Determinazione del costo globale massimo per le operazioni di mutuo effettuate dagli enti locali

È stato pubblicato in G.U. n. 179 del 17 luglio 2020, il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze concernente la determinazione del costo globale massimo per le operazioni di mutuo effettuate dagli enti locali. ll costo globale annuo massimo applicabile alle operazioni, di cui all’art. 1, regolate a tasso fisso, è determinato nelle seguenti misure, in relazione alla durata delle operazioni medesime:

Nel caso di mutui a tasso fisso, il tale valore è così individuato, in relazione alla durata del mutuo:

  • fino a 10 anni: IRS a 7 anni + 2,25%;
  • fino a 15 anni: IRS a 10 anni + 2,50%;
  • fino a 20 anni: IRS a 12 anni + 2,75%;
  • fino a 25 anni: IRS a 15 anni + 2,80%;
  • oltre 25 anni: IRS a 20 anni + 2,90%.

Nel caso di mutui a tasso variabile, invece, il suddetto valore viene così determinato:

  • fino a 10 anni: Euribor 6 mesi + 2,20%;
  • fino a 15 anni: Euribor 6 mesi + 2,50%;
  • fino a 20 anni: Euribor a 6 mesi + 2,70%;
  • fino a 25 anni: Euribor a 6 mesi + 2,80%;
  • oltre 25 anni: Euribor a 6 mesi + 2,95%.

Il tasso EURIBOR a sei mesi è rilevato due giorni lavorativi antecedenti la data di decorrenza di ciascun periodo di interessi alla pagina EURIBOR 01 del circuito Reuters.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

Indagine sui mutui contratti dagli enti territoriali nel 2019

Il dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale del Bilancio – ha pubblicato l’annuale indagine statistica sull’entità dei mutui contratti dalle Regioni, dalle Province autonome e dagli Enti Locali per il finanziamento degli investimenti pubblici e sul livello della relativa esposizione debitoria. Le informazioni sono state acquisite da un campione di istituti finanziatori residenti in Italia, costituito da 35 istituti di credito e dalla Cassa Depositi e Prestiti.

L’indagine mostra un decremento dello stock delle passività a carico degli enti territoriali relativamente ai mutui: considerando congiuntamente regioni ed enti locali, il debito residuo al 1° gennaio 2020 è pari a 48,9 miliardi di euro a fronte dei 50,0 miliardi registrati al 1° gennaio 2019, con un decremento dello 0,10 per cento del PIL. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari: da 6,9 a 6,5 miliardi.
L’esposizione debitoria dei soli Enti locali al 1° gennaio 2020 si attesta sui 32.822 milioni, rispetto ai 33.988 del 1° gennaio 2019, con una diminuzione del 3,2 per cento. L’importo registrato al 1° gennaio 2020 si riferisce per 32.795 milioni al complesso dei mutui in ammortamento e per i restanti 27 milioni alle anticipazioni di Tesoreria, cui gli Enti locali ricorrono per provvedere a transitorie carenze di liquidità.
I Comuni capoluogo e quelli di piccole dimensioni si confermano le classi sulle quali gravano le maggiori quote di indebitamento; infatti, l’esposizione dei Comuni capoluogo e quella dei Comuni con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti si attestano entrambe a 11.786 milioni, pari al 35,9 per cento della esposizione debitoria complessiva. Con riferimento al livello di indebitamento pro-capite, i dati evidenziano un decremento medio complessivo delle quote pro-capite pari al 3,2 per cento. A tale valore medio concorrono principalmente i Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti, con una diminuzione dell’8,3 per cento.
Relativamente alla distribuzione geografica dei valori del debito residuo pro-capite, al 1° gennaio 2020, i valori più elevati sono presentati dagli Enti locali del Piemonte, della Calabria, della Liguria e dell’Umbria, con quote per abitante rispettivamente pari a 920, 874, 843 e 741 euro. Per contro, le quote di indebitamento più basse si riscontrano per il Trentino Alto Adige, la Puglia, la Sardegna e la Sicilia con valori pari, nell’ordine, a 194, 314, 320 e 322 euro per abitante.
I risultati dell’indagine mostrano nel 2019 un livello di nuove concessioni pari a 1.103 milioni, superiore rispetto ai 790 milioni rilevati nel 2018 (+39,5 per cento), con un aumento del ricorso al credito da parte dei comuni capoluogo. I settori in cui si concentrano maggiormente gli investimenti degli Enti locali sono “Opere varie” (27,2 per cento del totale nel 2019) e “Viabilità e Trasporti” (27,2 per cento).
Sotto il profilo della distribuzione territoriale il Lazio (22,8 per cento), il Piemonte (14,6 per cento) e la Lombardia (14,6 per cento) presentano l’ammontare più elevato di nuove concessioni, seguite dalla Campania (8,3 per cento) e dalla Toscana (6,9 per cento).

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION