Contributo per gli anni dal 2016 al 2022 per il sostegno dei risarcimenti dovuti per calamità naturali

Con comunicato del 25 novembre la Direzione centrale della Finanza Locale informa che i comuni possono richiedere, per gli anni dal 2016 al 2022, un contributo a sostegno delle relative spese non ancora sostenute, a fronte di sentenze di risarcimento conseguenti a calamità naturali o cedimenti strutturali o ad accordi transattivi ad esse collegate, verificatesi entro il 25 giugno 2016, sulla base di quanto previsto dall’articolo 4 del decreto legge del 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, modificato dal decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e dal decreto legge 14 dicembre 2018 n. 135, coordinato con la legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12, ed infine modificato dall’articolo 1, comma 877, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.
Con decreto del Ministero dell’interno del 24 novembre 2020, è stata approvata la certificazione:

  • per la richiesta per l’anno 2020, di un contributo erariale per le spese non ancora sostenute a seguito di sentenze di risarcimento, esecutive dal 21 dicembre 2019 (giorno successivo alla scadenza dell’ultimo certificato trasmesso) al 21 dicembre 2020 (data ultima di presentazione della richiesta per l’anno 2020), conseguenti a calamità naturali o cedimenti strutturali, o ad accordi transattivi ad esse collegate verificatesi entro il 25 giugno 2016. Tale richiesta può essere formulata solo qualora l’importo complessivo delle spese in esame è superiore al 50 per cento della spesa corrente media annua, in termini di competenza, come risultante dalla media degli ultimi tre rendiconti approvati (qualora, ad esempio, il comune non abbia ancora approvato il consuntivo dell’anno 2019, dovrà prendere in considerazione il 50 per cento delle spese correnti risultanti dagli ultimi tre rendiconti approvati);
  • per confermare o correggere il dato comunicato nella certificazione trasmessa negli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, al fine di poter partecipare, nei limiti del fondo normativamente stanziato nell’anno 2020, al riparto del contributo erariale, per la quota non assegnata negli anni pregressi, per insufficienza dei fondi stanziati nei medesi anni. In particolare, il comune dovrà, correggere in diminuzione il dato già comunicato nelle richiamate certificazioni prodotte negli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 solo qualora la spesa complessiva a carico del bilancio del comune si è ridotta a seguito dell’intervento di contributi diversi da quelli già erogati a tale titolo dal Ministero dell’Interno. Diversamente, qualora non vi siano state le richiamate variazioni di bilancio, dovrà procedere alla conferma del dato precedentemente certificato che viene già riportato nel modello.

Pertanto, i comuni sono legittimati a trasmettere – telematicamente – il modello, a firma digitale del responsabile finanziario e del segretario comunale,

  • se abbiano già trasmesso analogo certificato negli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, se la spesa ivi riportata si è ridotta in conseguenza dell’intervento di contributi diversi da quelli già erogati a tale titolo dal Ministero dell’Interno;
  • se hanno spese non ancora sostenute a seguito di sentenze di risarcimento, esecutive dal 21 dicembre 2019 al 21 dicembre 2020, derivanti da calamità naturali o cedimenti strutturali, o da accordi transattivi ad esse collegate, verificatesi entro il 25 giugno 2016.
    La trasmissione della certificazione non è obbligatoria per i comuni non interessati e, pertanto, se negativa, non deve essere trasmessa.

