Recupero ICI enti non commerciali: nuova versione del modulo di controllo delle dichiarazioni telematiche

Si rafforza il presidio tecnico sulle dichiarazioni telematiche relative al recupero dell’ICI per gli enti non commerciali. A partire dall’8 aprile 2026 è infatti disponibile, all’interno della piattaforma Desktop Telematico, la versione 1.0.2 del modulo di controllo REC25, destinato alle applicazioni Entratel e File Internet, nella sezione dedicata ai controlli delle dichiarazioni varie.

L’aggiornamento interviene su un aspetto puntuale ma rilevante sotto il profilo della correttezza formale dei dati trasmessi. In particolare, come comunicato dal Dipartimento delle finanze, è stato corretto il controllo relativo all’importo delle rate nei casi in cui non risulti dovuto alcun importo per il singolo comune, con riferimento al record di tipo “G” del quadro E. Si tratta di una modifica che incide direttamente sulla validazione dei flussi dichiarativi, evitando potenziali scarti o anomalie derivanti da incongruenze tra dati esposti e obbligazioni tributarie effettive.

Dal punto di vista operativo, l’aggiornamento si inserisce nel quadro dei meccanismi automatizzati di gestione della piattaforma. Qualora il modulo risulti già installato, non è richiesto alcun intervento manuale da parte degli utenti: il sistema provvede infatti all’aggiornamento automatico all’avvio del Desktop Telematico. Resta tuttavia opportuno, in un’ottica di controllo interno e di affidabilità delle procedure, verificare l’avvenuto aggiornamento attraverso le funzionalità disponibili nell’ambiente applicativo.

L’intervento conferma l’attenzione dell’amministrazione finanziaria verso la qualità dei dati e la stabilità dei processi di trasmissione, elementi essenziali in un ambito, come quello delle dichiarazioni telematiche, in cui la correttezza formale rappresenta un prerequisito imprescindibile per la validità degli adempimenti e per l’efficace gestione dei controlli successivi.

Fondo assistenza ai minori: dichiarazione telematica anno 2025 entro il 15 maggio 2026

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile il decreto del Ministero dell’Interno che regola le dichiarazioni 2026 per l’assegnazione ai Comuni del contributo a supporto delle spese derivanti da sentenze di affidamento obbligatorio dei minori.

Il contributo è stato istituito per il triennio 2025-27 con il comma 764 della legge n. 207 del 2024, per un importo di 100 milioni di euro annui. Per il solo 2026 tale dotazione è stata aumentata a 250 mln. di euro (co. 673 della legge di bilancio 2026).

La spesa certificata dai Comuni lo scorso anno (con riferimento al 2024) ammontava a circa 450 mln. di euro e il contributo assegnato per il 2025 ha permesso di coprirne in media il 22%, raggiungendo livelli maggiori, fino al 70%, per gli enti con maggior incidenza sulla spesa sociale e generalmente di piccole dimensioni, nel rispetto dei criteri di riparto previsti dalla legge.

Al fine di ottenere il contributo, sono tenuti alla dichiarazione tutti i Comuni che nel 2025 hanno sostenuto – anche attraverso qualsiasi tipo di forma associativa o ente strumentale – spese derivanti da sentenze di affidamento obbligatorio emanate, anche in anni precedenti, dall’Autorità giudiziaria, con riferimento a minori e ad eventuali adulti collegati.

Le spese devono essere riportate, come da istruzioni alla compilazione del modello allegate al DM, distintamente per ciascun provvedimento del Giudice e per ciascun soggetto affidato, con l’indicazione se si tratta di minore o di adulto eventualmente compreso nel provvedimento del giudice minorile.

Le spese possono essere di diverso tipo (affidi familiari, rette di comunità, altri oneri direttamente derivanti della sentenza) e devono essere riportate nel modello messo a disposizione del Ministero dell’Interno con riferimento a: impegni relativi all’esercizio 2025, che costituiranno il principale riferimento per la determinazione del riparto del contributo; pagamenti (provvedimenti di liquidazione), intervenuti nello stesso anno e relativi agli impegni 2025.
Il Comune è l’unico soggetto abilitato alla dichiarazione. Nel caso in cui le spese siano state sostenute da una forma associata o ente strumentale (Unione di Comuni, Comune capofila, ente strumentale delegato), gli impegni e i pagamenti sono quelli che risultano a tale soggetto, con riferimento ai provvedimenti dell’Autorità giudiziaria destinati al Comune dichiarante, come emerge dalla FAQ.

La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma telematica del Ministero dell’interno (TBEL), entro il termine fissato tassativamente dalla legge a 30 giorni dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, quindi entro il 15 maggio 2026 (fonte IFEL).