CDP: Rinegoziazione prestiti concessi alle Città Metropolitane e ai Comuni capoluogo di Regione o sede di Area Metropolitana

La Cassa Depositi e Prestiti si rende disponibile alla rinegoziazione per l’anno 2022 dei prestiti in ammortamento al 1° luglio 2022 concessi alle Città Metropolitane e ai Comuni capoluogo di Regione o sede di Area Metropolitana, inclusi quelli già oggetto di precedenti programmi di rinegoziazione, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 537, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 e smi. A tal fine è stata pubblicata la Circolare n. 1302/2022, con cui vengono fornite le istruzioni operative per la rinegoziazione dei prestiti in ammortamento al 1° luglio 2022, con debito residuo a tale data pari o superiore ad euro 10.000,00, e scadenza successiva al 31 dicembre 2024.

Sono rinegoziabili anche i prestiti intestati ad Enti in procedura di dissesto, purché sia stata approvata l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato di cui all’articolo 259 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (di seguito “TUEL”), approvata con decreto del Ministro dell’interno ai sensi dell’articolo 261, comma 3, del TUEL. La CDP mette a disposizione di ciascun Ente, dal 4 ottobre 2022 al 25 ottobre 2022 (“Periodo di Adesione”), l’elenco dei Prestiti Originari rinegoziabili e renderà note le condizioni applicate alla rinegoziazione tramite una sezione dedicata all’operazione con un apposito applicativo informatico di gestione.

 

La redazione PERK SOLUTION

Riduzione IMU dovuta da soggetti non residenti in Italia: effettuato il riparto delle quote residui 2021 e del fondo 2022

La Direzione Centrale della Finanza Locale rende noto che è stato adottato il decreto, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 23 settembre 2022, con i relativi allegati 1 e 2, concernente il riparto della quota restante dell’anno 2021 e della quota relativa all’annualità 2022 del fondo per il ristoro ai comuni delle minori entrate derivanti dalla riduzione dell’IMU dovuta da soggetti non residenti in Italia», previsto dall’articolo 1, comma 49, della legge 30 dicembre 2020, n.178, e successive modifiche e integrazioni.

La quota residuale del fondo istituito dall’articolo 1, comma 49, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, pari a 3.241.767,16 euro e relativa all’annualità 2021, è ripartita, in proporzione alle somme già attribuite per lo stesso anno 2021. Il fondo per l’anno 2022, di cui l’articolo 1, comma 49, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, come integrato dall’articolo 1, comma 743, legge 30 dicembre 2021, pari a complessivi 15 milioni di euro, destinato a ristorare i comuni a fronte delle minori entrate derivanti dall’applicazione – per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d’uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia – dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 1, commi da 739 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, nella misura della 37,5 per cento, è ripartito sulla base della metodologia dei criteri di riparto previsti
dal decreto ministeriale del 24 giugno 2021, in proporzione alle somme già attribuite per l’anno 2021.

 

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Eventi sismici 2016: Trasmissione dati relativi alle minori entrate per l’applicazione dell’esenzione del CUP

Il Dipartimento delle Finanze, con comunicato del 21 settembre scorso sul Portale del Federalismo Fiscale, informa che a seguito dell’emanazione del Decreto direttoriale del 9 giugno 2022, pubblicato nella G.U. n. 148 del 27 giugno 2022, sono stati definiti i termini e le modalità di trasmissione dei dati relativi alle minori entrate per l’applicazione dell’esenzione dal canone unico patrimoniale (CUP) per i comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.
Nell’area riservata del Portale federalismo fiscale è reso disponibile ai Comuni, dal giorno 21 settembre 2022, il modello allegato al decreto – unitamente alle istruzioni – con il quale gli enti locali interessati trasmettono i dati relativi alle minori entrate verificatesi per gli anni 2021 e 2022 entro sessanta giorni dalla data in cui il modello stesso è reso disponibile all’interno dell’area riservata, vale a dire entro il 21 novembre 2022.
La trasmissione dei dati in questione, a norma dell’art. 17-ter, comma 1 del D. L. n. 183 del 2020, è propedeutica all’emanazione del decreto interministeriale con il quale sono ripartite le somme oggetto di rimborso agli enti locali interessati, decreto che sarà emanato una volta elaborati i dati trasmessi.
Viene ricordato, infine, che il modello, debitamente compilato in formato elaborabile, deve essere trasmesso esclusivamente mediante posta elettronica certificata al seguente indirizzo:  df.rimborsocup@pce.finanze.it e che non sono ritenuti validi i dati inviati o già inviati con modalità diverse.

