Primo ristoro imposta di soggiorno e contributo di sbarco 2021, gli importi per singolo comune

La Finanza Locale, con comunicato del 12 luglio 2021, informa che è stato firmato l’8 luglio 2021 il Decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, concernente il «Primo riparto del fondo, di 350 milioni di euro per l’anno 2021, per il ristoro parziale dei comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell’imposta di soggiorno e di analoghi contributi, in conseguenza dell’adozione delle misure di contenimento del COVID-19, istituito dall’art. 25, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2021, n.41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n.69, come modificato dall’articolo 55, comma 1, lettera a), del decreto-legge 25 maggio 2021, n.73». Il relativo avviso è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il Fondo di 350 milioni di euro è parzialmente ripartito per un importo complessivo di 250 milioni di euro nelle misure indicate nell’allegato A, secondo i criteri e le modalità specificati nell’allegato B “Nota metodologica”. Il restante importo di 100 milioni di euro sarà ripartito con successivo decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da adottarsi entro il 31 ottobre 2021, tenendo prioritariamente conto di eventuali rettifiche dei dati considerati nel riparto e con le stesse modalità previste nella “Nota metodologica” di cui all’allegato B.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

 

Conversione DL Sostegni bis, proroga dismissione quote societarie al 31 dicembre 2022

Il nuovo comma 3-bis dell’art. 16 del ddl di conversione in legge del D.L. n. 73/2021 (decreto Sostegni bis), approvato dalla V Commissione della Camera, aggiunge all’art. 24 del TUSP (D.Lgs. n.175 del 2016), relativo alla revisione straordinaria delle partecipazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni, un nuovo comma 5-ter il quale proroga anche per l’anno 2022 la norma che disapplica, fino al 31 dicembre 2021, i commi 4 (obbligo di alienazione entro un anno dalla ricognizione straordinaria) e 5 (divieto per il socio pubblico di esercitare i diritti sociali e successiva liquidazione coatta in denaro delle partecipazioni) nel caso di società partecipate che abbiano prodotto un risultato medio in utile nel triennio precedente alla ricognizione (comma 5-bis). La norma autorizza pertanto l’amministrazione pubblica a prolungare la detenzione delle partecipazioni societarie anche nell’anno 2022 nel caso in cui le società partecipate abbiano prodotto un risultato medio in utile nel triennio 2017-2019.
Si ricorda che l’articolo 24 del TUSP ha definito una procedura di revisione straordinaria delle partecipazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni. In particolare, entro il 30 settembre 2017 ciascuna amministrazione doveva effettuare (con provvedimento motivato) una ricognizione di tutte le partecipazioni societarie possedute (direttamente o indirettamente) alla data di entrata in vigore del T.U. (23 settembre 2016) con obbligo di alienare quelle prive di determinati requisiti. Entro un anno gli enti avrebbero dovuto completare le operazioni di alienazione individuate dal piano di ricognizione, anche nel caso di partecipazioni societarie acquistate in conformità ad espresse previsioni normative, statali o regionali, con la conseguenza che, in caso di mancata alienazione entro tale termine, a norma dell’art. 24 co. 5, d. lgs. 175/2016, “il socio pubblico non può esercitare i diritti sociali nei confronti della società e, salvo in ogni caso il potere di alienare la partecipazione, la medesima è liquidata in denaro in base ai criteri stabiliti all’articolo 2437-ter, secondo comma, e seguendo il procedimento di cui all’articolo 2437-quater del codice civile”.
La legge di bilancio 2019 (n. 145 del 2018), con l’introduzione del comma 5-bis all’art. 24 del TUSP ha previsto la disapplicazione, fino al 31 dicembre 2021, dei commi 4 e 5 nel caso di società partecipate che abbiano prodotto un risultato medio in utile nel triennio precedente alla ricognizione.

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION

 

Conversione DL Sostegni bis, Esenzione IMU per i proprietari con sfratto bloccato

Esenzione per l’anno 2021 dal versamento dell’imposta municipale propria (IMU) per i proprietari di immobili, concessi in locazione a uso abitativo, che abbiano ottenuto in proprio favore l’emissione di una convalida di sfratto per morosità entro il 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è sospesa sino al 30 giugno 2021. È una delle novità contenute nel pacchetto di emendamenti approvati in sede di conversione del Sostegni bis (DL. n. 73/2021) dalla V Commissione bilancio della Camera. L’esenzione si applica anche a beneficio delle persone fisiche titolari di un immobile, concesso in locazione ad uso abitativo, che abbiano ottenuto in proprio favore l’emissione di una convalida di sfratto per morosità successivamente al 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è sospesa fino al 30 settembre 2021 o fino al 31 dicembre 2021. Per il ristoro ai comuni a fronte delle minori entrate è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 115 milioni di euro per l’anno 2021. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, saranno definite le modalità relative al riparto del fondo.

 

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Le società di gestione del risparmio non sono soggetti passivi IMU

Le società di gestione del risparmio, come la SGR spa, non possono essere, in linea di principio, soggetti passivi IMU, dovendo il relativo pagamento essere domandato ai soggetti che hanno in uso i beni di cui al D.L. n. 351 del 2001, art. 4, comma 2 ter, e che li ricevono in assegnazione dall’Agenzia del demanio. È con riferimento, quindi, a questi ultimi soggetti e non alla SGR spa che dovrebbe essere valutata la sussistenza dei presupposti che giustificano il riconoscimento dell’esenzione normativamente prevista in tema di ICI ed IMU. È quanto stabilisce la Corte di Cassazione, con ordinanza n. 17124 del 16.06.2021, pronunciandosi sul ricorso presentato dalla Società di Gestione del Risparmio spa, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale Toscana, n. 2386/02/17, depositata il 13 novembre 2017. La Società di Gestione del Risparmio spa ha impugnato, davanti alla CTP, un avviso di accertamento concernente l’IMU 2013 relativa ad alcuni immobili di sua proprietà siti nel Comune. La CTP, nel contraddittorio delle parti, con sentenza n. 515/01/15, ha respinto il ricorso. La SGR spa ha proposto appello che la CTR della Toscana, nel contraddittorio delle parti, con sentenza n. 2386/02/17, ha rigettato. La SGR spa ha presentato quindi ricorso per Cassazione.

 

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Sperimentazione del voto elettronico per le politiche, europee ed i referendum

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha adottato, di concerto con il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, il decreto che individua le modalità attuative per l’utilizzo del Fondo per la sperimentazione del voto e dello scrutinio elettronico per le elezioni politiche ed europee e per i referendum.
Il provvedimento approva le “linee guida” per la sperimentazione di modalità di espressione del voto in formato digitale.
Per verificare il corretto funzionamento del sistema di voto e dello scrutinio elettronico, il documento prevede una gradualità della sperimentazione, con una prima fase di “simulazione” del voto e dello scrutinio elettronico priva di valore legale, che coinvolgerà un campione significativo di elettori.
All’esito della fase di simulazione, si potrà procedere alla sperimentazione dell’utilizzo del sistema di voto elettronico in un evento elettorale, avente valore legale.

Niente assunzioni con la quota del FSC finalizzato al potenziamento dei servizi sociali

