Inquadramento retributivo e contributivo del Presidente del collegio dei revisori

In materia di inquadramento retributivo e contributivo del Presidente del collegio dei revisori, sull’ente locale non possono gravare oneri superiori a quelli stabiliti con il decreto interministeriale del 21 dicembre 2018, a prescindere dallo status dichiarato. È questa la risposta fornita dal Ministero dell’Interno, in riscontro ad una richiesta di parere di un Presidente del collegio dei revisori, dipendente pubblico, di godere dell’inquadramento retributivo e del versamento retributivo in analogia alla status di Presidente della provincia. Nella richiesta il Presidente ha sostenuto che nella fattispecie che lo riguarda, “non essendo possibile cumulare i due impieghi di docente e di presidente del collegio dei revisori, l’istituto scolastico di appartenenza ha dovuto porre il docente in “aspettativa non retribuita per mandato amministrativo” e, di conseguenza l’amministrazione provinciale deve provvedere, ai fini del mantenimento del ruolo di docente e dell’anzianità contributiva, al versamento dei contributi previdenziali nella gestione Inps, oltre alla corresponsione del compenso con il prospetto retributivo comprensivo delle trattenute fiscali, previdenziali ed assistenziali”.

Il Ministero ha evidenziato che lo svolgimento dell’incarico di revisore è un incarico lavorativo che un soggetto autonomamente decide di accettare nei limiti del proprio ruolo istituzionale eventualmente ricoperto e delle norme contrattuali e regolamentari che disciplinano la propria attività. In ogni caso, in funzione dello status dichiarato dal revisore, sull’ente locale non possono comunque gravare oneri superiori a quelli stabiliti con il decreto interministeriale del 21 dicembre 2018.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION