Medie opere: assegnazione risorse per le annualità 2026-2027-2028

Con decreto ministeriale del 1° aprile 2026, sono state assegnate le risorse di cui articolo 1, comma 139 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n.145 (cd. medie opere) per le annualità 2026-2027-2028. Le istanze trasmesse dai comuni secondo le modalità di cui al decreto del Ministero dell’Interno del 14 luglio 2025 ai fini dell’assegnazione del contributo per l’annualità 2026-2027-2028 sono riportate nell’Allegato 1, mentre i comuni beneficiari delle risorse ai sensi dell’articolo 1, comma 139 della legge 145 del 2018, per un importo complessivamente pari ad euro 1.384.417.191,06 sono individuati nell’Allegato 2

L’ente beneficiario del contributo di cui al comma 139 è tenuto ad aggiudicare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro i termini di seguito indicati, decorrenti dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto di assegnazione:
a. per le opere con costo fino a 100.000 euro l’aggiudicazione dei lavori deve avvenire entro nove mesi;
b. per le opere il cui costo è compreso tra 100.001 euro e 750.000 euro l’aggiudicazione dei lavori deve avvenire entro tredici mesi;
c. per le opere il cui costo è compreso tra 750.001 euro e 2.500.000 euro l’aggiudicazione dei lavori deve avvenire entro diciotto mesi;
d. per le opere il cui costo è compreso tra 2.500.001 euro e 5.000.000 di euro l’aggiudicazione dei lavori deve avvenire entro ventitré mesi.

Il monitoraggio e la rendicontazione delle opere finanziate sono effettuati attraverso il sistema Regis. I comuni,
in qualità di soggetti attuatori, assicurano l’alimentazione tempestiva del sistema di monitoraggio per la rilevazione puntuale dei dati di avanzamento dei lavori relativi agli interventi finanziati, con particolare riferimento agli elementi anagrafici e identificativi dell’operazione, alla localizzazione, ai soggetti correlati all’operazione, alle informazioni inerenti le procedure di affidamento dei lavori, ai costi previsionali e alle relative voci di spesa, nonché all’avanzamento fisico, procedurale e finanziario.

I risparmi derivanti da eventuali ribassi d’asta sono vincolati fino al collaudo ovvero alla regolare esecuzione, alla conclusione dell’opera, eventuali economie di progetto non restano nella disponibilità dell’ente e sono versate ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato.

Il Ministero dell’interno provvede all’erogazione dei contributi assegnati con il presente decreto agli enti beneficiari nella misura pari:
a. al 20% a titolo di acconto previa verifica dell’affidamento dei lavori coincidente con la data di pubblicazione del bando ovvero con la lettera di invito in caso di procedura negoziata ovvero con l’affidamento diretto;
b. al 10% previa verifica dell’avvenuta aggiudicazione dei lavori entro i termini previsti dall’articolo 1, comma 143, della legge n. 145 del 2018;
c. al 60% sulla base dei giustificativi di spesa attestanti gli stati di avanzamento dei lavori;
d. al restante 10% previa trasmissione al Ministero dell’interno del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori ai sensi dell’articolo 116 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 30 marzo 2023, n. 36.

Con comunicato dell’8 maggio 2026, il Ministero dell’interno ha fornito precisazioni in merito alla graduatoria degli enti beneficiari del contributo in oggetto contenuta nell’Allegato 2 al decreto di assegnazione.

Riguardo l’allegato 2 in via preliminare il Ministero chiarisce quanto segue:
– l’importo indicato nella colonna “Richiesta Contributo” corrisponde all’importo richiesto dall’ente in sede di istanza e ammesso a finanziamento;
– l’importo indicato nella colonna “Quota finanziata”, ove presente, corrisponde alla eventuale quota di risorse aggiuntive dell’Ente (a copertura del costo complessivo dell’opera);
– l’importo indicato nella colonna “Costo Complessivo” corrisponde al costo complessivo del progetto candidato a finanziamento (richiesta contributo + eventuale quota finanziata), come indicato dall’ente in sede di istanza.

Rispetto ai criteri di elaborazione della graduatoria viene precisato quanto segue: tenuto conto che l’entità delle istanze pervenute (pari ad € 7.113.390.658,33) ha superato l’ammontare delle risorse disponibili (pari ad € 1.385.444.646,44) la graduatoria è stata predisposta secondo i criteri indicati nell’art. 1, comma 141, della L. 145/2018, laddove è previsto che “L’ammontare del contributo attribuito a ciascun ente è determinato, entro il 15 novembre dell’esercizio precedente all’anno di riferimento del contributo, con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora l’entità delle richieste pervenute superi l’ammontare delle risorse disponibili, l’attribuzione è effettuata a favore degli enti che presentano la minore incidenza del risultato di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118, risultanti dai rendiconti della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento, assicurando comunque ai comuni con risultato di amministrazione, al netto della quota accantonata, negativo, un ammontare non superiore alla metà delle risorse disponibili.”

Nello specifico, in applicazione della citata norma, sono stati finanziati con il 50% delle risorse disponibili i comuni ricompresi tra la posizione n. 1 e la posizione n.683 che presentano un risultato di amministrazione negativo (segno grafico “–“) relativo al rendiconto indicato nella colonna “anno rendiconto”.

La residua quota del 50% delle risorse disponibili ha finanziato invece gli Enti con risultato di amministrazione “positivo” ricompresi tra la posizione 684 e la 1475 sulla base della “minore incidenza del risultato di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n 118, risultanti dai rendiconti della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento”.

Il riparto rispetta il criterio di destinazione del 40 per cento delle risorse allocabili agli enti locali del Mezzogiorno, in ossequio a quanto previsto dall’ultimo periodo del comma 139 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n.145.