Rapporto sui beni immobili: ammonta a 297 miliardi di euro il patrimonio stimato delle PA

Il Dipartimento del Tesoro ha pubblicato il Rapporto sui beni immobili delle amministrazioni pubbliche, elaborato sulla base delle comunicazioni ricevute per l’anno 2018 nell’ambito progetto “Patrimonio della PA”, avviato ai sensi dell’art. 2, comma 222, della legge 191/2009. Sono resi inoltre disponibili, in formato aperto, i dati dichiarati dalle amministrazioni.
Le Amministrazioni che hanno effettuato la comunicazione dei dati sono state 9.074, in aumento rispetto alle 8.674 Amministrazioni rispondenti per il censimento precedente. 
L’incremento è stato determinato dai comuni, per i quali il tasso di risposta si è attestato all’85%, e dalle amministrazioni rientranti nella tipologia residuale Altre Amministrazioni locali.  
Il patrimonio immobiliare censito si è attestato a circa 2,6 milioni di unità immobiliari (1 milione e 150 mila fabbricati e 1 milione e 440 mila terreni), prevalentemente di proprietà delle amministrazioni locali. Dalle analisi emerge inoltre che la gran parte del patrimonio immobiliare censito è utilizzato dalle stesse amministrazioni o dato in uso a privati. In particolare, le unità immobiliari dichiarate come utilizzate costituiscono, nel caso dei fabbricati, circa il 93% delle unità complessivamente comunicate e, in quello dei terreni, il 73%.
Le analisi condotte mostrano che il 90% circa degli indentificativi di catasto ordinario inseriti a sistema dalle amministrazioni per il censimento dei fabbricati (circa 878 mila) corrispondono a unità immobiliari attive in catasto. Il confronto con la rilevazione precedente evidenzia un miglioramento nella validità degli identificativi inseriti a sistema di 10 punti percentuali. Per l’85% (827 mila) è stato possibile effettuare il confronto su dati di consistenza. I risultati non evidenziano, a livello complessivo, differenze significative tra le superfici dichiarate e quelle risultanti in catasto, nonostante la presenza di scarti rilevanti per alcune tipologie immobiliari. Il rapporto contiene inoltre l’aggiornamento della stima del valore dei fabbricati censiti per l’anno 2018, secondo la metodologia messa a punto dal Dipartimento del Tesoro in collaborazione con l’area modelli di previsione e analisi statistiche di Sogei.
 Il modello di analisi, applicato a circa 1,1 milioni di fabbricati, suddivisi in cluster20 omogenei per tipologia immobiliare, e corrispondenti a quasi 370 milioni di metri quadrati di superficie stimata, restituisce un valore patrimoniale complessivo stimato in circa 297 miliardi di euro. Il 74 per cento del valore stimato è riconducibile a immobili di proprietà di amministrazioni locali – la maggior parte ascrivibile ai comuni – e il restante 26 per cento è suddiviso tra amministrazioni centrali (17 per cento), amministrazioni locali NON S13 (6 per cento) ed enti pubblici di previdenza e assistenza sociale (3 per cento). Il 78 per cento del valore totale stimato – circa 231 miliardi di euro – è riconducibile a fabbricati utilizzati direttamente dalle amministrazioni. Il restante 22 per cento è dato in uso, a titolo gratuito o oneroso, a privati (50 miliardi), oppure risulta non utilizzato (13 miliardi) o in ristrutturazione (2,3 miliardi).

Patrimonio della PA, applicativo immobili. In corso lo sviluppo di un nuovo applicativo

Il Dipartimento del Tesoro, con comunicato del 14 ottobre 2020, informa che è stato avviato lo sviluppo di un nuovo applicativo per il censimento dei beni immobili pubblici (ex art. 2, comma 222, della Legge 23 dicembre 2009, n. 191).
A dieci anni dall’avvio del Progetto, la banca dati che raccoglie informazioni su più di due milioni di beni immobili pubblici sarà migrata su una piattaforma tecnologicamente più avanzata. Ciò consentirà di potenziare ulteriormente l’interoperabilità con gli archivi del catasto, già realizzata con successo, di attivare il dialogo con altre banche dati e di poter sviluppare nuove funzionalità e servizi.
Grazie al cambiamento tecnologico cambierà anche la modalità di alimentazione della banca dati. Si passerà dall’attuale logica del censimento annuale, basata sul caricamento, durante il periodo di apertura della rilevazione, dei dati dei beni immobili detenuti al 31 dicembre dell’anno di riferimento, alla logica della “rilevazione continua”, basata sulla possibilità per le Amministrazioni di comunicare in maniera continuativa le variazioni rispetto al patrimonio immobiliare già dichiarato e presente a sistema.
Il nuovo applicativo, inoltre, sarà incentrato sull’univocità delle informazioni del bene immobile, che saranno condivise, in un’ottica di miglioramento della qualità dei dati, tra Amministrazione proprietaria ed eventuali Amministrazioni utilizzatrici.
L’inserimento dei dati potrà essere fatto, come di consueto, per singolo immobile, con una compilazione facilitata da interfaccia grafica, o in modalità massiva, attraverso il caricamento di file.
L’acquisizione dei dati attraverso il nuovo applicativo sarà avviata entro il primo quadrimestre del 2021.