La Corte dei conti, Sez. Marche, con Deliberazione n 113/2021, in riscontro ad una richiesta di parere di un Comune – in merito all’interpretazione dell’art. 33 del DL n. 34/2019 in rapporto con l’art. 1, comma 792, della legge n. 178/2020, in particolare se le assunzioni di personale con qualifica di assistente sociale, finanziate con le risorse incrementali del Fondo di solidarietà comunale di cui al citato art. 1, comma 792, della legge di bilancio 2021, possano essere effettuate in deroga alla normativa vigente in materia di personale che impone vincoli assunzionali e limiti e/o tetti di spesa, proprio in quanto “etero-finanziate” – ha evidenziato che le risorse ex commi 791 e 792 non risultano espressamente utilizzabili – diversamente da quelle afferenti al “Fondo Povertà” – per le assunzioni a tempo indeterminato di personale con qualifica di assistente sociale. Le assunzioni di detto personale, in quanto direttamente correlate a un fondamentale compito dell’Ente locale, dovrebbero attuarsi attraverso l’utilizzo di risorse proprie dei comuni e che, anche nella prospettiva del sostegno statale allo sviluppo dei servizi sociali, le risorse aggiuntive a valere sul Fondo di solidarietà comunale dovranno in ogni caso, a pena del recupero delle somme, ricollegarsi al conseguimento di obiettivi da valutarsi con riferimento al soddisfacimento della domanda dell’utenza, in termini di prestazioni rese su ambiti diversificati d’intervento, solo in quota parte riferibili all’attività dello specifico personale. La competenza fondamentalmente gravante sui comuni e la contribuzione in via indistinta per obiettivi di risorse non rivestenti natura strutturale, in quanto revocabili, sono profili che, in un’ottica interpretativa di sistemica valenza, deporrebbero per la non destinabilità delle risorse ex commi 791 e 792, in argomento, alle assunzioni a tempo indeterminato di che trattasi.

 

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Gli incentivi tecnici non costituiscono spesa per il personale

La Corte dei conti, Sez. Abruzzo, con deliberazione n. 249/2021, ha ribadito che i compensi da corrispondere al personale dipendente a titolo di incentivi tecnici, di cui all’art. 113 del d.lgs. n. 50 del 2016, non costituiscono spesa del personale, ai fini della determinazione della capacità assunzionale, secondo la normativa di cui all’ art. 33, comma 2, decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. Di recente la Sezione regionale di controllo della Lombardia, con deliberazione n. 73/2021/PAR, si è pronunciata in merito ad un quesito analogo ed ha evidenziato che l’inserimento del comma 5-bis ad opera dell’art. 1, comma 526 della legge n. 205 del 2017 è l’elemento importante che è stato oggetto di approfondimento della Sezione delle autonomie (deliberazione n. 6/2018/QMIG) che, proprio per la prescrizione specifica, ha sottolineato come il legislatore, con norma innovativa contenuta nella legge di bilancio per il 2018, ha stabilito che i predetti incentivi gravano su risorse autonome e predeterminate del bilancio (indicate proprio dal comma 5-bis dell’art. 113 del d.lgs. n. 50 del 2016) diverse dalle risorse ordinariamente rivolte all’erogazione di compensi accessori al personale.

 

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Presupposti di esenzione IMU per gli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici

Al fine di ottenere il riconoscimento dell’esenzione ai fini IMU per immobili di proprietà degli enti ecclesiastici, prevista dall’art. 7 co. l lett.i) del Dlgs. n.504/92, cui rinvia l’art. 9 comma 8 del D.L. 2011/2011, non è sufficiente dimostrare che l’ente proprietario degli immobili rientri nella previsione degli Enti ecclesiastici di cui alla legge 20 maggio 1985 n.222, ma occorre dimostrare che gli stessi siano destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16 lett. A) della legge 20.5.1985 n. 222. È quanto affermato dalla CRT per la Campania, con sentenza del 04/06/2021 n. 4757. Secondo i giudici, il riconoscimento dell’esenzione dal pagamento dell’IMU per gli enti ecclesiastici è subordinato alla compresenza di un requisito soggettivo, riguardante il profilo del soggetto che utilizza l’immobile, e di un requisito oggettivo, relativo all’attività effettivamente svolta nello stesso (Corte di Cassazione, ord. n. 18592/2019). Con particolare riferimento al requisito oggettivo è necessario che l’ente ecclesiastico fornisca adeguata dimostrazione che l’attività rientrante tra quelle agevolate sia effettivamente svolta. Nel caso di specie, concludono i giudici napoletani, mentre il requisito soggettivo è rispettato, manca del tutto la dimostrazione del requisito oggettivo, poiché dalla documentazione prodotta dall’Ente Ecclesiastico non emerge in alcun modo che gli immobili oggetto di accertamento vengano utilizzati per lo svolgimento di quelle attività educative e di catechesi meritevoli di esenzione, essendosi limitato l’Ente ad indicare la destinazione di tale cespiti, alcuni dei quali gestiti da terzi ONLUS ed ONG, senza peraltro dimostrare l’effettiva attività svolta all’interno degli stessi.

