Con la delibera n. 115 del 1° aprile 2026, il Consiglio dell’Autorità ha ribadito l’incompatibilità tra la carica di presidente di una finanziaria regionale, ente di diritto privato sottoposto a controllo pubblico, e quella di componente del consiglio di un’Unione di Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, qualora entrambe insistano sul medesimo territorio regionale.
Il caso, emerso nell’ambito dell’attività di vigilanza istituzionale, riguarda una regione del Centro-Sud Italia e trae origine dalla posizione di un amministratore che, già presidente della società finanziaria regionale con deleghe gestionali dirette, aveva assunto anche la carica di consigliere dell’Unione dei Comuni in qualità di sindaco.
Secondo l’Autorità, tale cumulo integra una violazione dell’articolo 13, comma 2, lettera b), del Decreto legislativo 39/2013, norma che disciplina le incompatibilità tra incarichi amministrativi e cariche politiche locali quando sussistono potenziali interferenze tra funzioni e interessi.
L’avvio del procedimento da parte di ANAC ha prodotto effetti immediati: il diretto interessato ha infatti rassegnato le dimissioni dalla carica ricoperta presso l’Unione dei Comuni, determinando il venir meno della situazione di incompatibilità. L’ente ha successivamente preso atto della rinuncia con propria deliberazione. Nel provvedimento, l’Autorità richiama con chiarezza la ratio della disciplina introdotta dal d.lgs. 39/2013, sottolineando come essa sia finalizzata a preservare l’indipendenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa rispetto a possibili condizionamenti derivanti da interessi politici o gestionali. Viene inoltre ribadita la distinzione tra incompatibilità e inconferibilità: le prime possono emergere anche nel corso del mandato e richiedono una scelta da parte dell’interessato, senza incidere sulla legittimità delle cariche politiche eventualmente ricoperte.
Il caso si inserisce in un filone di attenzione crescente da parte dell’Autorità verso le aree di sovrapposizione tra governance societaria pubblica e rappresentanza politica territoriale, ambito nel quale il rischio di conflitti di interesse resta particolarmente elevato. L’intervento conferma il ruolo di ANAC come presidio attivo non solo sul piano sanzionatorio, ma anche su quello interpretativo e preventivo, a tutela della trasparenza e del buon andamento della pubblica amministrazione.