 

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Funzione Pubblica, Fast Piccoli Comuni: Al via la manifestazione d’interesse

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha lanciato il progetto “Fast Piccoli Comuni”, in collaborazione con Formez PA, nell’ambito delle Azioni 1.2.1 e 1.3.1 del PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020.  Il progetto è articolato in tre ambiti di attività

– Ambito A: Verso la transizione digitale;

– Ambito B: verso la transizione amministrativa;

– Ambito C: Supporto ai Piccoli Comuni per il miglioramento delle attività amministrative mediante l’introduzione di tecnologie informatiche -, il progetto è rivolto ai 5.535 centri italiani con meno di 5.000 abitanti e ha finalità di affiancamento e supporto nella transizione digitale e amministrativa.

Il sostegno si attua attraverso specifiche azioni di training on the job, di accompagnamento all’implementazione di progetti di miglioramento e soluzioni digitali. I Comuni saranno supportati da una squadra di esperti con competenze multidisciplinari. In questo modo, potranno individuare le attività da mettere in campo e nuove modalità tecnologiche e organizzative, anche a partire da strumenti e pratiche esistenti e già sperimentate. Il progetto Fast Piccoli Comuni mira all’attuazione di piani di transizione al digitale su scala locale, al rafforzamento della capacità dei piccoli comuni nel ridurre i tempi e i costi dei procedimenti che riguardano cittadini e imprese, al miglioramento della redazione degli atti amministrativi tramite tecnologie informatiche.

Le manifestazioni di interesse vanno inviate entro il 7 ottobre all’indirizzo: fastpiccolicomuni@formez.it.

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Partenariato pubblico-privato: esclusi dal limite del 49% i fondi del PNRR

Se non incidono sulla finanza pubblica nazionale e non risultano a carico della pubblica amministrazione, i finanziamenti a fondo perduto provenienti dall’Unione europea, anche nell’ambito del Pnrr, non incidono nella quota di contributo pubblico che nei contratti di Partenariato Pubblico privato non può superare il 49% del costo dell’investimento complessivo. È quanto evidenziato da ANAC nella delibera n. 432 del 20 settembre 2022, a fronte di un parere richiesto dalla Ragioneria generale dello Stato e dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe) della presidenza del Consiglio.

Uno degli elementi rilevanti per le operazioni di Partenariato per la costruzione o per la concessione e gestione di asset pubblici riguarda infatti proprio l’utilizzo dei fondi europei, anche nell’ambito del PNRR e, in particolare, l’incidenza dei finanziamenti a fondo perduto (i cosiddetti grants) di provenienza europea ai fini del calcolo del prezzo non superiore al 49% del costo dell’investimento in tali operazioni.

Secondo ANAC, ee non incidono sulla finanza pubblica nazionale e non risultano in qualche modalità o forma a carico della
pubblica amministrazione, i finanziamenti a fondo perduto di provenienza euro-unitaria, anche nell’ambito del PNRR, possono ritenersi esclusi dalle valutazioni in merito al “contributo pubblico” e, in particolare, al perimetro del 49% di cui agli articoli 165, comma 2, e 180, comma 6, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 in quanto destinati a “nettare” la quota di investimento. In caso di distinzione tra risorse europee a fondo perduto (grants) e prestiti onerosi soggetti a obbligo di restituzione da parte dello
Stato italiano (loans), la predetta indicazione si applica esclusivamente alle risorse europee a fondo perduto (grants). È la stessa norma del Codice a suggerire che il ‘‘contributo pubblico’’ in conto capitale, complessivamente inteso per il rispetto del limite del 49%, debba riferirsi esclusivamente al perimetro delle risorse ‘‘della pubblica amministrazione’’ e, dunque, a carico di Autorità nazionali, così escludendo le altre fonti di finanziamento, comprese le risorse euro-unitarie.

