È stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 19 novembre 2025, corredato dell’allegato A “Nota metodologica” e allegato B “Piano di riparto” recante: “Criteri e modalità di riparto, per l’anno 2025, del fondo con dotazione di 100 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027, istituito al fine di contribuire alle spese sostenute dai comuni per l’assistenza ai minori per i quali sia stato disposto l’allontanamento dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria”, di cui all’articolo 1, commi da 759 a 765, della legge 30 dicembre 2024, n. 207.
La legge 30 dicembre 2024, n. 207 istituisce, presso il Ministero dell’interno, un fondo di 100 milioni di euro annui per il triennio 2025-2027, destinato a sostenere i comuni nelle spese per l’assistenza ai minori allontanati dalla famiglia su provvedimento dell’autorità giudiziaria. Le risorse sono attribuite ai comuni in cui il rapporto tra tali spese sociali e il fabbisogno standard monetario della funzione sociale supera il 3%. Sono esclusi i comuni del Friuli-Venezia Giulia, nonché quelli della Sicilia e della Sardegna, per specificità legate al calcolo dei fabbisogni standard.
I comuni hanno comunicato le spese tramite dichiarazione telematica secondo le modalità definite dal decreto ministeriale del 16 aprile 2025: hanno aderito 2.615 enti, per una spesa complessiva dichiarata pari a 459,8 milioni di euro. Il Ministero ha applicato criteri di normalizzazione per correggere anomalie, introducendo un tetto al costo giornaliero, eliminando richieste duplicate e verificando la coerenza con i dati di bilancio. Tali controlli hanno ridotto la spesa riconosciuta a 454,2 milioni di euro ed escluso 244 comuni che non superavano la soglia del 3%.
Ai fini del riparto, la normativa impone di considerare sia l’incidenza della spesa sui fabbisogni standard sia le esigenze dei comuni di piccola dimensione. La spesa è stata quindi depurata della quota minima già coperta dai fabbisogni (3 punti percentuali), ottenendo una spesa netta di 344,9 milioni di euro, normalizzata rispetto all’incidenza mediana. Applicando il limite delle risorse disponibili, il procedimento genera un importo teorico di 143,2 milioni di euro, successivamente riparametrato al plafond effettivo di 100 milioni di euro annui.






