La legge di bilancio 2026 interviene sulla contabilizzazione del concorso alla finanza pubblica delle Province e delle Città metropolitane, introducendo specifiche modalità operative finalizzate a garantire maggiore trasparenza e coerenza nella rappresentazione delle poste di bilancio.
L’articolo 1, comma 834, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, stabilisce infatti che gli enti interessati debbano applicare il principio contabile generale dell’integrità nella registrazione dei contributi attribuiti ai sensi dei commi 783 e 784 dell’articolo 1 della legge n. 178 del 2020 e delle somme connesse al concorso alla finanza pubblica previsto dalla normativa vigente.
La disposizione impone di accertare integralmente in entrata i contributi spettanti e, contestualmente, di impegnare in spesa gli importi relativi al concorso alla finanza pubblica e agli eventuali valori negativi dei contributi attribuiti. Per la quota corrispondente ai contributi accertati, gli enti dovranno inoltre procedere all’emissione di mandati versati in quietanza di entrata, assicurando così una corretta rappresentazione contabile delle operazioni.
A supporto dell’applicazione della nuova disciplina, il Ministero dell’interno ha reso disponibili gli appositi prospetti contenenti gli importi da iscrivere nei documenti di bilancio. In particolare, nella parte entrata dovrà essere accertato l’importo indicato nella colonna contrassegnata con la lettera “A”, comprensivo dei contributi attribuiti e delle eventuali risorse aggiuntive confluite nei fondi perequativi. Nella parte spesa, invece, dovrà essere impegnato l’importo riportato nell’ultima colonna contrassegnata con la lettera “B”, che rappresenta il concorso residuale netto alla finanza pubblica e gli eventuali valori negativi dei contributi riconosciuti. Il concorso residuale netto alla finanza pubblica dovrà essere versato entro il 31 maggio di ciascun anno al seguente IBAN IT73U0100003245BE00000002EA.
La finalità dell’intervento normativo è quella di superare modalità di contabilizzazione che potevano determinare una rappresentazione parziale dei flussi finanziari, rafforzando la leggibilità dei documenti contabili e la confrontabilità dei dati tra enti.