 

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Sistema integrato 0-6 anni, via libera al Piano quinquennale 2021/2025

La Conferenza Unificata, nella seduta dell’8 luglio, ha sancito l’intesa sul nuovo Piano pluriennale nazionale con durata quinquennale (2021/2025) e allegati (1,2,3,4note metodologiche)  per il sistema integrato per l’istruzione e l’educazione 0/6 anni (scaduto nel 2019 e prorogato al 2020), che mette a disposizione per ciascuna annualità 309 milioni di euro, erogate direttamente ai comuni dal ministero dell’Istruzione a seguito della programmazione regionale. Entro il mese di luglio saranno approvati in conferenza Unificata le due intese per l’individuazione dei criteri di riparto delle risorse come sotto specificato.
Il Piano prevede una quota perequativa, non inferiore al 20% del fondo, assegnata alle regioni con un’offerta di posti, nei servizi educativi, al di sotto della media nazionale (25.7%). Gli interventi sono finalizzati a: costruzione; ristrutturazioni e messa in sicurezza edilizia; spese di gestione; formazione del personale.
Sono introdotte due riserve, entrambe del 5%, rispettivamente destinate alla formazione/coordinamenti pedagogici e alle sezioni primavera/poli infanzia. Quest’ultima solo per le regioni al di sotto della media nazionale di copertura dei servizi prima infanzia. La proposta iniziale del Ministero, condivisa da Anci, conteneva percentuali più alte, la riduzione è stata richiesta dalle Regioni assieme alla previsione di collegarla ai territori carenti di posti.
Sarà possibile individuare nelle intese di riparto una percentuale massima da destinare ad interventi di edilizia scolastica considerate le altre risorse già previste per tale finalità.
Accolte le proposte dell’Anci, finalizzate ad accelerare i tempi di assegnazione delle risorse ai comuni e ad una più puntuale tempistica per le programmazioni regionali. In particolare:
Prevista Programmazione regionale pluriennale, in luogo della tradizionale programmazione regionale annuale, ferma restando la possibilità, ogni anno, di operare i necessari aggiustamenti. Questo dovrebbe consentire un maggiore rispetto delle tempistiche da parte delle regioni e di conseguenza l’erogazione ai Comuni delle risorse nell’anno stesso della gestione (negli anni, infatti, si sono accumulati ritardi o mancate programmazioni, che hanno comportato gravi ritardi e anche la mancata erogazione delle risorse ai Comuni).

 

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Aran, accordo regolamentazione delle modalità di adesione al Fondo Perseo-Sirio

Si è tenuto l’incontro tra ARAN, Fondo Perseo-Sirio e rappresentanti dei comitati di settore di Regioni e autonomie locali sull’Ipotesi di accordo, sottoscritta l’8 aprile 2021, che regola le modalità di adesione a Perseo-Sirio, anche mediante silenzio-assenso. L’Ipotesi di accordo in questione non è ancora applicabile poiché deve ancora concludere l’iter dei controlli. L’incontro è servito a condividere alcune prime informazioni sull’applicazione dell’accordo e ad insediare un gruppo di lavoro congiunto che dovrà accompagnare la futura ed imminente fase della sua attuazione, con un’azione di supporto alle amministrazioni coinvolte. A tal fine, analizzando le varie fasi ed i principali passaggi previsti dalla Ipotesi di accordo, il gruppo di lavoro condividerà materiali informativi ed operativi, documentazione e modulistica da mettere a disposizione delle Amministrazioni e dei dipendenti interessati.

Ipotesi accordo modalità di adesione
Presentazione Accordo silenzio-assenso Perseo-Sirio

 

Autore: La redazione PERK SOLUTION