La richiesta da parte dei comuni deve essere formulata al Ministero dell’interno-Direzione Centrale della Finanza Locale, esclusivamente con modalità telematica, tramite il Sistema Certificazioni Enti Locali (AREA CERTIFICATI TBEL, altri certificati), accessibile dal sito internet della stessa Direzione, alla pagina https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/area-certificati entro le ore 24:00 del 21 dicembre 2020, a pena di decadenza.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

 

Anac, inserimento attività smaltimento in discarica nell’ambito di appalto lavori

Con la delibera n. 962 de 11 novembre 2020 l’Autorità ha approvato l’atto di segnalazione n.9/2020 concernete la disciplina degli oneri di conferimento in discarica nell’ambito di un appalto di lavori e la disciplina dei sistemi telematici di affidamento dei contratti di forniture e servizi.
Più precisamente l’Autorità ha segnalato, con riferimento alla prima questione trattata, l’opportunità di inserire le attività di smaltimento in discarica nell’ambito delle lavorazioni oggetto dell’appalto, unitamente alle attività di trasporto dei rifiuti medesimi, contrariamente a quanto previsto nella bozza di Regolamento unico di cui all’articolo 216, comma 27-octies del Codice dei contratti pubblici; con riferimento alla seconda tematica trattata, l’opportunità di coordinare le disposizioni del predetto Regolamento con le previsioni della normativa di rango primario e segnatamente con gli articoli 29, 44, 80 e 213 del decreto legislativo n. 50/2016.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Fondo per la valorizzazione promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale

È stato pubblicato in G.U. n. 292 del 24 novembre 2020 il DPCM del 21 settembre 2020 recante “Modalità di erogazione del Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale”.
Il provvedimento dispone i criteri e le modalità per la ripartizione del Fondo che riguarda i comuni confinanti con le regioni Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia, elencati nell’allegato 1, e costituiscono rispettivamente la macroarea Valle d’Aosta e la macroarea Friuli-Venezia Giulia. SI rammenta che i comuni confinanti con la regione Trentino-Alto Adige, beneficiano del diverso “Fondo dei comuni confinanti” previsto dalla legge n. 191 del 2009, articolo 2, commi 117 e 117-bis.
Il Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano è stato istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’articolo 6, comma 7, del decreto-legge n. 81 del 2007 (c.d. “Fondo Letta”), successivamente modificato dall’articolo 35 del decreto-legge n. 159 del 2007 e dall’articolo 2, comma 45, della legge n. 203 del 2008 (finanziaria 2009).
L’articolo 3 stabilisce i criteri per la ripartizione del Fondo, prevedendo che essa è effettuata, sulla base della popolazione e della superficie dei comuni, nella misura del 42,5 per cento per la macroarea Valle d’Aosta (20 comuni del Piemonte) e del 57,5 per la macroarea Friuli-Venezia Giulia (27 comuni del Veneto). La definizione delle somme destinate a ciascuna macroarea sarà effettuata con provvedimento del Capo del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, sulla base degli importi disponibili.
L’articolo 4 individua gli ambiti di intervento finanziabili attraverso il Fondo. Rispetto al precedente D.P.C.M. si segnala la distinzione degli ambiti in “interventi infrastrutturali” e in “servizi”. Nel primo ambito costituiscono delle novità le “ristrutturazioni e ricostruzioni edilizie (di edifici pubblici)” e la “realizzazione di piste ciclabili, sentieri e parchi giochi”. È specificato, inoltre, che tutti gli interventi, anche quelli finalizzati alla realizzazione ed implementazione di servizi, devono prevedere la destinazione di almeno il 50 per cento del finanziamento alla realizzazione di infrastrutture. L’articolo 5 inserisce un limite massimo di finanziamento ammissibile per ciascun intervento, al fine di garantire l’accesso al contributo di tutti i comuni per ciascuna macroarea, pari al rapporto tra le risorse disponibili e il numero complessivo dei comuni compreso nell’allegato 1. Al fine di non penalizzare i comuni che hanno portato a compimento il percorso della fusione o dell’incorporazione in un altro comune è previsto che ad essi spetti un importo proporzionale al numero dei comuni di confine in essi confluiti. il finanziamento comprende sia la fase della progettazione sia quella della realizzazione degli interventi infrastrutturali e dei servizi.
Per quanto riguarda il monitoraggio e la revoca degli interventi, si prevede che la valutazione della conformità, rispetto al progetto presentato, degli interventi finanziati e la verifica della realizzazione degli obiettivi dello stesso, sia svolta dalle regioni competenti in raccordo con il Dipartimento per gli affari regionali.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Imposta di soggiorno e locazioni brevi: Criteri e termini di fornitura dei dati