 

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Nuove regole per le modalità di alimentazione della banca dati SIOPE

È stato pubblicato nella G.U. n. 224 del 24-9-2022 il decreto del MEF del 12 settembre 2022 recante “Tempi e modalità di alimentazione della banca dati SIOPE”.

A decorrere dal 1° gennaio 2023 verranno meno gli adempimenti dei tesorieri e dei cassieri riguardanti la trasmissione alla banca dati SIOPE degli incassi e di pagamenti codificati relativi agli esercizi 2023 e successivi effettuati attraverso la rete interbancaria RNI in base alle «Regole di colloquio tra Banche Tesoriere e Banca d’Italia» consultabili nel sito internet della Ragioneria generale dello Stato dedicato alla rilevazione SIOPE. Sempre a decorrere dall’esercizio 2023, la banca dati SIOPE sarà  alimentata dai dati dell’infrastruttura SIOPE+ di cui all’art. 14, comma 8-bis, della citata legge n. 196 del 2009 gestita dalla Banca d’Italia nell’ambito del servizio di tesoreria.

Fino al 31 dicembre 2023 i tesorieri e i cassieri degli enti soggetti alla rilevazione SIOPE, esclusi gli enti di previdenza, continueranno a trasmettere alla banca dati SIOPE le informazioni codificate degli incassi e dei pagamenti relative agli esercizi 2022 e precedenti, compresi i prospetti delle disponibilità liquide al 31 dicembre 2022 e i dati relativi alle attivazioni/disattivazioni degli enti e dei rispettivi tesorieri/cassieri, attraverso la rete interbancaria RNI in base alle «Regole di colloquio tra Banche Tesoriere e Banca d’Italia».

 

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Finanza Locale, pagamento contributo per distacco sindacale anno 2022

Il Ministero dell’Interno comunica che con provvedimento del 16 settembre 2022, è stato disposto il pagamento del contributo assegnato nell’anno 2022 alle Province, alle Città metropolitane, ai Liberi consorzi comunali, ai Comuni, alle Comunità montane nonché alle ASP/IPAB, ad esclusione degli enti facenti parte delle regioni Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, corrispondente alla spesa sostenuta per il personale cui è stata concessa l’aspettativa per motivi sindacali (da intendersi riferita all’istituto del distacco sindacale) nell’anno 2021, ai sensi dell’articolo 1-bis del decreto-legge 25 novembre 1996, n.599, convertito dalla legge 24 gennaio 1997, n.5.

Gli enti beneficiari del predetto pagamento sono quelli che con modalità informatizzata, utilizzando esclusivamente la certificazione presente nell’Area riservata del Sistema certificazioni enti locali (“AREA CERTIFICATI – TBEL, altri certificati) accessibile dal sito web della Direzione Centrale per la Finanza Locale, hanno trasmesso, entro il termine del 31 maggio 2022, richiesta di contributo.

Il citato pagamento è stato sospeso, ai sensi dell’articolo 161, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, nei confronti degli enti che non hanno trasmesso alla banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP) i documenti contabili di cui all’articolo 1, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 12 maggio 2016, ovvero per gli enti che non hanno adempiuto alla trasmissione del questionario SOSE.

Prima della chiusura della contabilità finanziaria del corrente esercizio finanziario verrà disposto un ulteriore pagamento a favore degli enti che, entro e non oltre il 15 novembre 2022, avranno provveduto a regolarizzare la propria posizione, rimuovendo le cause di sospensione del pagamento.

