IFEL ha pubblicato una Nota di commento sui principali orientamenti sulle condizioni e modalità di esclusione dal prelievo dei rifiuti prodotti dalle attività agricole. La normativa sulla natura e classificazione dei rifiuti, il Testo Unico Ambientale (d.lgs 152/2006 e s.m.i.), ha delineato con chiarezza la natura di rifiuto speciale per i rifiuti prodotti dalle attività agricole.
La nota evidenzia come la giurisprudenza della Corte di cassazione abbia ormai consolidato un principio di diritto particolarmente rigoroso in materia di esclusione dalla TARI delle superfici produttive di rifiuti speciali; l’esclusione dal prelievo non consegue automaticamente alla natura dell’attività esercitata, ma presuppone un preciso onere probatorio a carico del contribuente, da assolvere mediante la presentazione della dichiarazione TARI originaria o di variazione, con l’indicazione puntuale delle superfici nelle quali si producono in via continuativa e prevalente rifiuti speciali e con la dimostrazione dell’avvenuto smaltimento tramite soggetti autorizzati.
La dichiarazione non costituisce un mero adempimento formale, ma rappresenti una condizione sostanziale indispensabile per consentire al Comune di effettuare le necessarie verifiche sui presupposti dell’esenzione. In tale prospettiva, assume rilievo anche il principio dell’autonomia dei periodi d’imposta, che rende necessario un costante aggiornamento della prova relativa allo smaltimento dei rifiuti speciali, pur in presenza della valenza ultrattiva della dichiarazione TARI prevista dalla legge n. 147/2013.
La nota affronta, inoltre, il tema particolarmente delicato delle attività agricole “connesse”, evidenziando le persistenti incertezze interpretative derivanti dalla mancata definizione legislativa del rapporto tra rifiuti urbani e rifiuti prodotti da agriturismi, attività amministrative e ulteriori attività accessorie all’esercizio agricolo. IFEL rileva che un’interpretazione estensiva dell’esclusione dal prelievo rischierebbe di sottrarre integralmente tali attività al servizio pubblico di raccolta, nonostante la concreta produzione di rifiuti urbani del tutto assimilabili a quelli derivanti da attività alberghiere o di ristorazione.