Con decreto interministeriale 11 novembre 2020 del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell’Interno, sono stati individuati i criteri, i termini e le modalità per la fornitura da parte del Ministero dell’interno dei dati risultanti dalle comunicazioni dei gestori di strutture ricettive e dei proprietari o gestori di case e appartamenti, di cui all’articolo 109, comma 3, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, all’articolo 19-bis, comma 1, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132 e all’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
I dati saranno resi disponibili dal Ministero dell’interno, in forma anonima e aggregata per Struttura all’Agenzia delle entrate, che li renderà disponibili ai comuni che abbiano istituito l’imposta di soggiorno, o il contributo di soggiorno previsto per Roma Capitale, con cadenza semestrale, entro il 31 luglio dello stesso anno ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo sul Portale SIATELV2-Puntofisco, i dati relativi alle Strutture che sono ubicate nel proprio territorio. Entro il 31 gennaio di ogni anno, il Dipartimento delle finanze renderà disponibile all’Agenzia delle entrate l’elenco dei Comuni che hanno istituito l’imposta di soggiorno e il contributo, elaborato sulla base degli atti pubblicati sul sito internet www.finanze.gov.it, entro il 31 dicembre dell’anno precedente, unitamente alle informazioni in merito alla data di pubblicazione sul sito internet www.finanze.gov.it e di conseguente acquisizione di efficacia dell’atto. Per i Comuni non ricompresi nell’elenco, reso disponibile alla data del 31 gennaio, i dati concernenti l’annualità in cui l’imposta è stata istituita saranno resi disponibili dall’Agenzia delle entrate entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di istituzione dell’imposta.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

DL Ristori, Anci condiziona parere all’accoglimento degli emendamenti presentati al Senato

Assunzioni in deroga del personale di polizia locale per gestire l’emergenza Covid, estensione anche al 2021 della possibilità di utilizzare risorse emergenziali straordinarie, rinvio del temine di approvazione del bilancio consolidato e proroga dei contratti di riscossione. Questi i punti su cui Anci ha condizionato il proprio parere al decreto Ristori, discusso nel corso della Conferenza Unificata riunita in video conferenza. “Si tratta di emendamenti – ha detto il vicepresidente vicario Roberto Pella – inviati nei giorni scorsi al Senato e che riteniamo prioritari per permettere ai Comuni di affrontare in maniera adeguata l’emergenza Coronavirus. Chiediamo inoltre – ha aggiunto Pella – una ulteriore riduzione della Tari per il 2020 per poter andare incontro alle categorie particolarmente colpite dalle conseguenze della pandemia”.
Nella seduta Anci ha dato la propria intesa anche allo schema di decreto legislativo del ministero del Lavoro sul riparto delle risorse 2020 del fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Il decreto prevede il riparto di 587 milioni di euro (562 per gli ambiti territoriali) incrementato rispetto ai precedenti 322 milioni stanziati nel 2019. I 562 milioni saranno girati direttamente agli ambiti per il rafforzamento dei servizi sociali. Altri 20 milioni andranno per servizi verso persone in povertà estrema e cinque saranno destinati ad interventi sperimentali per neo maggiorenni in uscita dalle case famiglia.
Sempre nella riunione, l’Unificata ha discusso le condizioni per il rinvio dei beneficiari del reddito di cittadinanza dai centri per l’impiego ai servizi sociali dei Comuni, come richiesto da Anci. L’associazione ha raccomandato che si provveda, attraverso la Legge di bilancio, alla rimozione di impedimenti e vincoli burocratici alla spesa, che limitano l’intervento dei servizi sociali comunali a sostegno dei cittadini più fragili, soprattutto in virtù dell’attuale fase critica dovuta all’emergenza Coronavirus (Fonte ANCI).