 

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Conferenza delle Regioni: Intesa sul Portale unico per il reclutamento

Nell’ultima riunione della Conferenza Unificata (che si è tenuta il 14 settembre) è stata espressa l’intesa sul decreto relativo alle modalità di utilizzo del portale unico del reclutamento da parte delle autonomie locali. Il provvedimento estenderebbe per taluni aspetti la disciplina (di cui all’art. 35-ter d.lgs. 165/2001) prevista per le amministrazioni centrali agli enti territoriali, in relazione alle modalità di utilizzo del Portale unico del reclutamento. Per questo motivo la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’ANCI e l’UPI – con un documento congiunto inviato al Governo – pur esprimendo l’intesa – ritengono che “debba rimanere autonoma, per ogni ente territoriale, l’impostazione del back office delle procedure concorsuali a fronte di un front office comune e che occorre garantire l’integrazione e l’interoperabilità del Portale unico con i singoli sistemi regionali e locali esistenti, anche nel rispetto dell’autonomia organizzativa di Regioni e delle Province autonome, Comuni, Province e Città metropolitane, costituzionalmente garantita”.
“Appare, dunque, assolutamente necessaria sottolineano Regioni ed Enti locali – una verifica intermedia per testare il funzionamento e la reale personalizzazione della sezione riservata del Portale e dei suoi strumenti, nonché per constatarne l’efficacia anche in ordine all’interoperabilità tra il sistema centrale e quelli degli enti territoriali, tesa a scongiurare il serio rischio di un rallentamento o di un blocco delle procedure concorsuali, indispensabili anche per la concreta realizzazione delle Riforme previste dal PNRR”.
Preso atto dell’inserimento della fase sperimentale nell’ultima versione di decreto, la Conferenza delle Regioni, l’Anci e l’Upi hanno chiesto “l’istituzione di un Tavolo tecnico teso a verificare l’andamento della Riforma del Portale unico del reclutamento e a monitorarne gli esiti per le successive ed eventuali iniziative, anche ai fini della messa a regime del predetto Portale per le Regioni e gli Enti locali”.
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DL Aiuti bis: Fondo di anticipazioni di liquidità degli enti in dissesto

L’art. 16, commi 6-ter–6-sexies del D.L. n. 115/2022, c.d. “Decreto Aiuti bis”, convertito con modificazione in legge n. 142/2022 (G.U. n. 221 del 21-9-2022) statuisce l’obbligo per gli enti locali in dissesto finanziario che abbiano eliminato il fondo di anticipazioni di liquidità (FAL) di istituire, in sede di rendiconto 2022, un apposito fondo nel quale accantonare un importo pari alle anticipazioni di liquidità incassate negli esercizi precedenti e non ancora rimborsate alla data del 31 dicembre 2022. La previsione è volta a dare attuazione alla delibera della Corte dei conti, Sez. Autonomie, n. 8 del 2022 che, nell’individuare la competenza dell’Organo Straordinario di Liquidazione nella gestione delle anticipazioni di liquidità erogate da CDP prima del dissesto, ha evidenziato la necessità per gli enti locali interessati di accantonare la corrispondente provvista finanziaria nei futuri bilanci stabilmente riequilibrati.

Il fondo ricostituito nel risultato di amministrazione al 31 dicembre 2022 è utilizzato secondo le modalità previste dall’articolo 52, commi 1-ter e 1-quater del D.L. n. 73 del 2021, che detta disposizioni per la rappresentazione contabile nei bilanci di previsione e nei rendiconti della gestione del FAL. L’eventuale maggiore disavanzo al 31 dicembre 2022 rispetto all’esercizio precedente, derivante dalla ricostituzione del fondo potrà essere ripianato, a decorrere dall’esercizio 2023, in quote costanti entro il termine massimo di dieci anni, per un importo pari
al predetto maggiore disavanzo, al netto delle anticipazioni rimborsate nel corso dell’esercizio 2022.

Il meccanismo di ripiano in quote costanti fino a dieci anni a decorrere dall’esercizio 2023 viene esteso anche agli enti locali in dissesto finanziario che abbiano ricostituito il fondo anticipazioni di liquidità in sede di
rendiconto 2021.

 

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