioni che hanno provveduto a pubblicare le dichiarazioni di accessibilità dei propri siti web
Il tema dell’accessibilità degli strumenti informatici è di grande rilevanza, come da ultimo richiamato anche dalla Legge 120/2020 recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale (Decreto Semplificazioni) all’art.29.
Le Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici indicano alle PA di pubblicare la dichiarazione del livello di accessibilità dei propri siti web e app. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha effettuato un primo monitoraggio relativo al numero e alla tipologia di amministrazioni che hanno provveduto a pubblicare le dichiarazioni di accessibilità riguardanti i siti web.
A fine 2020, 8.586 amministrazioni hanno pubblicato 9.931 dichiarazioni di accessibilità, relative sia ai siti istituzionali che a quelli tematici (servizi, progetti, iniziative).
Entro il 23 settembre 2021 tutte le amministrazioni dovranno pubblicare le dichiarazioni per tutti i propri siti web e app. Dall’analisi dei dati trasmessi, le PA hanno dichiarato quanto segue:
– il 59% delle dichiarazioni indica il sito come “parzialmente conforme”;
– il 36% delle dichiarazioni indica il sito come “conforme”;
– il 5% delle dichiarazioni indica il sito “non conforme”.
Lombardia, Veneto, Campania ed Emilia Romagna hanno pubblicato il maggior numero di dichiarazioni di accessibilità. Quasi tutte le scuole hanno pubblicato le dichiarazioni; fra i ministeri un quinto ha provveduto.
AgID ha appositamente sviluppato un’applicazione on line per consentire alle PA di pubblicare le dichiarazioni secondo il modello definito dalla Commissione europea.

Guida alla compilazione della dichiarazione di accessibilità

Sicurezza informatica: AgID avvia indagine presso le amministrazioni

Al via la survey sul livello di Cyber Security Awareness nella PA. L’iniziativa di AgID, contenuta nel Piano triennale per l’informatica nelle PA 2020-2022, nasce per incrementare la consapevolezza dei rischi cyber nella Pubblica amministrazione.
I servizi digitali erogati dalla PA sono cruciali per il funzionamento del sistema Paese. La minaccia cibernetica cresce continuamente, in quantità e qualità, ed è determinata anche dall’evoluzione delle tecniche di ingegneria sociale volte a ingannare gli utenti finali dei servizi digitali pubblici.
Per poter programmare e calibrare le opportune azioni di supporto e sostegno alla sicurezza preventiva, è necessario disporre di una baseline per rilevare il livello medio di conoscenza e consapevolezza relativo alla tematica.
Per questo motivo AgID, nell’ambito del Piano Triennale per l’informatica nella PA 2020-2022, ha avviato una survey sul livello di Cyber Security Awareness nella PA che coinvolgerà i Responsabili della Transizione al Digitale (RTD), i quali riceveranno apposito invito via e-mail per partecipare all’indagine.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Obbligo della Dichiarazione di Accessibilità per siti web entro il 23 settembre 2020

Le “Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici” pubblicate dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) indicano il 23 settembre 2020 come data entro la quale deve essere redatta la Dichiarazione di Accessibilità per ciascun sito web, secondo quanto richiesto dalle normative nazionali e europee.
Questo vale per i “soggetti erogatori” definiti nella Legge 4/2004, che comprendono tutto il settore pubblico e tutte le aziende private che siano concessionarie o appaltatrici di servizi pubblici, che siano a prevalente partecipazione di capitale pubblico, che usufruiscano di agevolazioni o contributi pubblici.
La Dichiarazione di accessibilità è lo strumento attraverso il quale le Amministrazioni rendono pubblico lo stato di accessibilità di ogni sito web e applicazione mobile di cui sono titolari.
La dichiarazione viene redatta e pubblicata utilizzando l’applicazione online https://form.agid.gov.it, realizzata da AGID nel rispetto del modello stabilito dalla Direttiva UE 2016/2102 (Allegato 1 delle Linee Guida). L’applicazione si compone di due macro-sezioni.
La prima sezione presenta i contenuti in ottemperanza alla Decisione di esecuzione UE 2018/1523:

  • Stato di conformità
  • Dichiarazione di contenuti, sezioni e funzioni non accessibili, in caso di non conformità parziale o totale
  • Indicazione del Meccanismo di feedback e recapiti dell’amministrazione
  • Procedura di attuazione (Difensore Civico Digitale)

La seconda sezione invece è composta da:

  • Informazioni sul sito / applicazione mobile
  • Informazioni sull’amministrazione

Le attività propedeutiche alla pubblicazione della Dichiarazione di accessibilità sono:

  1. Effettuare le Verifiche di Accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili, attuando le metodologie, i criteri di valutazione e le verifiche tecniche di conformità ai requisiti di accessibilità, ai sensi della Direttiva UE 2016/2102, al fine di valutarne lo Stato di Conformità ai requisiti tecnici di accessibilità. AGID, per agevolare il lavoro delle PA, mette a disposizione delle Amministrazioni uno strumento “Modello di Autovalutazione di accessibilità (PDF)” (Allegato 2 delle Linee Guida) utile per determinare lo Stato di Conformità del sito web e/o applicazione mobile, il cui esito può essere: Conforme, Parzialmente Conforme o Non Conforme.
  2. Dotarsi e rendere disponibile un “Meccanismo di feedback, che la PA dovrà indicare all’interno della Dichiarazione, per consentire agli utenti di segnalare eventuali casi di inaccessibilità
  3. Identificare l’Amministrazione, accedendo all’applicazione online https://form.agid.gov.it
  4. Richiedere – con il primo accesso – le credenziali che verranno inviate all’indirizzo e-mail del RTD
  5. Compilare la Dichiarazione di Accessibilità su https://form.agid.gov.it; la conformità al modello di Dichiarazione di Accessibilità è garantita dalla sola compilazione del modello online fornito da AGID.
  6. Pubblicare la Dichiarazione di Accessibilità su https://form.agid.gov.it

La PA riceve una e-mail con il link alla Dichiarazione pubblicata, da esporre nel footer, per i siti web e nell’apposita sezione dello store relativamente alle app mobili.

La prima Dichiarazione di accessibilità per i siti web dovrà essere pubblicata dalle Amministrazioni a decorrere dal 23 settembre 2020, mentre per le applicazioni mobili, dal 23 giugno 2021. Entro il 23 settembre di ogni anno il soggetto erogatore riesamina e valida l’esattezza delle affermazioni contenute nella dichiarazione di accessibilità, avvalendosi esclusivamente dell’applicazione online https://form.agid.gov.it.
Pertanto, la validità di ogni dichiarazione ricopre un periodo temporale che va dal 24 settembre al 23 settembre dell’anno successivo.
La mancata pubblicazione della “dichiarazione” determina un inadempimento normativo, con la responsabilità prevista dall’art. 9 della Legge n. 4/2004.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION